Triumph Street Speed 675: un piccolo vulcano

di Massimo Maragliano

Triumph Street Speed 675: un piccolo vulcano


La naked sportiva di media cilindrata che arriva dall'Inghilterra sfida le giapponesi.

Dopo il 15 marzo 2002, quando un terribile incendio distrusse completamente i magazzini, l’area dello stampaggio, le linee dei telai e di assemblaggio della casa di Hinckley, nessuno avrebbe scommesso un penny su una rinascita così fulminea e decisa della Triumph.

La casa anglosassone è rinata dalle proprie ceneri come l'araba fenice, e da allora ha saputo rischiare e rinnovarsi ricominciando tutto da capo. Lo ha fatto in modo impeccabile proponendo moto coraggiose ed innovative come la mastodontica Rocket III e le nuove Sprint ST e SpeedTriple.

Proprio la rinata SpeedTriple segnò un netto punto di svolta e fu subito apprezzatissima grazie alla sua linea aggressiva e il carattere “ignorante”.

Nel 2006 arrivò però la Daytona 675 Triple, moto giudicata eccezionale da chiunque; clienti, stampa e  piloti  l'hanno eletta la moto dell'anno in molte occasioni avendo tenuto caparbiamente testa, se non superato l'agguerritissima e apparentemente inarrivabile concorrenza nipponica, fino ad allora praticamente unico punto di riferimento del settore.

Della Daytona 675 si sono elogiati propulsore e ciclistica ma la sua vocazione alla pista ne limitava la versatilità. Molti sognavano una moto con le caratteristiche stilistiche e di versatilità della SpeedTriple ma che fosse magari leggera come una Daytona e altrettanto prestante.

Così è nata lei, la protagonista di questo articolo, la Triumph Street Triple 675.

Naked di media cilindrata dotata del generosissimo 3 cilindri che equipaggia la Daytona ma opportunamente adattato al ruolo che la piccola Street deve ricoprire, ossia StreetFighter tutta cattiveria e precisione di guida,

Esteticamente la Street Triple ricorda molto la sorella maggiore Speed facendo uso di quei particolari che l'hanno reso un'icona; due fari tondi  codino ridotto al minimo e scarichi sottosella.

Rispetto alla sorellona l'elemento stilistico-tecnico che più si discosta è il forcellone posteriore, qui bibraccio prelevato da quello della progenitrice Daytona, in luogo dello scultoreo monobraccio che equipaggia la Speed.

In effetti la piccola naked eredita l'intero telaio dalla sportivissima Daytona ma il suddetto forcellone è stato posizionato più in basso, modifica che associata al cambio di inclinazione del canotto di sterzo e alla variazione dell'avancorsa, rende la moto ancora più  maneggevole.

I 108 CV a 11.700giri e i 69 Nm a 9100 giri in rapporto ai 167 Kg. dichiarati, ne fanno infatti un osso duro per chiunque cerchi di lasciarsi la piccola inglesina alle spalle.

Questo soprattutto nei percorsi ricchi di curve, il suo vero terreno di caccia, dove la Street Triple può vantare doti di maneggevolezza esclusive e degne di una supermotard.

Anche quando il raggio delle curve inizia ad allargarsi e le velocità salgono di conseguenza, la StreetTriple resta estremamente comunicativa e facile.

Insomma c'è di che divertirsi, anche grazie al fantastico tiro ai medi regimi, prerogativa del gioiello motoristico a 3 cilindri di casa Triumph, la moto spinge forte in uscita di curva e permette di rimediare con il carattere ad una traiettoria disegnata dal pilota in modo non proprio perfetto.

Anche il cambio, che è stato rivisto rispetto alla sorella Daytona, offre innesti veloci e puliti che uniti alla rapportatura corta invitano a giocare con il cambio per ottenere il massimo da un motore che regala sempre emozioni e che si colloca perfettamente al centro tra la rabbiosa esplosività di un bicilindrico e il poderoso allungo del quattro cilindri.

Grazie a queste sue doti ci si dimentica del fatto che il reparto sospensioni non sia pluriregolabile come sulla sorella maggiore SpeedTriple e che le pinze freno non siano ad attacco radiale come vuole il dogma stilistico-prestazionale odierno.

Anche i freni infatti si rivelano decisamente all'altezza per modulabilità, prontezza e potenza, risultando
perfetti per un uso stradale del mezzo.

La strumentazione ha un design moderno, misto analogico-digitale, la comodità del “colpo d'occhio” sulla lancetta del contagiri alla completezza di informazioni disponibili attraverso il computer di bordo digitale.
Unico neo, la mancanza di un indicatore livello carburante in luogo della semplice spia.

La strumentazione analogico digitale è completa e leggibile

A fronte di un prezzo di 7.595€, prezzo decisamente interessante in rapporto alle rivali di categoria, si viene quindi in possesso di una moto che saprà sicuramente regalare fori emozioni agli amanti del genere.

Evidentemente tra un sorso di tè e l'altro anche i pacatissimi inglesi sanno divertirsi e far divertire davvero.

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