Yamaha FZ1: double face

di Giorgio Papetti

Yamaha FZ1: double face


Potentissima ma sfruttabile, grintosa ma anche confortevole nella guida rilassata; è la Yamaha FZ1, una vera maxi alla portata di tutti.

Le naked piacciono agli italiani, è un dato di fatto, come è un dato di fatto che ai motociclisti di casa nostra i cavalli non bastano mai e anche quando guidano in mezzo al traffico preferiscono sapere che sotto al sedere hanno potenza da vendere. Poco importa se centinaia di cavalli verranno utilizzati per strappare l’asfalto sulla linea del semaforo o per divertirsi in pista; l’importante è che di cavalli ce ne siano tanti e che le cifre riportate nelle schede tecniche facciano sognare.



Forse è proprio per questo che accanto alle più razionali ed economiche naked da 600 cc. nei listini delle case troviamo sempre più nude di grossa cilindrata. In questo settore Yamaha gioca un ruolo importante con la grintosa e potentissima FZ1, una moto tutta muscoli che in virtù di un’erogazione estremamente lineare e sincera può essere avvicinata anche da chi non ha molta esperienza nel gestire potenze da race replica. Questa facilità di utilizzo toglie un po’ di “carattere” in basso, tipico delle naked più sportive, ma è un prezzo che si paga volentieri in cambio di un motore che gira come un orologio svizzero, con una ciclistica sana e prevedibile e un motore privo di vibrazioni che permette di riprendere in sesta da 1000 giri senza un sussulto. Anche la posizione di guida è un giusto compromesso tra sportività e confort. In sella infatti si sta avanzati, con le gambe che stringono il largo serbatoio e le braccia che afferrano l’ampio manubrio, ma il peso non grava sui polsi e grazie alle pedane moderatamente arretrate e non troppo rialzate si gode di un buon confort anche nelle trasferte autostradali affrontate a velocità codice (oltre l’aria che investe il pilota diventa veramente fastidiosa).

Linee sinuose e grande qualità

Corta e compatta, esteticamente la FZ1 appare molto grintosa ma elegante allo stesso tempo. Gli esercizi di stile delle italiane o delle inglesi sono lontani; qui tutto è razionale, anche se in alcuni casi avremmo preferito un minimo di design in più sui particolari secondari. Ci riferiamo, per esempio, agli specchietti, funzionali ma poco appaganti alla vista, oppure al ponte di comando che sebbene impeccabile per finiture e assemblaggio appare un po’ anonimo. Va però detto che la FZ1 costa sensibilmente meno di alcune concorrenti più ricercate e con quello che si risparmia si può attingere ai cataloghi aftermarket per crearsi una special su misura.

Anche senza profusione di accessori pregiati, eccezion fatta per lo scarico che è veramente molto bello, le linee appagano lo sguardo da tutte le angolazioni, Davanti il faro a diamante e gli steli delle forcella di colore nero donano aggressività, che ritroviamo anche nel codino caratterizzato dal doppio faro a led. Cosa più unica che rara, anche il supporto targa con ampie fenditure è piacevole, sebbene un po’ troppo sporgente rispetto alla linea della moto. Montandone uno a filo con il faro si mette in risalto il gommone da 190 e la FZ1 acquista ulteriore cattiveria sembrando ancora più corta. Alla resa estetica danno un significativo contributo il telaio e lo splendido forcellone con capriata di rinforzo, entrambi perfettamente verniciati di nero.

Complessivamente la FZ1 colpisce, oltre cher pe la linea, per la qualità percepita e l’assemblaggio impeccabile di tutti i particolari. Le plastiche combaciano alla perfezione, la verniciatura è precisa ovunque e non ci sono cavi a vista che rovinano l’estetica.
Anche a livello di funzionalità non c’è nulla da eccepire, con blocchetti elettrici pratici e funzionali e una strumentazione completa e facilmente leggibile in ogni condizione. Questa comprende contagiri analogico, tachimetro digitale e pannello multifunzione retroilluminato che fornisce indicazioni circa il livello della benzina (con in più l’indicatore dei chilometri percorsi dal momento dell’entrata in riserva), chilometraggi totali e parziali, temperatura di esercizio, ora e diagnostica. Completano il tutto le consuete spie, compresa quella dell’antifurto immobilizer fornito di serie.  

Motore e telaio

Per ottenere una moto dalle prestazioni al top Yamaha ha attinto ai gioielli di famiglia, prelevando dalla R1 2006 il sofisticatissimo quattro cilindri in linea da 998 cc. a iniezione, doppia farfalla e valvola Ex-Up allo scarico. Carter motore, pistoni forgiati, cilindri senza camicia con riporto diretto e teste sono identici ed esprimono chiaramente il Dna racing. Per adattare il motore alle caratteristiche più stradali della FZ1 i tecnici sono intervenuti su numerosi aspetti; in particolare sono stati modificati albero motore (appesantito del 40%), i profili e le alzate degli alberi a camme, l’elettronica e i rapporti del cambio per avere più potenza e coppia ai medi regimi. Rispetto alla R1 si è perso qualche cavallo e un po’ di allungo, ma si è guadagnato tanto in erogazione e piacere di guida nell’arco di utilizzo più sfruttato su strada. Del resto di cavalli ne restano fin troppi: ben 150 a 11.000 giri, con una coppia di 106 Nm a 8000 giri.

Rispetto alle moto a due e tre cilindri il propulsore della FZ1 resta più pigro sotto i 4.000 giri, colpa anche delle prime marce troppo lunghe più adatte alla turistica Fazer, ma dai 6.000 in su sfodera una grinta, che diventa vera e propria rabbia dagli 8.000 fino agli oltre 11.000 giri. Se si vuole adottare una guida sportiva, specie nel misto, occorre utilizzare frequentemente il cambio, che per fortuna funziona splendidamente al pari della frizione. Se invece si vuole andare tranquilli ci si può dimenticare delle marce sfruttando la coppia e l’erogazione elettrica del motore.

Sulla Yamaha FZ1 il motore è ancorato a uno splendido telaio in alluminio appositamente progettato per questo modello. Più stretto, corto e leggero di ben 9 Kg rispetto a quello in acciaio usato sulla vecchia Fazer, ha permesso di ottenere una posizione di guida molto avanzata e una favorevole ripartizione dei pesi (51% anteriore 49 % al posteriore). Per portare il pilota in avanti è stato progettato un serbatoio da 18 litri molto corto e largo, che permette di sentire l’anteriore e di controllare la moto con le gambe. Un altro componente di gran pregio, sviluppato in origine per la YZF-R1 è il forcellone in alluminio con capriata di rinforzo, realizzato con l'impiego dell'esclusiva tecnologia Yamaha di pressofusione a riempimento controllato. L’uso dell’alluminio ha permesso di fermare il peso a 194 Kg, valore che sommato al baricentro basso assicura una buona maneggevolezza in tutte le condizioni.

La ciclista della Yamaha FZ1, condivisa in toto con la Fazer, è pensata per un utilizzo prevalentemente stradale. All’anteriore troviamo una forcella a steli rovesciati da 43 mm, regolabile in compressione e ritorno, mentre al posteriore c’è un classico ammortizzatore regolabile nel precarico molla e nel ritorno idraulico. Il setting standard è piuttosto morbido e se si cerca di sfruttare tutta la cavalleria è preferibile intervenire sui registri per controllare la compressione. Anche così all’anteriore forzando il ritmo si avverte qualche sbacchettata che suggerirebbe l’adozione di un ammortizzatore di sterzo. Stiamo però parlando di guida col coltello trai denti, perché nell’uso più rilassato il setting di fabbrica rappresenta un ottimo compromesso tra guidabilità e confort, con un eccellente filtraggio delle asperità che non va per nulla a discapito della stabilità. Anche la discesa in piega, sebbene non rapidissima, avviene con grande naturalezza e l'insieme comunica grande fiducia, tanto che senza accorgersene si raggiungono inclinazioni di tutto rispetto.

Un aspetto particolarmente positivo è dato dalla grande motricità assicurata dalla ciclistica e dal pneumatico da 190. Anche aprendo con decisione il gas sul pavé o sui fondi sconnessi la FZ1 non mostra alcuna sbavatura, con il posteriore che si mantiene saldamente ancorato al terreno. Lo stesso vale in staccata, caratteristica che unita alla bassissima tendenza all’impennata facilita di molto la guida consentendo di correggere abbastanza facilmente anche eventuali errori.


Al pari della ciclistica, l’impianto frenante denota un’impostazione rassicurante, poco improntata a un utilizzo prettamente sportivo. Le pinze monoblocco a quattro pistoncini di tipo tradizionale mordono una coppia di dischi da 320 mm e assicurano molta potenza, ma il loro intervento è fin troppo progressivo e nella prima parte della corsa la forza frenante non è quella che ci si aspetterebbe. Per ottenere decelerazioni decise occorre tirare con decisione la leva e se da un lato questo comportamento aiuta i meno esperti, dall’altro lascerà senza dubbio l’amaro in bocca ai più sportivi che avrebbero preferito un rapporto più diretto tra azione sulla leva e reazione dell’impianto frenante. Ottimo invece il comportamento del singolo disco posteriore da 245 mm, con pinza flottante a singolo pistoncino, molto modulabile ed efficace nel ridurre l’affondamento della moto in staccata.
Il quadro ciclistico è completato da cerchi a 5 razze in lega leggera che hanno le stesse caratteristiche di quelli della R1, con spessori di metallo differenziati per ottenere la massima resistenza con il minimo del peso. La ruota anteriore calza uno pneumatico 120/70-ZR17, mentre al posteriore troviamo un 190/50-ZR17.

In sella
 

Sulla FZ1 si possono adottare facilmente due differenti impostazioni di guida. Una più aggressiva, con il busto proteso in avanti e le punte dei piedi che spingono sulle pedane, e una molto più tranquilla e rilassante con il busto eretto e le braccia più distese. Due impostazioni che rappresentano perfettamente le due facce della FZ1: sportiva quando si vuole andare forte, comoda e rilassante quando si preferisce andare tranquilli. Il passeggero tutto sommato non se la passa male e se non fosse per la totale mancanza di riparo aerodinamico si potrebbero tranquillamente affrontare anche viaggi abbastanza impegnativi. Per questo però c’è la versione Fazer, che oltre a offrire una valida semicarena vanta anche le maniglie per il passeggero. Da segnalare che su entrambe le versioni è presente un vano sottosella abbastanza capiente, in grado di ospitare un antifurto meccanico o una leggera tuta antipioggia.

Il terreno ideale della FZ1 è il misto veloce, dove può sfoderare tutta la cavalleria e le eccellenti doti di stabilità della ciclistica. Nel misto stretto ci sono concorrenti che fanno meglio, ma con un po’ di mestiere grazie all’abbondanza di cavalleria si può tenere il passo di moto più sportive e con maggiore tiro ai bassi. Rispetto a queste ultime la FZ1 guadagna molto in città e nei trasferimenti extraurbani, dove la fluidità del motore e la capacità delle sospensioni a copiare le asperità aiuta veramente tanto a ridurre lo stress. Nel traffico le dimensioni permettono di divincolarsi agevolmente tra le auto e basta tenere la terza per andare praticamente ovunque dimenticandosi del cambio. Si potrebbe addirittura fermarsi a un semaforo e ripartire senza cambiare, tanto è fluida e lineare la spinta del 4 cilindri in linea.

Conclusioni 

La FZ1 è una moto molto ben costruita e a dispetto della potenza elevatissima è adatta a una grande varietà di motociclisti attratti dal fascino delle naked di grossa cilindrata. Solo i più sportivi resteranno forse delusi, ma riteniamo che Yamaha abbia fatto scelte precise cercando di offre un prodotto forse meno emozionante nella guida al limite ma molto più versatile e facile da guidare. Rispetto alle concorrenti europee la FZ1 ha inoltre il vantaggio del prezzo, indubbiamente competitivo. Per acquistare la FZ1 servono infatti 10.395 Euro, che diventano 10.895 per la FZ1 Fazer.








Scheda tecnica

Motore

4-tempi, 4 cilindri paralleli inclinati in avanti

Raffreddamento

A liquido

Cilindrata

998 cc

Alesaggio x corsa

77 x 53,6 mm

Rapporto di comp.

11,5:1

Potenza massima

110,3kW (150 Cv) a 11.000 giri

Coppia massima

106,0Nm (10,8 kg-m) a 8.000 giri

Alimentazione

Iniezione elettronica

Trasmissione

Catena

Impianto di scarico

Euro3

Cambio

6 marce

Serbatoio carburante

18 litri

Telaio

Pressofusione di alluminio, a diamante

Sospensione ant.

Forcella telescopica rovesciata

Sospensione post.

Ammortizzatore a leveraggi progressivi

Freno ant.

Doppio disco 320 mm.

Freno post.

Disco 245 mm.

Lunghezza (mm)

2.140

Larghezza (mm)

770

Altezza (mm)

1.205

Altezza sella (mm)

815

Interasse (mm)

1.460

Peso a secco (kg)

194

 

 

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