
312 come i km/h della velocità di punta. Non vi basta? Leggete oltre...
Correva l’anno 1999 quando Massimo Tamburini lasciò il mondo a bocca
aperta per la seconda volta, sollevando il drappo che copriva la F4,
degna erede di quella Ducati 916 che qualche anno prima aveva provocato
la stessa, sbalordita, reazione. Nella sua prima versione da 750cc
(cilindrata scelta all’epoca per il mai realizzato progetto Superbike)
creò nuovi riferimenti per la categoria delle sportive sul piano
ciclistico, pur lasciando qualche dubbio sotto quello del motore. Dubbi
dissolti abbastanza in fretta con la versione a cilindrata piena –
ovvero di 1000cc – qualche anno dopo, i cui limiti stavano solo in
un’erogazione brusca e appuntita, da specialisti, ma non certo nella
cavalleria.
Di acqua, sotto i ponti, ne è passata tanta. Tanto che la superlativa
ciclistica, costantemente evoluta con piccoli tocchi che non ne hanno
stravolto né i principi ispiratori né (sacrilegio…) l’estetica, è
passata quasi in secondo piano rispetto alle mostruose prestazioni
motoristiche erogate delle ultime versioni del quattro cilindri a
valvole radiali Made in Varese. Già, perché alla ricerca di cavallerie
che le facessero mantenere l’irrinunciabile parità – se non superiorità
– prestazionale con le rivali, il motore della F4 è stato prima evoluto
con il sistema di aspirazione a geometria variabile (che ha fatto
scuola, visto che un paio di concorrenti sfruttano l’identico
principio…) sulla serie limitatissima CC – le iniziali del patron
Claudio Castiglioni, per chi se lo stesse chiedendo – e poi, pur
rinunciando alla possibilità di correre, portando la cilindrata a
1078cc, ricavando questa 312RR, dove il 312 indica… la velocità massima.
Non abbiamo avuto la possibilità di verificare se le dichiarazioni di
MV Agusta in merito alla velocità massima siano veritiere o meno –
fuori dall’anello di Nardò diventa impresa difficile, oltre che
pericolosa per l’incolumità del pilota e della sua patente – ma, ve lo
assicuriamo, basta una spalancata di gas in sella alla RR per far
pensare che, forse forse, non si tratta della solita boutade da ufficio
marketing.
Passiamo a vedere com’è fatta - date un'occhiata anche alla nostra Photo Gallery, già che ci siete - per poi raccontarvi come va sul
tracciato di Misano…
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