La Buell Academy, tenutasi ad Adria lo scorso 9 Aprile, è stata l'occasione per una veloce presa di contatto in pista con le atipiche naked americane.
PASSEGGIANDO SOTTO LA PIOGGIA…
Avete presente quelle giornate di pioggerellina battente, quando il cielo è completamente grigio e l’unica cosa che sembra giusta da fare in ambito motociclistico è guardare qualche gara in TV o fare manutenzione? Ecco, la mia mattinata ad Adria parte con questi presupposti meteo. Tanto vale stare sotto il comodissimo (e riscaldatissimo…) paddock coperto del circuito a godersi le special presenti, giusto?
No, il fascino di moto così particolari e anticonformiste come le Buell vince anche davanti allo scarso gusto di una pista bagnata. Dopotutto, il fondo è solo umido, e le Pirelli Diablo Corsa magari ci metteranno una pezza, no? Purtroppo no. Ma grazie ad un pomeriggio un po’ meno bagnato della mattinata, qualche giro a passo meno che pedestre sono riuscito a farlo. E le due Buell protagoniste della giornata si sono rivelate abbastanza gustose da giustificare il giro sotto la giornataccia…
…O GUIDANDO SULLE UOVA?
E’ davvero difficile trovare una moto che dia confidenza sull’asfalto bagnato di una pista. Men che meno una moto corta, un pelo nervosa e che scarica bordate di coppia sulla ruota posteriore anche a regimi dove una quadricilindrica sportiva chiede il caffé per non addormentarsi di colpo. Ma siamo qui, e vediamo di capirci qualcosa.
Nei primi giri in sella alla Lightning mi sento il classico elefante nel negozio di cristalleria: la pista è umida, le gomme gelate e sono più attento a non mettere per terra la moto che non a guidare in maniera vagamente sportiva. Mi vengono in aiuto l’incredibile dolcezza della trasmissione a cinghia, che permette di riprendere a regimi bassissimi senza il minimo accenno di strappo, e la modulabilità del discone perimetrale anteriore, capace di rallentare la moto anche da piegati con una certa confidenza.
Ma diciamo la verità: a guidare così non ci si diverte, e quando inizio a vedere che le gocce si intensificano sulla visiera – e lo sterzo, per capirci, mi si chiude due volte in un solo giro – preferisco riportare la moto sana al box. Faccio però in tempo a notare una posizione di guida azzecca, che impressiona quasi per la sensazione di avere la ruota anteriore fra le mani e per l’agilità con cui la moto cambia direzione al solo accenno di uno spostamento del peso. Il motore ha una generosità incredibile per chi non abbia mai provato una Buell, tirando fin da regimi bassissimi – a 2000 si esce già forte dalle curve – per poi, ovviamente, soffocarsi in alto. D’altra parte, cilindrata unitaria e tipo di distribuzione non sono esattamente favorevoli a grandi allunghi, e una volta capita la personalità della moto si lavora bene innestando al più presto possibile i rapporti alti e sfruttando il tiro sotto. Unica controindicazione, la notevole coppia disponibile fin dai più bassi regimi tende a “trascinare” la moto anche al minimo, causando un po’ di sottosterzo quando si vuole utilizzare un rapporto lungo nelle curve più strette. Difficile, però, che possa rivelarsi un problema sull’asciutto…