Test anteprima: Suzuki SV1000S

Sincera, equilibrata e divertente. La bicilindrica Suzuki colpisce in questo primo assaggio a Misano per il suo inaspettato comportamento in pista.

Chi ha detto che una moto da usare tutti i giorni non possa essere divertente nella guida sportiva? Beh, la Suzuki SV1000S è la dimostrazione pratica che le moto "double face", quelle per intendersi che dal lunedì al venerdì si utilizzano nel tragitto casa-ufficio ed al fine settimana sui passi o in pista, esistono ancora.



Com'è fatta

L'elemento caratterizzante della serie SV è il telaio a traliccio in alluminio, formato da quattro componenti principali realizzati in pressofusione, oltre al forcellone, anch'esso in alluminio pressofuso.

La pressofusione è un procedimento che elimina il rischio di microporosità all'interno dell'alluminio, permettendo così minori spessori senza andare a scapito della rigidità.

Su questa moto per fortuna Suzuki ci ha risparmiato soluzioni anticonvenzionali per la sospensione posteriore, vero cruccio dei possessori della serie TL che adottava un particolarissimo ammortizzatore rotativo per ridurre - a detta degli ingegneri giapponesi - la lunghezza dell'interasse. I 1435 mm dell'interasse della SV100S però ci sembrano del tutto in linea con la media della categoria anche utilizzando un ben più tradizionale ammortizzatore abbinato ad un leveraggio progressivo, decisamente più semplice in fatto di manutenzione e soprattutto facilmente sostituibile con unità di altre marche.

L'ammortizzatore è dotato di regolazioni per il precarico molla e per la regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione, così come la forcella del tipo a steli tradizionali.

Il motore deriva dalla classica unità Suzuki utilizzata con successo su un'ampia gamma di moto, dall'endurona stradale V-Strom alla sportivissima TL1000R. Si tratta di un'unità bicilindrica a V di 90° raffreddata a liquido e dotata di quattro valvole per cilindro di 996cc di cilindrata; la distribuzione è affidata ad una coppia di alberi a camme per ogni cilindro mossi da un sistema misto catena/ingranaggi, che permette di migliorare la precisione rispetto alle convenzionali catene mantenendo però una migliore compattezza rispetto ai sistemi di distribuzione ad ingranaggi.

La ricerca della compattezza, punto "critico" di un motore con l'angolo fra i cilindri di 90°, è stata ricercata anche con un lieve disassamento degli alberi a camme (10mm) di ogni cilindro, e con lo sfalsamento dei piani di lavoro dei due alberi del cambio, che invece di essere allineati orizzontalmente sono qui quasi sovrapposti in verticale.

Il motore dispone di un sistema di antisaltellamento della frizione in staccata, abbinato ad un cambio a sei marce.

L'alimentazione del grosso bicilindrico è affidata al sistema SDTV, cioè un innovativo sistema di iniezione digitale a doppia farfalla. All'interno di ogni corpo farfallato è infatti presente una seconda valvola a farfalla che regola costantemente il volume e la velocità dell'aria aspirata, e dovrebbe servire a rendere l'erogazione più fluida e lineare, aumentando nel contempo la coppia ai regimi più bassi.

Novità anche dal lato dello scarico: il sistema PAIR (quanto piacciono gli acronimi ai giapponesi...) immette aira fresca nei condotti di scarico per favorire l'ossidazione degli idrocarburi incombusti, ed è abbinato ad un catalizzatore allo scarico che permette all'SV1000S di soddisfare pienamente i parametri della normativa Euro 2.

L'estetica

Il frontale della SV è forse la parte più riuscita della moto. La semicarena svelta ed avanzata dona alla bicilindrica di Hamamatsu un'aria decisamente sportiva, e il bellissimo gruppo ottico anteriore, composto da due fari ampi e grintosi, è dotato di due curiosi "occhietti" ai lati esterni utilizzati come luci di posizione.

L'immagine sportiva viene esaltata anche dal puntale sottomotore e dal codone "sparato" verso l'alto, oltre che dal bel serbatoio sfaccettato che si adagia perfettamente sul trave superiore del telaio.

E' proprio il telaio invece la parte che ci convince di meno, non tanto per la forma quanto per la scelta di adottare tubi squadrati al posto di quelli ovali della precedente serie di Suzuki SV650. D'accordo, questa conformazione offrirà sicuramente maggiori garanzie di rigidità, ma anche l'occhio vuole la sua parte. Un po' "ardita" anche la soluzione scelta al posteriore per la parte finale del codone, con un bel faro a led un po' troppo "sparato" verso l'alto che non si integra bene con il parafango ed il portatarga. Qui però sarà più facile per gli appassionati porvi rimedio con accessori aftermarket...

Come va

La posizione di guida - che andrà ovviamente valutata attentamente soprattutto su strada - qui a Misano dove la moto è stata portata per questo primo test appare perfetta: il busto è sufficientemente caricato in avanti, con le braccia tese ad impugnare i semimanubri, in modo da caricare bene l'avantreno, ma rimamendo comunque ben comoda e senza troppo carico sugli avambracci.

Le pedane sono sufficientemente arretrate, ma l'angolo che formano con la sella (ad 810 mm da terra) è buono anche per i piloti più alti.

L'innesto della prima avviene dolcemente, ed anche la frizione sembra promettere una vita facile anche nei tragitti cittadini. Il motore mostra subito un carattere regolare e pacato, anche troppo per chi si aspettava sensazioni forti. Intendiamoci, la potenza c'è (120 CV a 9000 giri/min) ma l'erogazione priva di brusce variazioni e piatta fin dai regimi più bassi fa sembrare il bicilindrico meno potente di quello che non sia.

In pista manca quindi qualche sensazione forte, ma ne guadagna l'efficacia, visto che in uscita di curva ci si può permettere di spalancare la manopola del gas senza troppi riguardi, e soprattutto senza brutte sorprese. Già, perchè la SV1000S sembra decisamente a suo agio sul tracciato del Santamonica, sia nelle "esse", dove riesce a mostrarsi sufficientemente agile e sincera, che nel veloce curvone, affrontato a gas aperto senza patemi d'animo.

Ed in effetti il termine che viene in mente per descriverne il carattere è proprio questo: sincera. Sincera nell'avvertire con congruo anticipo di eventuali sovrasterzi di potenza, ben gestibili proprio grazie alla regolarità dell'erogazione ed alla mancanza di incertezze nell'apri-chiudi dell'acceleratore; sincera nelle staccate, dove il sistema antisaltellamento compie efficacemente il suo dovere mantenendo la moto in linea; sincera nella delicata fase di inserimento in curva, dove la posizione di guida fa ben "sentire" l'avantreno ed ispira fiducia.

Certo, con questa moto ogni manovra deve avvenire con il ritmo giusto, e soprattutto con fluidità, perchè manovre troppo brusce o una guida forzata porterebbero ad ovvi scompensi: del resto siamo alla guida di una sport-touring da 218 kg in ordine di marcia e non ad una ipersportiva!

Anche con le regolazioni standard comunque le sospensioni fanno egregiamente il loro dovere, ed anche sul veloce curvone di Misano non sono avvertibili oscillazioni o tentennamenti. Merito anche della efficace protezione aerodinamica offerta dal cupolino, che evita al pilota di "appendersi" ai semimanubri alleggerendo l'avantreno.

Un ottimo inizio quindi per questa SV1000S, e non dubitiamo che le sue doti si facciano ugualmente apprezzare (se non di più) sulle strade aperte al traffico. Il prezzo di 10.150 Euro franco concessionario poi la rende interessante, senza parlare di chi è ancora indeciso fra la moto sportiva e la ragazza...

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