Buell Ulysses: new generation

In Prove moto

di Giorgio Papetti, 16 maggio 2006
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Buell Ulysses: new generation



Ha il nome del più famoso viaggiatore e come il protagonista dell’Odissea è nata per esplorare il mondo, anche dove l’asfalto finisce.

Le Buell sono sempre state moto particolari per un pubblico particolare. Nate per volere di Erik Buell, che per primo ha trapiantato il motore Harley-Davidson in una ciclistica sportiva, sono state fino a oggi delle fascinose street racer, sportive progettate più per appagare in città e sulle strade di montagna che non tra i cordoli di una pista. Compattissime, scomode e praticamente per cavalieri solitari, hanno un fascino tutto loro che le porta inevitabilmente ad amarle o a odiarle.

Pur avendo doti dinamiche e di potenza di tutto rispetto, i modelli tradizionalmente in produzione faticavano a conquistare un pubblico più vasto, interessato sì al design e alle prestazioni ma anche ad aspetti più pratici, a cominciare dal confort sulle lunghe percorrenze, dalla capacità di carico e dalla possibilità di viaggiare comodamente anche in coppia. Questi tre aspetti sono probabilmente quelli che hanno portato alla definizione della Ulysses, la prima sport tourer di casa Buell nata per un utilizzo a 360 gradi, mantenendo però quasi intatte le caratteristiche di agilità e divertimento di guida sui percorsi tortuosi.

Quasi una motard

Al primo sguardo la Ulysses lascia disorientati perché ai tratti tipici delle Buell, a cominciare dal telaio e dal forcellone, abbina un look da maxi motard. Si era già visto sulla CityX, ma su questo modello è stato ulteriormente esasperato lavorando sulle sospensioni e le sovrastrtture al fine di ottenere una moto di impostazione turistica in grado di muoversi agevolmente anche sulle strade sterrate.

Ecco allora spuntare un parafango doppio come sulle maxi enduro e un bel cupolino protettivo in due pezzi (quello sopra facilmente asportabile) in grado di riparare efficacemente dall’aria. Non mancano poi una grande sella molto confortevole anche per il passeggero, pratici paramani integrali e un innovativo accessorio fornito di serie che può facilmente trasformarsi in superficie di appoggio per i bagagli (con appositi ganci sotto la sella per assicurare il carico), schienale o vero e proprio portapacchi da utilizzare quando si viaggia in due.

Completano la dotazione un largo manubrio con traversino, che assicura un perfetto controllo della moto in tutte le situazioni (peccato sia ancora in acciaio e bruttino alla vista), ampie pedane senza protezione in gomma per garantire una guida sicura anche in piedi e grandi maniglie per il passeggero.

 



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