Test fuoristrada: Laverda Quasar

In Prove moto

07 febbraio 2003
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Un manubrio ma... quattro ruote! Per una Casa come Laverda, debuttare nel segmento dei quad è forse una scelta inconsueta. A chi pensasse che i quad non possano offrire sensazioni "motociclistiche", consigliamo di leggere le nostre prime impressioni di guida!



Siamo stati invitati a provare la nuova gamma di quad (contrazione della denominazione "quadricicli") Laverda sulle collinevicino a Voghera, ed abbiamo scoperto un modo nuovo di intendere la libertà di movimento.

L'approccio con questo genere di mezzo è immediato: le dimensioni contenute e quei ruotoni tassellati ispirano maneggevolezza e facilità d'uso, la sella è ampia e ben imbottita e poi quel manubrio è molto familiare...

LAVERDA propone quattro motorizzazioni e due telai: motori due tempi da 50cc e 100cc su un telaio molto compatto, e quindi motori a quattro tempi da 125cc e 180cc su di un telaio più grande. La gamma si posiziona nel mercato quad a livello di ingresso, con il dichiarato intento di mettere a disposizione dell'acquirente il divertimento e le sensazioni che possono offrire questi mezzi al prezzo di un normale scooter della stessa cilindrata; l'alternativa, infatti, fino ad oggi era data da mezzi specialistici, dal costo simile a quello di una supersportiva...

Design e allestimento

La cura costruttiva e i materiali utilizzati (tenendo bene a mente il prezzo) sono buoni ed esprimono solidità. Frecce, fari e specchietti sono i classici componenti di primo equipaggiamento sulla maggior parte degli scooter in circolazione.
Le grafiche sono sobrie e gradevoli, anche se passano in secondo piano (in particolare nella versione 180cc) spodestate da quella che è la caratterisitca pricipale di questi mezzi: i ruotoni! La carrozzeria è simile ad una moto d'acqua a cui siano stati aggiunti dei parafanghi, anche questi dalle dimensioni davvero generose (che compiono egregiamente il loro lavoro) in materiale plastico ed elastico, adatto a sopportare anche le sollecitazioni più estreme.

Il più piccolo della gamma è lungo circa come uno scooter (lunghezza 1400 mm, larghezza 860mm): due le colorazioni (comuni a tutta la gamma peraltro), un bel blu chiaro ed il classico arancione Laverda. Il piccolo Quasar ha un'aria stabile e sicura, e strizza l'occhio a quei genitori apprensivi che hanno un figlio in età da motorino...

Il Quasar 100 è diverso esteticamente dal 50 solo per l'adozione di ruote più grandi ed è rivolto a coloro che desiderano un mezzo dalle prestazioni di rilievo senza però rinunciare all'agilità ed alla maneggevolezza garantite dalle ridotte dimensioni.

Le versioni a quattro tempi da 125cc e 180cc (lunghezza 1680mm, larghezza 1060mm), si differenziano non solo per il propulsore ma anche per l'allestimento: HP e GRIP. Il Quasar HP rappresenta la proposta più sportiveggiante ed è pensato per coloro che volgiono provare le emozioni off-road senza dimenticare la strada: i pneumatici sono tassellati posteriormente e stradali anteriormente, con un piccolo portapacchi posteriore e carrozzeria ridotta al minimo. La versione GRIP invece è più marcatamente fuoristradistica: gommoni tassellati sia anteriormente che posteriormente, fasce di protezione con fari incorporati e doppio portapacchi.

Comandi

Chi crede che la sola presenza di un manubrio implichi i comandi a cui siamo abituati si sbaglia di grosso! L'acceleratore viene attivato da una levetta (anche questa ereditata delle moto d'acqua) posta sotto alla manopola di destra (che quindi non si muove) e viene azionata dal pollice della mano; i freni sono come quelli degli scooter: leva sinistra per il tamburo dietro e leva destra per i due tamburi davanti. In più, vicino alla punta dello stivale destro, troviamo un pedale che serve ad attivare la frenata integrale e, sempre nel capitolo freni, troviamo una levetta posizionata vicino al perno della leva del freno posteriore che ci permette di bloccare le ruote dietro mantenedo la leva del freno azionata.

L'accensione può avvenire sia tramite pedale (tipo scooter) oppure con il classico tasto per l'avviamento elettrico che funziona solo a patto di tenere il freno posteriore e (Quasar HP e GRIP) cambio in folle; inoltre nelle versioni 125 e 180, dotate di retromarcia, troviamo anche un pomello che fuoriesce dalla zona motore che permette di scegliere tra tre posizioni: avanti, folle, indietro.

Più scarna la disposizione dei comandi elettrici, con il blocchetto di sinistra che contiene il selettore luci, il clacson, il tasto per avviamento ed il selettore frecce, senza dimenticare la levetta per il freno di stazionamento. Il blocchetto di sinistra invece non c'è...



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