Prova KTM LC4 Adventure: vocazione Africa

In Prove moto

01 settembre 2003
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In questi ultimi anni, con crescita a dir poco esponenziale, sempre più il marchio KTM si è legato al settore dei grandi raid africani, dalla Dakar a tutti i rally in terra esotica, al punto che si potrebbe parlare quasi di monopolio. Deve essere risultato naturale, per la casa austriaca, produrre un motociclo di diretta derivazione delle esperienze rallystiche. La LC4 640 Adventure bene interpreta la vocazione per i grandi spazi aperti e permette di saggiare le emozioni alle quali il suo progetto si ispira.

Assistenza meccanica: Sergio Bertolotti - Assistenza in pista PC/Gps: Edoardo Mossi
Preparazione Moto: Motosport - Vigone (TO) - Appoggio logistico: Prime Recuperi Mondovì (CN)




Il modello 2003 è alla sua 6. versione (nasce nel 1998) ed ha visto un costante miglioramento sia nel motore, l'ormai quasi "africano" LC4, sia nella ciclistica notevolmente migliorata in ogni comparto.
Certo il prezzo non è dei più abbordabili ed in relazione al settore enduro pone la Adventure in una fascia di prezzo alta, ma c'è da considerare che per uso in terra africana non-agonistisco, con il suo serbatoio capiente, il sistema di sospensioni di prima qualità, cerchi e dischi freno robusti ed efficienti, questo modello è praticamente pronto all'uso senza bisogno di significativi ulteriori investimenti.

Com'è fatta

Se si fa eccezione per il parafango alto e le frecce, la Adventure pare proprio sorella della blasonata 660 Rallye protagonista di tante Dakar. La colorazione che è stata scelta per il modello 2003 è un grigio metallizzato molto brillante. Certo, l'arancio-blu ufficiale della KTM le donava una immagine più racing ma è indubbio che l'attuale livrea la rende molto elegante.

Fa bella mostra di se la scritta nera a caratteri cubitali del marchio di fabbrica. Il cupolino a protezione del pilota ben si amalgama con la carenatura che a sua volta si fissa sul serbatoio (da 28 litri!) così da enfatizzare la voluminosità del modello che tanto piace agli amanti del rallye-raid. Frontalmente il sistema di illuminazione, veramente efficiente, è composto da due fari che funzionano alternativamente da anabbagliante-abbagliante. La sella è molto spaziosa e offre un ottimo confort sia al pilota che all'eventuale passeggero. Sul parafango posteriore un telaietto portapacchi consente il fissaggio di una discreta borsa oppure di un secondo casco.

Un elemento che concede classe all'immagine della LC4 Adventure è il generoso sistema di scarico che è completamente cromato e che in funzione assume le caratteristiche colorazioni bluastre. Della ruota anteriore colpisce la dimensione veramente generosa del disco freno. L "air-box" è fissato sotto la sella ed è accessibile smontando la fiancatina sx, ma non è una delle soluzioni migliori di questa moto, troppo esposto anche alla propria polvere ed intricato nell'accesso e pulizia.

Il motore non ha più bisogno di presentazioni. LC4 di equipaggiamento è l'evoluzione di tutta l'esperienza KTM nell' enduro (prima dell'avvento EXC) e nel rally. Si tratta di un propulsore nobile in grado di erogare potenza già a bassi regimi e di coadiuvare il pilota anche nelle situazioni più difficili come tratti trialistici, sabbia soffice delle dune, guadi, ecc. ecc.

In sella

Al primo impatto, specie se si proviene da una normale enduro, la cavalcatura appare imponente. Le notevoli dimensioni del serbatoio si fanno sentire dalle ginocchia. Bisogna ricercare le giuste ergonomie ed eventualmente adeguare, tramite le regolazioni, i pedali di cambio e freno posteriore ai propri gusti ed esigenze. I comandi a manubrio sono pronti e si apprezza subito la morbidezza e modulabilità della frizione idraulica. Veramente apprezzabile la bellezza e la visibilità della strumentazione completa di tutto, In particolare molto utile il doppio trip-master, il counter del carburante, il controllo led della temperatura del motore, il conta km e tutte le spie necessarie. Preziosissima la presa alimentazione ricavata sul ponte della strumentazione utile per collegare apparecchiature varie direttamente alla corrente della moto (GPS, porta Road Book, lampade, ecc.) senza dover intervenire su fili e collegamenti, operazioni sempre molto delicate.



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