BMW R 1150 GS Adventure: cavallo di razza

di Giorgio Papetti

BMW R 1150 GS Adventure: cavallo di razza


Malgrado la casa di Monaco abbia da tempo presentato la rinnovata versione da 1.200 cc. la "vecchia" GS resta in produzione nella versione più estrema, dedicata ai viaggiatori che desiderano vivere avventure a due ruote anche dove l'asfalto finisce e il terreno diventa insidioso.

Dall'anno della sua presentazione, avvenuta ormai nel lontano 1980 con la versione da 800 cc, la GS è una delle entro/fuoristrada più apprezzate da chi intende la moto come un mezzo totale, con cui affrontare lunghi viaggi anche in luoghi dove le strade sono spesso malmesse, o non ci sono affatto. Col passare degli anni la cilindrata è cresciuta fino ad arrivare ai 1200 cc.

attuali e sono arrivate importanti innovazioni tecnologiche, come il Telelever, la doppia accensione, l'elettronica sempre più sofisticata, l'Abs e molto altro.

L'ultima evoluzione della GS è una raffinata moto da turismo che all'occorrenza può disimpegnarsi discretamente anche sui percorsi non asfaltati; non è però l'ideale per chi vuole cimentarsi in percorsi più impegnativi, dove oltre all'affidabilità del motore servono sospensioni specifiche e una serie di accorgimenti che possono fare realmente la differenza quando ci si trova ai confini della civiltà.

Bmw è consapevole di aver fatto evolvere la sua creatura in chiave stradale; ecco perché ha deciso di realizzare una "special" sulla base della versione precedente. Una scelta che può sembrare discutibile, ma che assume un senso se si pensa che per affrontare i viaggi più massacranti è meglio avere una moto con qualche cavallo in meno ma con un'affidabilità comprovata da migliaia di chilometri affrontati da tecnici e utenti in tutto il mondo.

È proprio dalle personalizzazioni dei clienti più avventurosi che la casa di Monaco ha tratto spunto per creare la R 1150 GS Adventure, una versione modificata appositamente per garantire la massima mobilità e la capacità di adattarsi alle più svariate condizioni stradali e geografiche.

 

Rude con classe

Sebbene la R 1150 GS Adventure sia pensata per digerire acqua, fango, sassi  e buche, ovviamente nei limiti di una moto di queste dimensioni e peso, il design e la cura dei dettagli sono quelle di una moto alto di gamma.

Linea a parte, eguagliata a nostro avviso per originalità solo dalla Ktm 950 Adventure, i cerchi anodizzati blu, le teste dei cilindri verniciate, l'ampio parabrezza, i paramani da rally, il doppio parafango anteriore e il serbatoio maggiorato da 30 litri sono tutti elementi che rendono questa moto funzionale e accattivante al medesimo tempo. Se poi si analizzano i particolari ci si rende immediatamente conto di essere di fronte a un mezzo in cui nulla è lasciato al caso.

La doppia presa di alimentazione da 12 volt (una in prossimità della sella e una accanto al cruscotto) permette per esempio di collegare agevolmente attrezzatura supplementare, come un Gps portatile. Ogni utente potrà poi personalizzare la moto con numerosi accessori come il kit di valigie in alluminio, la protezione per il faro anteriore, le manopole riscaldate, l'Abs e molto altro ancora. In particolare il kit di valigie consente di trasformare la grossa Bmw in una piccola utilitaria. Anche in questo caso la cura ha del maniacale. Un esempio su tutti: i coperchi delle valige laterali sono alla medesima altezza della sella in modo da formare un grande piano su cui caricare ulteriori bagagli. Anche quando le valigie non sono montate è sufficiente ribaltare i supporto per avere un'ampia superficie di appoggio.

Anche tralasciando gli accessori la dotazione di serie è comunque completa e  oltre ai componenti già elencati annovera un cupolino maggiorato, un portapacchi di grandi dimensioni, la trousse di attrezzi con tanto di kit per riparare le forature, le protezioni per i cilindri, la piastra paramotore, il paracolpi sul manubrio, il doppio cavalletto (utilissimo per bilanciare il peso quando si caricano i bagagli e sui terreni cedevoli), le pedane con la protezione in gomma amovibile per avere più grip in fuoristrada e una sella in un solo pezzo per agevolare gli spostamenti in fuoristrada.

Completa anche la strumentazione, composta da due grandi strumenti analogici per tachimetro e contagiri a cui si aggiungono un piccolo display digitale e una zona ricavata alle spie di servizio. Il display informa circa la temperatura dell'olio, il livello della benzina, la marcia inserita e l'ora; le spie indicano invece l'accensione degli abbaglianti, l'attivazione degli indicatori di direzione, la carica della batteria, la posizione di folle ed eventuali anomalie. Purtroppo non è previsto un computer di bordo, utilissimo su una moto di questo tipo, e per tenere traccia degli spostamenti si ha a disposizione solo un contachilometri parziale, oltre ovviamente a quello totale.


Perfetta simbiosi tra motore e ciclistica

Il bicilindrico boxer della R 1150 GS Adventure non ha bisogno di grosse presentazioni: 1130 cc. di cilindrata, 4 valvole per cilindro con gestione elettronica del motore, due candele per ogni cilindro per migliorarne il rendimento e consumi,raffreddamento aria/olio, rivestimento delle camicie dei cilindri ad alta resistenza contro l'usura e a basso coefficiente d'attrito,  85 Cv. di potenza massima a 6.750 giri/min. e una coppia di 98 Nm. a 5.250 giri/min.



Al di là dei dettagli tecnici, le quattro vittorie nella Parigi-Dakar sono sicuramente il miglior biglietto da visita per un'unità pensata non solo per macinare migliaia di chilometri, ma anche per funzionare perfettamente in condizioni climatiche estreme. Dal caldo torrido delle piste desertiche ai climi rigidissimi dei paesi nordici. Noi stessi nel corso della prova, svoltasi in condizioni climatiche quasi proibitive, abbiamo apprezzato la prontezza nel mettersi in moto anche dopo aver lasciato il mezzo per tre notti sotto una spesa coltre di neve. È sufficiente tirare la manetta dell'aria e il grosso bicilindrico si risveglia borbottando sornione; pochi secondi e si può partire senza rischiare lo spegnimento a ogni cambiata.

I cavalli potrebbero sembrare pochi, specie in relazione alla concorrenza, ma in realtà la potenza ci è parsa pressoché perfetta per gli utilizzi a cui questa moto è destinata. Bmw ha infatti preferito puntare sulla coppia e sulla regolarità di funzionamento anche nelle situazioni più critiche, caratteristica che si trasforma in una grande facilità di guida. Anche sui percorsi più impervi si riesce a dosare perfettamente il gas trasmettendo la giusta trazione alla ruota posteriore. In autostrada poi, gli 85 Cv. sono comunque più che sufficienti per mantenere velocità di crociera molto elevate, per di più senza eccessive vibrazioni e be protetti dall'ampio parabrezza.

Nell'ottica di garantire la massima mobilità ai clienti dalla R 1150 GS Adventure, Bmw ha anche previsto la possibilità di utilizzare la moto con benzina povera di ottani, ancora molto diffusa nei paesi meno evoluti. Tramite una spina codificatrice della centralina,disponibile come optional, si può attivare uno specifico diagramma di accensione che permette il corretto funzionamento del motore con benzina a 91 ottani. La moto è inoltre dotata di un sistema automatico per la regolazione del punto di accensione e della corretta miscela benzina/aria in funzione dell'altitudine.

Rispetto alle GS standard anche il cambio è stato modificato in un'ottica di un maggiore utilizzo in fuoristrada. La sesta marcia risulta più corta ed è possibile richiedere senza sovrapprezzo anche la prima marcia più corta, utile per avere maggiore spunto sui percorsi più impegnativi.

Le novità più importanti rispetto alla versione standard si ritrovano però nella ciclistica. Al telaio realizzato in tre parti, con motore che funge da elemento portante, sono infatti abbinate sospensioni modificate che assicurano una maggiore escursione alle ruote e una più elevata capacità di assorbimento delle asperità. All'anteriore la ruota è libera di muoversi per 210 mm. mentre al posteriore si arriva a 220 mm.

Da segnalare l'adozione di ammortizzatori più sofisticati sia per il Telelever che per il Paralever, quest'ultimo dotato di smorzamento progressivo. Immutato invece l'impianto frenante EVO con tubi in treccia, che prevede due dischi anteriori con diametro di 305 mm. e un singolo disco da 276 mm. al posteriore. Come accennato in apertura è disponibile come optional l'Abs, che può essere disinserito tramite un apposito pulsante posto sul blocchetto di destra.

Strada e fuoristrada

Le modifiche apportate alla ciclistica penalizzano solo in minima parte la guida su asfalto,piacevole sia sul dritto che nel misto. Le sospensioni più lunghe e i pneumatici votati al fuoristrada rendono la GS meno reattiva e si sente maggiormente l'inerzia nei cambi di direzione; complessivamente però la moto non risulta mai affaticante e occorre solo adottare uno stile di guida rilassato. Se infatti nelle curve si apre il gas un po' troppo bruscamente è facilissimo far derapare il posteriore. L'ampio manubrio e l'eccellente connubio tra telaio e ciclistica agevolano però il recupero della moto e una volta presa la mano è quasi divertente sentire la ruota posteriore che scivola sull'asfalto. L'unica situazione in cui la R 1150 GS non si trova proprio a suo agio è in città e sui sentieri molto stretti. L'altezza da terra e il peso rendono infatti le manovre da fermo e i cambi di direzione in poco spazio un vero calvario. Del resto è una moto fatta per macinare migliaia di chilometri in giro per il mondo, anche se in quanto a fascino e stile non sfigurerebbe certo davanti a un bar alla moda del centro.

Pensando agli oltre 250 Kg. col pieno di benzina e alla stratosferica altezza della sella (ben 90 centimetri) abbiamo avuto più di un'esitazione prima di mettere le ruote sui prati resi umidi dalla neve e affrontare qualche pietraia. Appena aperto il gas abbiamo però scoperto una moto estremamente maneggevole in relazione alla sua categoria. La ciclistica assorbe bene le asperità e l'avantreno ha una direzionalità invidiabile anche quando il fondo si fa molto irregolare. La triangolazione sella, pedane, manubrio è pressoché perfetta per la guida in piedi, situazione in cui le gambe riescono a trovare un validissimo alloggio negli incavi laterali dell'enorme serbatoio in grado di garantire circa 500 Km. di autonomia.

Con gli spostamenti del corpo si riesce a indirizzare la ruota anteriore nel punto desiderato, mentre la sospensione posteriore garantisce sempre una buona motricità persino con le gomme parzialmente tassellate con cui ci è stata consegnata la moto (ma si possono richiedere quelle da enduro senza sovrapprezzo). Fatta l'abitudine al peso, alle dimensioni e alla difficoltà di mettere i piedi a terra (però esiste una sella ribassata) ci si può avventurare su percorsi anche abbastanza impegnativi. Chi ha la "manetta" potrà fare cose impensabili per i comuni mortali, guadi e salti compresi. Quello che più conta infatti è la capacità di tenere sempre il gas aperto in modo da "alleggerire" la moto e farla galleggiare sugli ostacoli sfruttando la notevole massa; rallentando troppo il ritmo il peso si fa sentire e i rischi di soccombere sotto di esso si moltiplicano.

Endurona vera

Siamo rimasti veramente impressionati dalle possibilità fuoristradistiche dalla Bmw R 1150 GS Adventure. A dispetto delle dimensioni e del peso con la tecnica giusta (e possibilmente l'altezza per mettere almeno i piedi a terra) si riescono a superare ostacoli di tutto rispetto.

Su strada resta poi un grande confort di guida e un motore che a dispetto di una cavalleria modesta offre un funzionamento esemplare. Costa più della nuova R 1200 GS, per la precisione 13.500 Euro (a cui vanno aggiunti 1.215 Euro se si vuole l'Abs), ma offre sospensioni di ben altro livello e una ricca dotazione di serie.

Scheda tecnica

Motore

 

Tipo:

Boxer bicilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria/olio, un albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, 2 candele per cilindro.

Alesaggio e corsa:

101x 70,5 mm.

Cilindrata:

1130 cc.

Potenza:

62,5 kW (85 CV) a 6.750 giri/min.

Coppia massima:

98 Nm a 5.250 giri/min.

Alimentazione:

Iniezione elettronica e gestione digitale del motore

Catalizzatore:

A 3 vie regolato mediante sonda lambda

Prestazioni/Consumo

 

Velocità massima:

Circa 192 km/h.

Consumo a 90 km/h.:

Circa 18 Km. con un litro

Consumo a 120 km/h.:

Circa 15 Km. con un litro

Trasmissione

 

Frizione:

Monodisco a secco ad azionamento idraulico

Cambio:

A 6 marce ad innesti frontali (optional: 1a ridotta)

Trasmissione secondaria:

Ad albero cardanico

Ciclistica/Freni  

 

Telaio:

In 3 parti: anteriore, posteriore e motore con funzione portante

Sospensione anteriore : 

Telelever con foderi da 35 mm., gruppo molla/ammortizzatore centrale con regolazione del precarico

Sospensione posteriore : 

Forcellone monobraccio in fusione d'alluminio con Paralever e ammortizzatore regolabile nel precarico

Escursione ruote: 

210 mm. ant. e 220 mm. post.

Ruote:  

Cerchi a raggi incrociati, 2,50x19 ant. e 4,00x17 post.

Pneumatici  

110/80 ZR 19 o 110/80 B 19 ant. e 150/70 ZR 17 o. 150/70 B 17 post.

Freno anteriore:  

Impianto frenante EVO a doppio disco flottante da 305 mm.

Freno posteriore  

A disco singolo da 276 mm. con pinza flottante a
2 pistoncini

ABS:  

Optional e disinseribile

Pesi/Dimensioni

 

Lunghezza:  

2.180 mm.

Larghezza (compresi specchi)

980 mm.

Altezza (senza specchi)  

1.435 mm.

Altezza sella 

900 mm. (optional sella ribassata: 860 mm.)

Peso a secco  

232 kg.

Capacità serbatoio  

30 litri

 

 

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