Preziosa ed intrigante, colpisce al primo sguardo come l'astro notturno; per scoprirne il lato oscuro non serve l'Apollo, bastano un casco ed un nastro d'asfalto…
NOTA: questo articolo è stato gentilmente concesso dalla rivista "Special", foto di Roberto Brodolini brodolini@specialmag.it.
Ci avviciniamo a grandi passi nella tenue luce del garage con gli occhi puntati su di lei. Siamo ancora lontani e i riflessi creati dal neon che rimbalza sulla nuda meccanica non ci consentono di definire le forme sfuggenti della sagoma, e sembra di vedere gli occhi di un felino nell'oscurità della notte… Passo dopo passo la nebbia si dirada, ed entriamo a diretto contatto con la tenebrosa bicilindrica.
Non possiamo fare a meno di subire la prepotente mascolinità che caratterizza questa creatura: la muscolosa semicarena nero opaco riesce solo in parte a nascondere il mitico telaio a traliccio in tubi d'acciaio ed il poderoso desmo da 748 cc. Il nobile metallo, ormai troppo spesso relegato a scomparire sotto forme sempre più scontate ed impersonali, trionfa finalmente sulla plastica. Il propulsore e la struttura della moto sono lì, davanti ai nostri occhi e possiamo assicurarvi, sono molto più emozionanti di qualsiasi sgargiante colorazione. Contemplare un oggetto così sfacciatamente dinamico è quasi impossibile. I nostri sensi, stuzzicati da tanta esibizione di meccanica reclamano il movimento, ed ogni minuto in più dedicato a considerazioni estetiche appare sprecato.
In città
Andare a spasso per le vie della città con la tenebrosa Ducati non soddisfa di certo le nostre aspettative; bisogna infatti fare i conti con una ciclistica dura e poco agile, con un motore vigoroso ma intrattabile ai regimi più bassi e con un comando della frizione molto pesante. La già impegnativa situazione è aggravata dal notevole richiamo di attenzione che suscitano sui passanti il dirompente borbottio proveniente dagli scarichi e l'esclusiva livrea monoposto: con tutti gli occhi puntati addosso si è costretti ad eseguire funambolici giochi di equilibrio per non fare la figura dei pivelli. Nei mesi estivi, quindi, accantonate l'idea di effettuare trasferimenti urbani, se mai vi fosse venuto in mente, e guadagnate rapidamente la strada a meno che non abbiate qualche chilo da smaltire…
Un po' di peso, ad essere sinceri, lo dovrebbe perdere anche la nostra Sport che, rispetto alla concorrenza, ha una ventina di chili (ed un quintale di stile) in più, oltre che tanti cavalli in meno. Il reparto propulsione comunque, rispetto alla versione di serie, è stato migliorato con pochi e mirati interventi, volti a regalare un pizzico di brillantezza in più in ogni frangente.
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