Impressioni di guida: la Harley mostra i muscoli

In Prove moto

09 aprile 2004
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Un aeroporto militare tutto a nostra disposizione per provare in piena libertà le Harley più potenti e cimentarsi in fantastiche gare di accelerazione sui 4 metri. Non è un sogno di primavera, ma l'esperienza che abbiamo potuto vivere Giovedì 8 prile assieme a molti altri colleghi grazie alla Harley Davidson, che all'aeroporto Militare di Cameri ci ha messo a disposizione la gamma V-Rod per scoprirne gli innumerevoli pregi.



Veri e propri incrociatori della strada, le V-Rod rappresentano la punta di diamante in termini di potenza e prestazioni dell'intera gamma, sempre all'insegna del più puro stile americano. Cuore del progetto è il motore bicilindrico a 8 valvole Revolution da 1130 cc, derivato direttamente da quello utilizzato sulla VR-1000 nelle corse motociclistiche americane.

Raffreddato a liquido, é caratterizzato da doppio albero a camme in testa comandato da catene messe in tensione idraulicamente, geometria a 60° dei cilindri e albero motore forgiato in un solo pezzo con bielle affiancate. La potenza massima dichiarata è di 115 Cv a 8.250 giri, mentre la coppia è di 105 Nm a 6.600 giri. Il cambio a 5 marce, coadiuvato da una frizione idraulica, è particolarmente rapido e preciso negli innesti.

Il telaio superiore in acciaio, ottenuto mediante un processo denominato Hydroforming, è estremamente rigido rispetto agli altri modelli ed è di tipo perimetrale. La forcella prevede steli da 49 mm di diametro ed è accoppiata a un braccio della sospensione monoblocco in alluminio lucidato. Il doppio disco anteriore e il singolo disco posteriore sono accoppiati a pinze a quattro pistoncini e garantiscono un buona decelerazione anche quando si sfrutta a fondo la meccanica. Le ruote sono entrambe lenticolari da 19" all'anteriore e 18" al posteriore e montano pneumatici rispettivamente di 120/70ZR e 180/55ZR.

Il motore è isolato dal telaio per mezzo di supporti in gomma ed è dotato di alberi controrotanti di bilanciamento, che hanno contribuito ad eliminare quasi del tutto le vibrazioni; caratteristica che farà forse gridare allo scandalo i puristi del marchio ma che all'atto pratico si traduce in un gran confort di marcia. Questo è assicurato anche dall'ottimo lavoro delle sospensioni e dalla dolcezza del motore, che solo nelle marce più alte fatica a riprendere dai bassi regimi. Per il resto è molto godibile, con la moto che si può guidare con un filo di gas o tirando le marce per tirarne fuori l'anima più cattiva.

Va anche detto che le V-Rod offrono livelli di maneggevolezza e stabilità praticamente sconosciute agli altri modelli della casa di Milwaukee. I 275 Kg, complici anche il baricentro bassissimo e la sella a soli 66 Cm da terra, sembrano non esistere e anche nelle prove di slalom la moto danza tra i birilli con tale agilità da spingere il pilota a grattare pedane e radiatore perdendo di vista i limitati angoli di piega.

La cura dei dettagli è molto elevata, come appare subito guardando la bella carenatura del radiatore e gli scarichi di tipo 2-1-2 di grandi dimensioni, che emettono l'inconfondibile sound Harley Davidson. Molte le parti in alluminio, utilizzato al posto dell'acciaio per ridurre il peso, tra cui pannelli laterali, parafanghi, protezione della catena e il lamierato superiore che sostituisce il classico serbatoio del carburante posizionato sotto la sella. Praticamente infinito è poi l'elenco degli accessori che permettono di rendere unico ogni modello.

Oltre alle gare di accelerazione sui 400 metri con partenza da fermo, dove è stato facile staccare un 11"98 con una velocità di uscita di 180.90 Km/h, abbiamo potuto sfruttare la strada che corre attorno all'aeroporto, caratterizzata da lunghi rettilinei e tratti tortuosi, per saggiare le qualità ciclistiche di questi modelli.

L'impressione, considerando la tipologia di moto, è decisamente positiva. Anche viaggiano a oltre 160 Km/h la V-Rod trasmette grande tranquillità e l'unico vero problema è la quantità d'aria che investe il pilota. Per il resto il confort è molto elevato e viene da chiedersi che senso ha un motore così performante su una moto che sembra fatta apposta per farsi portare in giro a bassa andatura. Ma se tutto avesse un senso probabilmente non esisterebbero nemmeno le ipersport da 180 Cv e questo è in fondo ciò che ci fa amare indistintamente tutte le moto.





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