Suzuki GSR 600: la media che mancava

di Giorgio Papetti

Suzuki GSR 600: la media che mancava


La nuova media di Sukuzi irrompe nel segmento delle naked forte di un prezzo aggressivo, ottime prestazioni e una ciclistica che strizza l’occhio agli utenti più sportivi.

Mancava solo lei tra le 4 grandi case giapponesi per completare il panorama delle naked di media cilindrata. Per la verità Suzuki di medie nude ne aveva già ben due, la bicilindrica SV e la Bandit 650, ma mancava effettivamente un modello moderno e carismatico in grado di confrontarsi ad armi pari con le concorrenti che di fatto si spartiscono gran parte del mercato.



Nel mirino della nuova GSR 600 ci sono Hornet, FZ6, Z 750 e per vincere la partita Suzuki ha pensato bene di progettare una moto tagliata sui gusti dei motociclisti europei, italiani in primis. La linea rappresenta un valido mix tra eleganza e aggressività e la ciclistica è pensata per soddisfare anche chi ama la guida sportiva, per altro ben supportata dalle caratteristiche del motore. Il risultato è un prodotto ben definito, che a nostro parere va a colmare il gap esistente tra le avversarie di 600 cc. e la Z 750 di Kawasaki. Dalle prime eredità soprattutto la facilità di guida e la praticità, accentuando però una certa pigrizia sotto i 5.000 giri; dalla Z 750 l’efficacia nella guida sportiva e l’allungo. A tutto questo aggiunge una ciclistica sopra la media, ottimi freni e una eccellente abitabilità anche per due persone.

Forme abbondanti

Esteticamente la GSR non propone nulla di realmente innovativo, piuttosto una reinterpretazione di elementi stilistici di indubbio fascino già visti su altri modelli. Il frontale, per esempio, è caratterizzato da un faro a riflettore multiplo che ricorda molto quello della Brutale, già ripreso anche da alcune concorrenti. Ai progettisti va però il merito di essere riusciti ad armonizzarlo con il cruscotto e con l’intera vista frontale, caratterizzata dalle generose dimensioni delle sovrastrutture che fanno sembrare la moto più grande e massiccia di quanto realmente sia. La causa è da ricercare sia nei gusci anteriori, che integrano gli indicatori di direzione, sia nella copertura del serbatoio da 16,5 litri, che se da un lato ripara efficacemente le gambe dall’altro tende a divaricarle un po’ troppo, specie quando si adotta una guida sportiva.

Lateralmente gli elementi di spicco sono indubbiamente il telaio in alluminio, privo di saldature a vista, e lo splendido forcellone con capriata di rinforzo, anch’esso in alluminio. Da soli questi due elementi sono sufficienti a conferire alla GSR 600 un aspetto molto sportivo. Belle anche le fiancatine, il puntale fornito di serie e la sella bicolore, mentre è sicuramente migliorabile la protezione del radiatore, che non si integra correttamente con i convogliatori.

La parte più caratteristica della moto è sicuramente il posteriore, anch’esso una reintepretazione per altro molto ben riuscita dello scarico della F4 Agusta. In questo caso l’effetto delle 4 canne d’organo è ottenuto abbinando ai due tubi di scarico laterali altrettanti elementi circolari a Led che ne riprendono le forme. Originali anche gli indicatori di direzione a L, progettati per essere perfettamente visibili da ogni angolazione.

 

La strumentazione è molto moderna e abbina al grande contagiri analogico due display digitali che forniscono una grande quantità di informazioni: velocità, chilometri percorsi (totali e due parziali), temperatura dell’acqua, ora, livello del carburante e persino marcia inserita. Non mancano ovviamente le spie per indicatori di direzione, abbaglianti, diagnostica, immobilizer, olio, folle e riserva.
I comandi sono semplici e funzionali e la novità è in questo caso rappresentata dal blocchetto di accensione posizionato direttamente sul serbatoio.

Complessivamente la qualità è buona, anche se alcuni particolari denotano la necessità di risparmiare. In particolare il manubrio, funzionale e correttamente dimensionato, è un po’ anonimo e alcune plastiche sono di stampo scooteristico. In compenso molti altri componenti, a partire dal telaio e dal forcellone in alluminio, sono degni di moto di prezzo ben superiore. Anche le staffe che ospitano le pedane di pilota e passeggero sono ben fatte, al pari della sella e della maniglia posteriore.

Anima da sportiva

La Suzuki GSR 600 sfrutta il sofisticato quattro cilindri in linea raffreddato a liquido di 599,4 cc. dotato di distribuzione a quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa (DOHC), già usato sulla GSX-R versione K5.L’alimentazione è a iniezione con doppi corpi farfallati da 38 mm. per ridurre le emissioni inquinanti e assicurare un’erogazione più lineare. l’impianto di scarico collocato sotto la sella è dotato di catalizzatore e la moto rispetta la normativa antinquinamento Euro-3. Sulla GSR 600 il motore è stato ovviamente rivisto, sacrificando in parte la potenza massima per renderlo più dolce e fruibile anche nella guida in città. Restano comunque 98 Cv a 12.000 giri, mentre la coppia massima è ora di 64,7 Nm a 9.600 giri.

Ai regimi intermedi e agli alti la GSR offre prestazioni superiori a quelle delle altre 600, mentre sotto i .5000 giri appare più pigra e meno reattiva al comando del gas. Superata questa soglia il tiro si fa invece notevole e quando si raggiungono i 9.000 giri arriva un deciso cambio di carattere, con una spinta rabbiosa fino all’intervento del limitatore a 14.000 giri.

Il cambio a sei rapporti è stato rivisto per migliorare le doti di ripresa e generalmente risulta molto preciso e morbido negli innesti. Solo quando si strapazza la frizione e si cercano le prestazioni pure diventa leggermente più ruvido e richiede maggiore decisione. La frizione a cavo potrebbe sicuramente essere migliorata. Lo stacco è infatti troppo brusco e se si tenta di partire troppo dolcemente è facile farla slittare.

Telaio e ciclistica

Telaio e forcellone sono realizzati utilizzando una tecnologia molto avanzata per la produzione di leghe, conosciuta come pressofusione ad alta depressione. Il risultato è la possibilità di realizzare forme complesse e lisce senza nessuna giuntura. I valori di interasse (1.440 mm) e inclinazione del cannotto di sterzo (25,5°) sono stati studiati per assicurare il giusto compromesso tra stabilità nel veloce e una buona reattività anche nel misto stretto.

Sempre nell’ottica di raggiungere un buon bilancialento i tecnici Suzuki hanno studiato accuratamente le sospensioni, una forcella Kayaba teleidraulica con steli tradizionali da 43 mm, che offre la possibilità di regole il precarico della molla, e un mono posteriore collegato al forcellone mediante leveraggi progressivi, regolabile sia in estensione sia nel precarico.

I cerchi da 17” sono a tre razze e montano di primo equipaggiamento pneumatici Bridgestone Battlax BT014R da 120/70ZR17 e 180/55ZR17. L’impianto frenante prevede un doppio disco anteriore flottante da 310 mm con pinze a quattro pistoncini e un singolo disco posteriore fisso da 240 mm con pinza a singolo pistoncino. La frenata è molo potente, anche se perfettibile a livello di modularità all’anteriore. Ottimo invece il freno posteriore, potente e ben dosabile.

In Sella

A dispetto del peso non proprio contenuto (183 Kg a secco), complice la sella bassa e il manubrio largo e rialzato le manovre non sono mai un problema; anche da fermo ci si riesce a spostare con grande facilità.

In sella ci si ritrova col busto leggermente caricato in avanti, posizione che permette di sentire molto bene l'avantreno senza però che il peso venga a incidere troppo suil polsi. 

Non appena si inserisce la prima e si da gas si scopre una moto molto facile da guidare, che regala subito una grande confidenza. Con un occhio al contagiri e un po' di abitudine alla rizione si può partire dolcemente con un filo di gas, oppure scaricare a terra tutta la potenza tenendo il motore in tiro e staccando con decisione. Nella guida sembra che la GSR 600 non ami troppo le vie di mezzo. Se si viaggia piano e si tenta di spalancare il gas la moto sembra non rispondere e riprende lentamente. Meglio scalare una marcia per portare il motore sopra i 5.000 giri, oppure aprire dolcemente e andare via tranquilli.

All’aumentare della velocità la moto resta molto equilibrata, scende in piega con grande precisione e mantiene la traiettoria senza richiedere continue correzioni. Queste doti si apprezzano soprattutto sui percorsi guidati, mentre in città la mancanza di spinta ai bassi e le sospensioni piuttosto rigide finiscono col penalizzare un po' la moto. In ogni caso il confort è buono sia per il pilota sia per il passeggero; che può contare su una porzione di sella adeguata, un pratico maniglione, pedane ben distanziate e un’efficiente protezione anticalore per gli scarichi. Peccato solo per le vibrazioni, avvertibili soprattutto attorno ai 6.500 giri.

 

Conclusioni

La GSR 600 rappresenta un’eccellente scelta per chi cerca una naked versatile ed economica ma è sensibile al fascino delle prestazioni e della guida sportiva. Attualmente è disponibile in quattro vesti cromatiche (rosso, nero opaco, grigio e blu) a 7.095 euro f.c.

Scheda tecnica

Motore

4 cilindri  DOHC, 4 tempi

Raffreddamento

Liquido

Alesaggio per corsa

67,0 x 42,5 mm

Cilindrata

599 cc

Rapp. di compressione

12,5:1

Potenza max e regime

98 Cv a 12.000 giri/minuto

Coppia max e regime

64,7 Nm a 9.600 giri/minuto

Lubrificazione

Con olio nel carter

Avviamento

Elettrico

Frizione

Multidisco bagno d'olio

Cambio

6 velocità

Alimentazione

Iniezione

Telaio

A doppia trave (lega d'alluminio)

Sospensione anteriore

Forcellata telescopica 43 mm completamente regolabile

Sospensione posteriore

Focellone oscillabile in alluminio con leveraggio progressivo, mono ammortizzatore idraulico regolabile

Ruote e pneumatici

Anteriore 3,50 x 17 120/70, post.  5,50 x 17
180/55

Freno Anteriore

Doppio disco 310 mm con pinze a 4 pistoncini

Freno Posteriore

Disco 240 mm con pinza a singolo pistoncino

Avancorsa

105 mm

Lunghezza max

2090 mm

Larghezza max

795 mm

Altezza max

1075 mm

Altezza sella da terra

785 mm

Passo

1440 mm

Peso a secco

183 kg

Serbatoio carburante

16,5 litri

 

 

 

 


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