Piaggio Vespa 250 GTS i.e.: Gran Turismo Sportiva tricolore

In Prove moto

di Carlo "Guerra" Martini, 06 settembre 2007
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Piaggio Vespa 250 GTS i.e.: Gran Turismo Sportiva tricolore



Lo sport secondo Vespa. Accattivante e vendutissima. Il mondo ce la invidia, e ha ottimi motivi.

Le città straripano di Vespe. Un fenomeno di costume, da sessant'anni.

Come la Beetle, la Mini e la 500, così i modelli di Vespa del secolo attuale fanno leva, molto opportunamente, sull’effetto vintage. Se ne fa un uso particolare, con lieve impudicizia, sulle più recenti GTV, LXV ed S.

Però, una volta toccate le corde del cuore dei nostalgici e solleticata la vanità degli esteti, offrire sostanza è d'obbligo.

Il pubblico degli scooteristi italiani è oggi esigente ed intransigente, e un'operazione di marketing che celasse carenze di contenuti verrebbe presto smascherata. Non pare il caso della Vespa GTS 250, e la breve presa di contatto di Motocorse lo ha confermato.

L'esemplare della prova è verniciato con una morbida sfumatura di giallo, che accarezza l’occhio.

Da qualunque lato la si osservi, la GTS non si presta a critiche estetiche.

La luce posteriore rotonda delle Granturismo, ormai fuori listino, è stata saggiamente abbandonata per un gruppo ottico più armonioso.

La nostra Vespa è inoltre immediatamente distinguibile dalla vecchia sorella meno performante, grazie anche alla caratteristica luce di posizione montata sulla mascherina anteriore, simpatico vezzo che dona personalità.

Il mercato non offre altri veicoli a due ruote con così tanta lamiera colorata in vista. L’eleganza che ne consegue ha però come contraltare una spiccata sensibilità al contatto con gli altri mezzi o con il suolo.

Ciò potrebbe turbare la serenità degli animi più delicati che si accingessero a parcheggiare in spazi stretti, circondati da pericolosi scooterini di urban fighters che considerano i danni alle sovrastrutture come cicatrici di guerra da esibire con noncuranza.

La postura sulla Vespa è esemplare. Libertà di movimento sulla morbida ed ampia sella e sulla spaziosa pedana, braccia correttamente angolate, manubrio largo, e chi ci vuole fare un giro dallo Stretto di Bering a Capo Horn arriva a destinazione impaziente di ripartire.

Il passeggero non si lamenta. Ha spazio sufficiente e, a sua richiesta, spuntan fuori dal tunnel centrale due stilosi poggiapiedi. Dietro di sè, per tenersi, il nostro secondo ha un portapacchi cromato old style, con due maniglie che affiancano la sella. Bello. I vespisti più pratici privilegiano però il moderno asettico bauletto, per aumentare la già buona capacità di trasporto della GTS.



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