Prova: 1000 km con il Piaggio Beverly 500

In Prove moto

25 giugno 2003
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Abbiamo avuto in prova un Piaggio Beverly 500 col quale abbiamo percorso in tre settimane quasi mille chilometri nelle condizioni d'uso più tipiche per un mezzo del genere: città, superstrada e autostrada. Le linee retrò, le dimensioni contenute e il prezzo basso ne fanno un'alternativa molto appetibile alla concorrenza.

Design e allestimento

Le linee retrò sono decisamente belle, e armonizzano contenuti tecnologici di spicco senza farli risultare fuoriluogo. Le dimensioni, a dispetto del primo impatto non sono importanti, e si coniugano bene ai cerchi e alle gomme di derivazione motociclistica. Le finiture sono di buona fattura, anche se a voler insistere alcune bave di fusione delle plastiche nella zona della strumentazione e del cupolino ci sono.

La sella è ampissima e molto confortevole, anche per il passeggero che può contare su una salda ed ergonomica maniglia-portapacchi alla quale aggrapparsi. Il piccolo cupolino è molto bello e "abbraccia" l'efficentissimo faro anteriore, ma offre una scarsa protezione aerodinamica per i piloti più alti. Il vano sottosella è lungo ma poco profondo, con una capacità di carico effettiva piuttosto limitata: colpa anche dell'adozione dell'iniezione elettronica per il motore, che ha richiesto questo sacrificio.

In compenso è stato ricavato un vano portaoggetti dietro allo scudo anteriore, nel quale troviamo anche le levette per aprire lo sportellino per fare rifornimento (che si trova tra i piedi del pilota) e quella per aprire manualmente la sella (che normalmente, a chiave inserita, si apre premendo un bottone).

Comandi

I comandi sono disposti nella maniera classica e sono comodamente accessibili, inoltre il loro design è piacevole, non sono i soliti blocchetti che troviamo sulla stragrande maggiornaze delle moto in circolazione. Le leve per azionare i freni sono comode ma il loro funzionamento non è quello solito degli scooter: con il sistema di frenata integrale adottato dalla Piaggio la leva di sinistra, oltre a comandare il freno posteriore, fa lavorare anche uno dei dischi anteriori, mentre la leva destra comanda solo il restante disco anteriore. Questo sistema scelto probabilmente per facilitare i clienti meno esperti si rivela molto comodo in città, ma a nostro avviso anche un pò pericoloso: ci si abitua subito ad usare solo una leva (che per le frenate normali è sufficiente), "dimenticando" di usare il comando del freno anteriore, che invece è indispensabile per poter effettuare una frenata d'emergenza in sicurezza.



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