BMW F650 GS Dakar: Africana per tutti

In Prove moto

di Giorgio Papetti, 26 aprile 2006
BMW F650 GS Dakar: Africana per tutti


Ha fatto il giro del mondo pilotata da un italiano, dimostrando versatilità e affidabilità. Abbiamo provato la Dakar, versione più specialistica della “piccola” enduro di casa Bmw.

La F650 GS è in listino da alcuni anni e come tutti i prodotti della casa di Monaco ha goduto di costanti aggiornamenti che le hanno permesso di rimanere al passo coi tempi senza mai deludere le aspettative di un pubblico alla ricerca di una moto polivalente: facile, relativamente economica (rispetto alle grosse endurone bicilindriche), affidabile e perfettamente a suo agio anche in città e nelle trasferte casa ufficio.



Per chi desidera qualcosa in più nella guida in fuoristrada c’è poi la speciale versione denominata Dakar, oggetto di questo prova.

Sempre attuale

Malgrado gli anni di onorato servizio l’estetica della F650 GS è ancora attuale, merito della bontà del progetto iniziale e di continui aggiornamenti estetici che hanno riguardato soprattutto il frontale e le sovrastrutture. Nel caso della Dakar la vista anteriore è caratterizzata dalla presenza del solo parafango alto (la versione standard ne ha anche uno a filo della ruota) e da un cupolino fumè maggiorato che offre un’ottima protezione aerodinamica anche in autostrada. Belle le prese d’aria che delineano il finto serbatoio (sotto il quale trovano posto la scatola del filtro aria, il serbatoio dell’olio, quello di compensazione per il liquido di raffreddamento e la scatola comandi elettrici), mentre avremmo preferito griglie maggiormente protettive per i radiatori. Lateralmente si apprezza lo sviluppo delle fiancate e l’ottima integrazione del serbatoio da 17,3 litri in plastica antiurto collocato sotto la sella, caratteristica che sposta il baricentro verso il basso a vantaggio della maneggevolezza. Il bocchettone di rifornimento è posizionato sul fianchetto destro.

Come si conviene a una enduro il doppio silenziatore sbuca alto ai lati della sella mentre i collettori passano sotto al motore; fortunatamente però sono sufficientemente protetti dall’ampia piastra paracolpi. Il passeggero apprezzerà moltissimo le funzionali paratie anticalore, le grandi maniglie e l’ampio spazio a disposizione. Dovrà però fare i conti con l’altezza della moto, che rende difficoltose le operazioni di salita e discesa.

Anche nella vista di coda la F650 GS Dakar mostra forme piacevoli. Su tutto spicca il pratico portapacchi, che integra un intelligente vano portaoggetti protetto da serratura. Interessante la possibilità di montare direttamente sul portapacchi differenti tipi di bauletti senza la necessità di installare una piastra supplementare.

Una volta in sella, superato il problema dell’altezza (870 mm la sella standard, 830 mm quella ribassata) si apprezza l’ottima posizione di guida, la buona ergonomia dei comandi e la leggibilità del quadro strumenti. Al suo interno trovano posto tachimetro e contagiri analogici, l’orologio digitale e un piccolo display che mostra il chilometraggio complessivo e quello parziale. Manca l’indicatore del carburante, rimpiazzato dalla classica spia della riserva che va ad aggiungersi a quelle per lampeggiatori, abbaglianti, folle, temperatura liquido di raffreddamento, pressione olio e ABS. Quest’ultimo può essere disabilitato premendo un pulsante che si trova sul supporto del manubrio, vicino a quello per l’attivazione del lampeggio di emergenza.

 



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