Kawasaki KXE 450F: dura e pura

di Giorgio Papetti

Kawasaki KXE 450F: dura e pura


Motore potente e ciclistica sopraffina la rendono un mezzo estremamente performante, a patto di saperlo sfruttare.

L’avevamo provata non molto tempo fa in versione motard e già allora eravamo rimasti sbalorditi dall’incredibile motore e dalla grandissima agilità. Le medesime caratteristiche le ritroviamo anche sul modello da enduro che KL allestisce a partire dalla versione cross senza troppe modifiche. Giusto il necessario per poter circolare su strada, un bel cruscottino digitale celato dietro la mascherina portafaro, frecce antirottura, cavalletto, porta targa che integra il fanale posteriore e poco altro.



La differenza più evidente è il cerchio da 18” in luogo di quello da 19” (però si può mantenere questa misura risparmiando qualcosa). Di avviamento elettrico, vaso di espansione, sella a sgancio rapido e altri particolari utili nell’enduro nemmeno a parlarne (ci sono pero una piccola piastra paramotore in alluminio e i baffetti di protezione laterali in plastica); la KXE 450F è dura e pura e per questo è in grado di regalare grandissimi emozioni. A patto di saperla sfruttare però, perché sia per il principiante che per l’amatore è veramente troppo e nel brutto può mettere in difficoltà se non si ha il pelo di tenere aperto. Anche le sospensioni, sebbene addolcite rispetto al modello da cross sono pensate per i piloti più veloci e andando piano perdono di efficacia.

Estetica affascinante

Sarà anche una CRF colorata di verde, come la definiscono in molti, ma la Kawasaki 450 è un gran bell’oggetto, perfino più curato (e a quanto pare più affidabile) di Honda, dalla quale indubbiamente i progettisti hanno preso spunto per telaio e motore. Pedane in titanio, plastiche ben realizzate, componentistica di prim’ordine, cablaggi curati dimostrano la voglia di primeggiare non solo in termini di prestazioni ma anche sotto il profilo della qualità complessiva. Mancano alcuni accessori importanti, come i paramani o una protezione motore più ampia, ma si tratta di peccati tutto sommato veniali a cui si può facilmente porre rimedio attingendo ai cataloghi di accessori.

Lateralmente la moto è veramente bella; aggressiva, filante e ben dimensionata in ogni sua parte. In questa versione da enduro non convincono del tutto la mascherina e il faro posteriore, troppo tradizionali rispetto alle ultime proposte della concorrenza. Bellissimi i piccoli convogliatori divisi in due parti ereditati pari pari dalla versione cross, con la parte inferiore che funge anche da attacco per le protezioni dei radiatori.

Anche serbatoio, sella e fianchetti  sono analoghi alle versioni da cross e motard e non lasciano il fianco ad alcuna critica sia per qualità che per ergonomia. In sella si sta veramente bene, grazie anche al corretto posizionamento di manubrio (un Renthal con traversino) e pedane. Tutto è sotto controllo, ci si sposta liberamente con il corpo e dopo pochi metri ci apprezza tantissimo il peso veramente contenuto, all’incirca una decina di chili in meno rispetto alle enduro 4T dotate di avviamento elettrico.

La sua mancanza è più psicologia che altro visto che il 4T Kawasaki parte con una facilità sorprendente per una moto così spinta. Sia a caldo che a freddo basta un colpo deciso sul kick start per partire, anche dopo averla lasciata ferma per giorni. Certo se si pensa di utilizzarla anche su strada, magari per brevi spostamenti durante la settimana, il magico bottoncino sarebbe comodo visto che l’omologazione per due e le pedane del passeggero fornite di serie (ovviamente asportabili) consentirebbero anche di andare a prendere l’apertivo con
la fidanzata. Ci sono persino due belle maniglie per spostare la moto, al quale eventualmente può aggrapparsi il passeggero, che però dovrà fare attenzione allo scarico che sporge parecchio dal fianchetto destro.


Motore e telaio

Per realizzare questo propulsore Kawasaki ha studiato la migliore concorrenza e anziché rischiare ricercando soluzioni innovative non ha fatto altro che migliorare il più possibile prestazioni e dimensioni, Il risultato è un sofisticato 4T da 450 cc. molto compatto e potente. Cavalli a parte, quello che più colpisce è la rapidità nel prendere i giri.



Se si spalanca il gas la risposta è rabbiosa e la moto schizza via con una velocità impressionante. Il cambio a 4 marce a nostro avviso non permette di sfruttare al meglio le elevate potenzialità di questo propulsore; non a caso il model year 2007 avrà un nuovo cambio a 5 marce che per le versioni da motard e da enduro rappresenta una vera manna. La marcia in più consentirà infatti di modificare tutti i rapporti rendendo sicuramente la moto più sfruttabile anche ai medi e bassi regimi. Soprattutto nell’enduro la nuova rapportatura potrà risolvere uno dei problemi che ci ha maggiormente infastidito in mulattiera, ovvero la difficoltà nello scegliere se restare in seconda, dovendo sempre stare attenti a dosare il gas per non perdere trazione, o se passare alla terza col rischio però di imballare il motore andando troppo lenti. Ribadiamo che è un problema di velocità, e quindi di capacità del pilota, perché se si ha il coraggio di tenere aperto la Kawasaki 450 si mangia gli ostacoli in qualsiasi marcia. Più si va forte e più si apprezzano le caratteristiche della ciclistica.

Lo splendido telaio in alluminio e le sofisticate sospensioni (entrambi saranno ulteriormente affinati nel model year 2007) sono progettate per supportare buche, whoops e tripli delle piste da cross e danno il meglio solo quando si va forte. Ad andature più tranquille la forcella Kayaba con steli da 48 mm. fatica a copiare le asperità e anche il telaio sembra fin troppo rigido; le braccia si stancano presto e dopo poco ci si trova in balia della moto. Meglio il comportamento mono, che anche ad andature più tranquille resta incollato al terreno regalando grande sicurezza.

L’impianto frenante è potentissimo e anche appagante alla vista. Sia anteriormente che posteriormente troviamo infatti dischi a margherita, rispettivamente di 250 mm e 240 mm con pinze a doppio e a singolo pistoncino. Buona la modulabiità dell'anteriore, mentre il posteriore arriva quasi subito al bloccaggio e se da un lato questo aiuta a far curvare la moto attorno al paletto dall’altro richiede molta sensibilità.

Alla guida

Per le sue caratteristiche la KXE450F è un animale da fettucciato. Il peso contenuto la rende fulminea negli inserimenti in curva e in uscita basta dare gas per essere sparati via a velocità impressionanti. In più occasioni nei primi giri ci siamo ritrovati con la ruota posteriore che tentava di superare quella anteriore. È la classica moto con cui ci si diverte un mondo anche nelle piste da cross, dove la maneggevolezza è veramente incredibile.

Il rovescio della medaglia è una certa difficoltà a gestirla in mulattiera, specie quando l’aderenza non è ottima e ci sono ostacoli importanti da superare. In questo caso occorre tecnica e manetta per essere efficaci, altrimenti la guida diventa troppo impegnativa. Il peso contenuto certo aiuta, ma il motore è veramente troppo potente e anche se la frizione lavora perfettamente si fatica a dosare il gas quel tanto che basta per superare gli ostacoli senza che la moto si innervosisca, o inizi a scivolare la ruota posteriore. Se poi ci si ferma in salita la mancanza dell’avviamento elettrico non aiuta, perché se è vero che la moto parte al primo colpo è anche vero che in pendenza non è certo facile usare il kick start, specie se non si è altissimi e si fatica a toccare terra con un piede.

Conclusioni

La KawasakiKXE 450F è una splendida moto per piloti esperti e veloci; meno per chi partecipa alle cavalcate e concepisce l’enduro più come divertimento che come professione. Tutto è pensato per andare forte e se non si hanno le capacità le tante qualità di questo mezzo si trasformano in difetti che intaccano mente e fisico. Il prezzo varia da 8.800 Euro per la versione base ail 9.080 Euro per la Pro (con cerchio posteriore da 18”). Un vantaggio è rappresentato dall'omologazione multipla, che consente di trasformarla anche in una performante motard.


Scheda Tecnica

Motore:

Monocilindrico 4T DOCH, 4 valvole

Cilindrata:

449 cc.

Alesaggio e corsa:

96,0 x 62,1 mm

Potenzae coppia max:

n.d

Carburatore:

Keihin FCR 40

Raffreddamento:

A liquido

Cambio:

4 rapporti

Frizione:

A dischi multipli in bagno d’olio

Telaio:

Perimetrale in alluminio

Sosp. Ant.:

Forcella telescopica Kayaba AOS rovesciata da 48 mm.

Sosp. Post.:

Nuova UniTrak regolabile            

Pneumatici

Ant.: 90/100-21, Post.: 140/80-18

Freno Ant.:

disco semiflottante a margherita da 250 mm.

Freno Post.:

disco singolo a margherita da 240 mm.

Lunghezza:

2.185 mm.

Altezza:

1.280 mm

Interasse:

1.485 mm

Altezza sella:

965 mm

Peso a secco:

106,8 Kg

Capacità serbatoio

7,2 lt

 

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