Harley-Davidson XL 1200N Nightster

di Emanuele Benvenuti

Harley-Davidson XL 1200N Nightster


Test anteprima dell'Harley-Davidson Nighster, versione reinterpretata della Sportster 1200.

BARCELLONA - La chiave è sempre lì, a destra accanto al canotto dello sterzo. La si gira e si sente il prolungato, abituale ronzio dell’iniezione.

Si preme il grosso tasto nero sul blocchetto destro e il motore, dandosi uno scrollone, annuncia con rombo cupo e ritmato la sua voglia di partire. Sembra la classica scena di una Harley-Davidson che si avvia, ma stavolta c’è qualcosa di nuovo sotto. Nel model year 2008, infatti, arriva anche da noi la Nightster, reinterpretazione “stilosa” dell’amata Sportster 1200.

Della famiglia più amata in Italia del brand americano (oltre il 55% delle moto decorate con il Bar&Shield vendute da noi sono Sportster) mantiene praticamente tutto il reparto tecnico, dal motore 1200 Evolution raffreddato ad aria e montato su supporti elastici, che eroga 98 Nm a 3.200 giri – di potenza non si parla mai per le moto di Milwaukee! –, al cambio a 5 marce, dal telaio tubolare ai due dischi da 292 mm.



Quello che cambia è l’estetica: la Nightster va alla ricerca di clienti eleganti e modaioli, attenti ai dettagli ma anche desiderosi di lasciare gli amici a bere l’aperitivo davanti a un locale trendy per farsi un bel giro e due pieghe.

La novità più vistosa è l’assenza del faro posteriore, “inglobato” dagli indicatori di direzione a Led che, oltre che da frecce, fungono anche da luci di posizione e stop. Così la coda della moto diventa ancora più bella e pulita (se solo non ci fossero le targhe…), lasciando in mostra il bel parafango che disegna un arco fino alla sella singola.

Questa è posta a soli 65 cm d’altezza e consente un solido appoggio a terra, anche se leggermente disturbato dalle larghe pedane, per gestire i 251 kg di peso. Trattandosi di una Harley non sono poi molti e soprattutto sono il risultato del maniacale rifiuto della plastica e della preferenza per il metallo.

Satinato, lucido, opaco o cromato, è lui il vero protagonista della Nightster: dai cerchi neri a raggi su per i foderi della forcella con soffietti vintage fino al faro, dal largo manubrio “low –rise” con riser neri allo stretto serbatoio, dal motore verniciato a polvere in Medium Grey ai due scarichi gemellati è un trionfo di stile e un vero piacere esplorare con lo sguardo fattura e dettagli.

E per fortuna che tutto è ben accoppiato e imbullonato, perché quando il motore è acceso (e la voglia di dare una bella sgasata viene naturale) le vibrazioni scuotono braccia e didietro con forza.

In fondo è proprio questo il bello delle Harley e i supporti elastici non riescono a cancellarlo del tutto. Allo stesso modo sulla Nightster permangono alcuni difetti tipici del marchio: la frenata non è da riferimento, l’agilità neppure, la protezione aerodinamica nulla, il cambio un po’ duro e il calore emanato dal V Twin canicolare.

Se sono solo questi però i pegni da pagare per avere una moto dallo stile inconfondibile, un sound entusiasmante, ma anche con una coppia possente sempre “in canna”, una facilità di guida assoluta e, grazie all’adozione di una sospensione posteriore a corsa allungata, un maggiore angolo di piega (31° su entrambi i lati), il gioco vale senza dubbio la candela.

Anche perché, in questo caso, la candela costa abbastanza poco: 10.300 euro per la versione lucida tutta nera e 10.800 per le splendide bicolori nero e grigio opaco, verde militare opaco e nero, arancione e azzurro lucido e nero.

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