Abbiamo provato in anteprima la nuova Moto Guzzi "custom", la Bellagio, sulle rive del Lago di Como
È un Bell’agio. Che, con una certa scioltezza, si potrebbe tradurre con “è un bel stare”.
E il nome, senz’altro adeguato al luogo, nella splendida cornice del Lago di Como, non sfigura neanche sui fianchetti opachi di questa proposta di Moto Guzzi.
Che stavolta gioca doppiamente in casa, prima di tutto perché Mandello Del Lario è davvero ad un tiro di schioppo, ma anche perché la moto che porta questo nome non si può certo definire una proposta azzardata.
Ce l’hanno presentata come una custom. Ci hanno detto che il riferimento è nientemeno che Harley Davidson. Hanno enfatizzato il manubrio a T - uno splendido drag bar -, le lucide ruote a raggi, le cromature su scarico, specchietti e alcune parti del motore, la colorazione nera opaca, la sella a due piani.
Ma dopo averla guidata, vi garantisco che questa moto non è una custom, ma una naked, cioè si inserisce nella fascia di mercato numericamente più interessante, almeno in Italia.
E il riferimento è molto più vicino… diciamo poco più a nord delle Alpi?