Il nostro Di Pillo è volato in Spagna a provare le Ducati Desmosedici e 999F03 e la Honda Rc211V di Valentino Rossi, e ci racconta che sensazioni aspettano un "normale" (Di Pillo? Ehm...) motociclista.
Provare una moto da GP è come fare una sveltina con una bellissima donna prima che arrivi il suo fidanzato. Pochi minuti di libidine pura senza la possibilità di prendere confidenza nè preliminari o corteggiamenti! Un flash che spesso lascia storditi e incapaci di decifrare tutte le sensazioni che intasano i recettori del povero cervello abituato a moto sportive ma sempre normali.
Un altro mondo
Infatti prima di salire su una moto da GP bisogna effettuare un rapido ma efficace lavaggio cerebrale per spazzare via anni di guida motociclistica e mettere al posto di gesti fatti milioni di volte altre manovre mai fatte ma necessarie. Innanzitutto il cambio è esattamente alla rovescia di quello stradale, con la prima in alro, e come se non bastasse è elettroattuato. Ovvero si sale di marcia a gas spalancato perché sulla pedivella c’è un sensore che toglie corrente ad ogni sfioramento, risucchiando le marce ad una velocità incredibile.
Ma anche il freno è assolutamente al di fuori di ogni precedente esperienza perché il famigerato carbonio ha una procedura del tutto anomala e particolare. Quando è freddo non accenna a rallentare nemmeno pregando in turco! Se invece è alla temperatura di esercizio bisogna azionarlo con una o al massimo due dita perché la decelerazione è talmente violenta ed efficace da cappottare in avanti anche un ippopotamo! Il freno motore che aiuta e condiziona ogni staccata di ogni moto sportiva, in una motoGP non esiste, ma al suo posto esiste un meccanismo contrario che in frenata tiene il motore ad almeno 2 o 3 mila giri in modo da trascinare dentro le curve invece di rallentarti.
Insomma una moto molto speciale che richiede una guida altrettanto speciale e difficilmente in pochi giri si riesce a familiarizzare in modo umano con questi mostri. Parliamo di veri mostri perché la decisione di portare a 1000 a 4 tempi la classe 500 ha creato degli oggetti da 240 cavalli e velocità di 330 Kmh! Veramente lontani da ogni tipo di veicolo a due ruote. Le vecchie NSR 500 a due tempi erano delle splendide creature da gara, leggerissime, molto potenti e ottimamente frenate ma anche un normale motociclista poteva godere della coppia e delle violente accelerazioni senza prendere spaventi o imbarcate.
Inoltre il fattore acustico non è da sottovalutare. Un motociclista ha sempre identificato il rombo di tuono di un 4 tempi con una affidabile moto sportiva stradale o al massimo con una moto sportiva derivata dalla serie come una SBK. mentre il nervoso sibilo del due tempi identificava una moto da gara pura e velocissima da trattare con i guanti. Ora il rassicurante rombo di un 4 tempi portato a livelli di dolore identifica dei mostri da MotoGP. Una serie di cambiamenti che necessitano un reset cerebrale prima di salire su queste moto.
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