Mille chilometri con la BMW K 1200 RS

L’ammiraglia sportiva della serie K (Kompact) sfodera eccellenti doti di stradista, offrendo nel contempo potenza e doti dinamiche che appagano anche gli amanti della guida sportiva meno esasperata.

Presentata nella primavera del 1997 e sottoposta a un restyling nel 2001, a tredici anni di distanza dal debutto della prima 4 cilindri denominata K 100 RS, La K 1200 RS incarna perfettamente il ruolo di ammiraglia nella gamma delle sport tourer proposte da BMW. Moto prestigiose, di indubbia qualità costruttiva, ideali per i lunghi viaggi e per un utilizzo a 360 gradi, ma caratterizzate da doti dinamiche e di potenza tali da soddisfare anche chi non vuole rinunciare al divertimento dato dalla possibilità di adottare una guida sportiva.

Analisi statica

Da ferma la K 1200 RS è indubbiamente imponente, specie se paragonata alla maggior parte delle moto che vantano una potenza equiparabile, ma la bella carenatura integrale e la coda snella riescono a conferirle una linea armoniosa, per certi versi sportiva.

La conferma viene soprattutto dalla vista frontale, dove si apprezza lo sforzo stilistico volto a conferire quel pizzico di aggressività senza nulla togliere all’eleganza e alla protezione aerodinamica. Belle le prese d’aria sotto il grande faro, che delineano la classica calandra BMW, così come le frecce integrate e gli specchietti retrovisori montati direttamente sul manubrio.

Ad accentuare l’eleganza e la qualità costruttiva della moto contribuisce il cruscotto verniciato in tinta con la carrozzeria, che essendo visibile attraverso il grande parabrezza diventa parte integrante della linea. Sempre nella vista frontale si apprezza il parafango carenato, composto da due parti colorate in maniera differente, mentre in quella laterale lo sguardo cade inevitabilmente sull’elaborata carenatura, che nasconde completamente il telaio e forma un tutt’uno con il serbatoio. Sul lato sinistro spicca il grande silenziatore (e sull’esemplare in prova la presa di corrente opzionale collocata in prossimità della sella), mentre sul lato opposto a catturare l’attenzione è la trasmissione cardanica e l’imponente blocco motore.

Sia il cupolino che la carenatura offrono un’ottima protezione aerodinamica. Il primo devia efficacemente i flussi d’aria fino a velocità ben oltre quelle consentite dal codice, mentre la seconda, studiata nella galleria del vento, offre una buona protezione anche alle mani e agli avambracci. La parte terminale della carenatura inoltre crea due incavi per le gambe che le riparano dall’aria e dall’acqua.

Per permettere a chiunque di trovare la migliore posizione di guida la K 1200 RS prevede la possibilità di personalizzare la posizione di numerose componenti: il vetro del cupolino può essere regolato su due differenti altezze, la leva della frizione e del freno rispettivamente su tre e quattro posizioni, la sella su due differenti altezze (770 e 800 mm.) e le pedane possono scorrere di 26 mm. verticalmente e di 30 orizzontalmente. Anche il manubrio, composto di fatto da due semimanubri che possono scorrere su staffe ancorate alla piastra della forcella, può essere spostato per adattarsi perfettamente alle caratteristiche fisiche e allo stile di guida del pilota.

I comandi al manubrio seguono la filosofia BMW, che prevede due pulsanti separati per gli indicatori di direzione, al quale si aggiunge quello di ritorno posto sulla manopola sinistra. Su questa troviamo anche il tasto di accensione, integrato nell’interruttore di arresto motore, e il tasto per il riscaldamento delle manopole (opzionale) che prevede tre livelli di intervento. Sulla manopola destra troviamo invece l’hazard, il clacson, l’interruttore per gli abbaglianti e il cruise control (anch’esso opzionale).

Complessivamente i blocchetti sono ben realizzati, anche se non spiccano per originalità, ma nella guida più sportiva, quando si tengono le mani alle estremità delle manopole, i comandi risultano difficili da azionare. Nell'insieme la qualità si mantiene su livelli di eccellenza, anche nei punti più nascosti alla vista. Solo alcuni dettagli potrebbero essere migliorati per quanto concerne l’estetica, per esempio il supporto per il terminale di scarico, le manopole e il massiccio supporto per la targa.

La sella, realizzata in un unico blocco (nel nostro caso la versione confort fornita di serie con il kit Touring), è molto confortevole anche sulle lunghe distanze, sia per il conducente che per il passeggero. Solo nella guida sportiva, quando è necessario spostare il corpo per agevolare l’inserimento in curva, risulta un po’ troppo larga. Viste le generose dimensioni è curioso constatare come il vano sottosella sia praticamente inesistente.

Di fatto è disponibile solo un piccolo alloggiamento integrato nella sella stessa, dove oltre ai documenti trova posto al più un piccolo antifurto, a cui si aggiunge un vano dedicato alla borsa degli attrezzi. La dotazione, completa e di ottima qualità, prevede addirittura un kit di riparazione dei pneumatici con tanto di bombolette di aria compressa per il gonfiaggio rapido.

Il motore

In Attesa della nuova K 1200 S, che debutterà al prossimo salone di Monaco, con i suoi 130 CV erogati a soli 9.400 giri/minuto e una coppia di ben 117 Nm., raggiunta a 6.750 giri/minuto, la RS è attualmente la moto più potente offerta da BMW e anche dopo l’uscita del nuovo modello resterà regolarmente in produzione, diventando di fatto all’interno della serie K la versione intermedia tra il modello più sportivo e quelli maggiormente votati al turismo.

Il motore della K 1200 RS è un sofisticato quattro cilindri a 16 valvole, montato in orizzontale con le testate sul lato sinistro. È dotato di iniezione elettronica ed è caratterizzato da bielle alleggerite, canne dei cilindri con riporto di carburo al nichel-silicio e albero motore a masse ottimizzate. Il raffreddamento è a liquido, con doppio radiatore e gestione differenziata in funzione delle temperature di esercizio. La trasmissione è cardanica con cambio a sei marce, coadiuvato da una frizione a comando idraulico. Per ridurre le emissioni inquinanti viene utilizzato uno scarico dotato di due catalizzatori a tre vie e sonda lambda.

Al di là dei freddi dati tecnici il 4 cilindri BMW è semplicemente perfetto per questa moto, molto potente e incredibilmente fluido in tutto l’arco di erogazione. Non un buco, un’incertezza, sembra di avere a che fare con un motore elettrico pronto a soddisfare ogni desiderio del pilota adattandosi perfettamente al tipo di percorso e allo stile di guida.

Sa regalare grande confort nelle lunghe trasferte autostradali, dove la notevole disponibilità di coppia e la fluidità consentono di dimenticarsi l’uso del cambio (si può riprendere da 1.000 giri in sesta), così come sfoderare una buona grinta quando si adotta una guida più decisa. Se si usa dolcemente l’acceleratore la potenza arriva in modo molto progressivo e non mette mai in difficoltà; se invece si tiene il motore su di giri, si lascia la frizione e si apre con decisione il gas la K 1200 RS schizza via come un missile facendo valere tutta la sua cavalleria.

Telaio, sospensioni e freni

Per garantire un ottimo compromesso tra confort e guidabilità, riducendo al minimo le vibrazioni e garantendo una grande stabilità di marcia, BMW ha sviluppato un telaio a ponte in alluminio costituito da quattro elementi fusi in conchiglia, dotato internamente di nervature a nido d’ape per aumentarne la rigidità. Questo si stringe attorno al motore, completamente isolato tramite l’utilizzo di elementi in gomma atti a smorzare le vibrazioni che solitamente arrivano al pilota e al passeggero.

Posteriormente, al telaio è collegato il braccio oscillante e il telaietto in tubi d’acciaio. Anteriormente è invece fulcrato il braccio longitudinale del Telelever. Come in tutte le BMW di ultima generazione, al posto delle tradizionali forcelle teleidrauliche anche sulla K 1200 RS è prevista una forcella con steli da 35 mm. e unità Telelever centrale, che garantisce alla ruota un’escursione di 115 mm. separando la guida della ruota dalla funzione di molleggio. Questa soluzione garantisce un ottimo compromesso tra qualità stradali e confort, rendendo inoltre la guida più facile grazie all’eliminazione dell’effetto di beccheggio in frenata.

Al posteriore troviamo l’ormai consueto braccio oscillante a doppio snodo, denominato Paralever. L’ammortizzatore a gas è collegato direttamente al telaio, può essere regolato sia nella precarica della molla sia nell’estensione e assicura un’escursione di 150 mm. alla ruota.

I cerchi da 17 pollici in allumino presentano un design a 5 razze sdoppiate molto ricercato e calzano pneumatici da 120 all’anteriore e 180 al posteriore. Sotto il profilo della frenata la K1200 RS vanta un impianto estremamente sofisticato. Oltre a integrare l’Abs di terza generazione, con servofreno elettro-idraulico, monta un doppio freno a disco EVO da 320 mm. alla ruota anteriore, con pinza a quattro pistoncini, e un singolo freno a disco al posteriore da 285 mm. con pinza a due pistoncini.

I freni sono collegati tra loro tramite un sistema di frenata integrale, che viste le caratteristiche sportive del modello è opportunamente implementato in versione parziale. Praticamente la leva agisce contemporaneamente sul freno anteriore e posteriore, mentre il pedale agisce solo sul freno posteriore. L’impianto è inoltre dotato di servofreno idraulico e ripartitore della forza frenante: un dispositivo che, convogliando la pressione a ciascuna ruota in relazione alle forze frenanti che possono essere trasmesse, assicura una maggiore stabilità in frenata.

Il risultato, grazie anche al Telelever, è un grande senso di sicurezza con una frenata potente e modulabile e un comportamento del mezzo estremamente neutro, anche sul bagnato o in condizioni di bassa aderenza. Solo a motore spento occorre prestare molta attenzione perché a causa della servoassistenza la frenata è nulla, a meno di non esercitare una grande pressione sulla leva e sul pedale.

Alla guida

Malgrado sia presente ormai da diversi anni sul nostro mercato la K 1200 RS è indubbiamente la regina del turismo sportivo a lungo raggio, capace di regalare grandissime soddisfazioni a chi desidera grandi doti di confort senza per questo rinunciare alla guida sportiva. Intendiamoci, non è certo una moto con cui andare in pista o esaltarsi sulle strade di montagna. Le doti di guida e l’agilità non hanno nulla a che vedere con quelle offerte dalle ipersportive, che pesano 100 Kg. in meno e hanno 40 Cv. in più; ma l’ammiraglia sportiva BMW non ha niente a che vedere neppure con le paciose moto da turismo, prive di fascino e in affanno non appena la strada si fa ricca di curve o si raggiungono velocità elevate.

La K 1200 RS è per molti versi l’unione dei due mondi. Splendida moto da turismo, confortevole e adatta anche all’uso in due, ma anche sportiva di razza per chi nella moto non cerca adrenalina pura, pieghe estreme e accelerazioni da brivido, quanto la possibilità di andare veloce in totale relax senza rinunciare al piacere di guida assicurato da un motore potente e da un ciclistica raffinata.

Nei 1000 Km. del nostro test abbiamo affrontato differenti tipologie di percorsi, dalle lunghe trasferte autostradali ai passi di montagna, dalla guida sul misto a quella in città. Solo in quest’ultimo frangente abbiamo sofferto un po’ il peso della moto, tanto nelle manovre da fermo quanto nella guida in mezzo al traffico anche per via di uno sterzo abbastanza duro (forse anche a causa dell’ammortizzatore di sterzo). Appena la velocità aumenta si apprezza però la grande stabilità direzionale e la facilità di guida. Anche nei curvoni autostradali affrontati in piena velocità la moto non si scompone mai e una volta inserita in curva segue perfettamente la linea impostata.

Occorre però fare attenzione a non sbagliare la traiettoria perché il peso elevato non facilita le correzioni improvvise. In compenso la frenata assicura ampi margini di sicurezza e anche in piega si può intervenire sui freni per porre rimedio a qualche errore di valutazione. Il confort si mantiene sempre su livelli molto elevati, con un eccellente riparo dall’aria e vibrazioni praticamente inesistenti; solo sulle giunture o sulle sconnessioni più accentuate la risposta delle sospensioni, specie quella anteriore, è un po’ troppo secca e non sempre l’imbottitura della sella riesce a fare da filtro.

Sulle strade di montagna la corposità e la potenza del motore aiutano moltissimo e guidando in modo sportivo ci si possono togliere parecchie soddisfazioni; peccato solo che il peso della moto non faciliti i rapidi cambi di direzione e la percorrenza delle curve più strette. Stiamo però considerando situazioni limite, nelle quali abbiamo sfruttato la K 1200 RS come se fosse una sportiva pura. Nella guida più rilassata e consona alla natura di questa moto la ciclistica e il motore formano un binomio praticamente perfetto, fermo restando che l’autostrada e il misto veloce rappresentano l’habitat ideale.

Data la grande vocazione al turismo, magari in coppia, ci fa specie constatare come la versione standard non preveda né una maniglia per il passeggero né un portapacchi. Questo è disponibile acquistando il kit touring, che prevede anche la sella più imbottita, gli attacchi per le borse e le manopole riscaldate. In ogni caso si tratta di un portapacchi pensato più per ospitare la piastra del bauletto che non per portare bagagli.

Le dimensioni molto contenute e la bombatura che caratterizza la parte superiore rendono infatti estremamente difficile assicurare una borsa con gli elastici. Anche acquistando il kit resta poi il problema del passeggero, che per attaccarsi non ha altro che i supporti delle borse, per altro difficili da impugnare. La neonata K 1200 S, malgrado sia più sportiva, vanta due pratiche maniglie che si integrano perfettamente nella linea della moto, a conferma che effettivamente se ne sentiva la mancanza.

Relativamente all’autonomia, il serbatoio da 20 litri e i consumi ridotti assicurano grandi percorrenze tra un rifornimento e l’altro. Anche spremendo la meccanica difficilmente si scende sotto i 12 Km con un litro e in autostrada a 130 Km/h si fanno tranquillamente 17 Km con un litro.

Per finire, una considerazione sul prezzo: 16.500 Euro (che diventano oltre 17.000 col kit touring montato sull’esemplare in prova) sono indubbiamente una bella cifra, ma giustificata dalla qualità costruttiva, dalle grandi qualità della moto e dal prestigio assicurato dal marchio. Come tutte le BMW inoltre, la K 1200 RS mantiene ottime quotazioni sul mercato dell’usato e questo contribuisce a ridurre il gap con le concorrenti giapponesi.

Scheda Tecnica



Motore
4 cilindri in linea, 4 tempi raffreddato a liquido, doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro
Alesaggio x corsa: 70,5 mm. x 75 mm.
Cilindrata: 1.171 cc.
Potenza: 96 kW (130 Cv.) a 8.750 giri/min.
Coppia massima: 117 Nm. a 6.750 giri/min.
Rapporto di compressione: 11,5:1
Alimentazione: iniezione elettronica
Catalizzatore: a 3 vie regolato mediante sonda lambda

Trasmissione
Frizione: monodisco a secco ad azionamento idraulico
Cambio: a 6 marce ad innesti frontali
Trasmissione secondaria: ad albero cardanico

Ciclistica
Sospensione anteriore: Telelever centrale, foderi forcella Ø 35 mm.
Sospensione posteriore: Forcellone monobraccio in fusione d’alluminio con Paralever centrale
Cerchio anteriore: 3,50 x 17 con pneumatico 120/70 ZR 17
Cerchio posteriore: 5,50 x 17 con pneumatico 180/55 ZR 17

Impianto frenante con ABS e frenata integrale parziale
Anteriore: impianto frenante EVO a doppio disco flottante da 320 mm. e pinza fissa a 4 pistoncini
Posteriore: a disco singolo flottante da 285 mm. e pinza fissa a 2 pistoncini

Dimensioni e pesi

Altezza sella: 770 mm/800 mm
Peso in ordine di marcia:285 kg
Capacità del serbatoio: 20,5 litri (di cui 4,0 di riserva)
Lunghezza: 2.250 mm
Altezza (senza specchi): 1.200 mm
Larghezza (compresi specchi): 850 mm

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