Due cilindri belli comodi, borse laterali capienti, un bel viaggio davanti. E' così che abbiamo convinto Edo a farsi un bel viaggio con la Moto Guzzi Stone, ed il risultato è stato che...
INTRODUZIONE
Lo confesso: quando Leonardo mi ha comunicato che avevo "vinto" una Guzzi Stone in prova mi è corso un brivido lungo la schiena. Mai amati i custom, mai neppure piaciuti. Il mio viaggio in Sicilia, temevo, sarebbe stato poco piacevole. E invece...
Ogni moto ha un impiego ideale, ormai ne sono certo. E per un certo tipo di turismo, fatto più di paesaggi da gustare con calma e di strade statali che non di medie casello-casello e tabelle di marcia massacranti, la Stone ha un suo perché. Pur essendo un amante delle sportive lo devo ammettere: questa Guzzi me la sono goduta. Perché a volte, su certe strade, davanti a certi paesaggi, è bello dimenticarsi di pieghe e staccate per lasciarsi cullare da un motore tutto coppia, quasi vivo, che porta da una curva alla successiva senza impegnare, con una spinta dolcissima ma vigorosa.
Per vivere la moto in maniera diversa, senza affanno ma in completo relax. E capire che ogni tanto una strada non è solo una striscia d'asfalto da percorrere più rapidamente possibile, ma anche un'occasione per gustare scorci, odori, paesaggi.
Lo so, sto invecchiando, maledizione...
DESCRIZIONE
La Stone rappresenta la versione "spartana" della California, motorizzata con il "solito" bicilindrico trasversale da 1100cc raffreddato ad aria. Dotato di distribuzione ad aste e bilancieri e accreditato di 73 cavalli a 6400 giri, ma soprattutto di 9,6 kgm a soli 5000 giri, il propulsore mostra subito nel tiro ai bassi regimi la sua arma migliore. L'alimentazione è a iniezione elettronica, e il reparto trasmissione è il classico Guzzi con la frizione bidisco a secco e la finale ad albero cardanico.
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