Una sportiva con il motore Harley-Davidson? Se pensate che debbe essere per forza lunga, pesante e poco maneggevole date un'occhiata a questa prova: dagli USA una moto che più anticonformista non si può, ma capace di intrigare anche i "puristi" del Bel Paese.
Qualcosa di mai visto, non soltanto per i componenti tecnici utilizzati, ma anche per soluzioni estetiche, colori, dettagli e finiture di altalenante qualità. La RR 1000 fu la moto che inaugurò la sospensione posteriore con elemento elastico "tirato", tuttora motivo di distinzione delle Buell.
Discutibili, insolenti e "diverse" sin dalla prima ora, coi passare dei tempo le Buell si sono guadagnate i loro estimatori, finché la Casa di Milwaukee nel 1993 non ha deciso di entrare in partecipazione con l'atelier di Erik, acquisendo il 49% della società. Lo scorso anno però Buell ha venduto all'Harley la maggior parte delle proprie quote ed e stato nominato presidente della Buell American Motorcycle. Dal nuovo assetto è derivata un'ulteriore spinta alla produzione e alla creatività dell'originale costruttore statunitense, il quale, descrivendo le aspettative di crescita dei Marchio, ha dichiarato: "The best is yet to come", il meglio deve ancora venire.
Forse è in conseguenza di queste parole che la X1 Lightning, cioè la moto della nostra prova, è probabilmente la più bella, concreta ed estrema fra le Buell sinora costruite. Pur innovativa nelle soluzioni tecniche (a partire dall'alimentazione a iniezione elettronica), esibisce il classico pantagruelico bicilindrico Harley di 1203 cm² abbarbicato al telaio in tubi, stretto fra le panciute ruote e aggredito dall'alto dal corpulento serbatoio.
Il "puzzle" ha personalità da vendere, e non solo nell'aspetto. E ovviamente fa le cose a modo suo, come proveremo a raccontare più avanti...
Design e Allestimento
La vista d'insieme, fatta di masse scoordinate, gobbe, spigoli, linee tese e morbide curve, contrapposizíoni di pieno su vuoto, superfici opache e superfici lucide, rischia di celare un dettaglio che sembra secondario, però è unico: la scritta in rilievo sul serbatoio, composta di massicce lettere dello spessore di un millimetro abbondante. Sembra, in scala ridotta, quella che ogni pick-up americano che si rispetti reca sulla sponda posteriore del cassone... Sulla sommità della gobba, si apre un bel tappo di rifornimento a bocchettone, protetto da una serratura cilindrica identica a quella del quadro di contatto, nonché a quella de bloccasterzo, che però è dislocato sul cannotto.
La vista d'insieme è dominata dai volumi schiacciati fra le ruotone e spostati verso l'avantreno, gravitanti attorno all'enorme motore verniciato in nero opaco incorniciato, sul lato destro, dall'incrocio dei tubi di scarico. Questi ultimi si dirigono, con un paio di secche volute, verso il voluminoso marmittone che corre sotto il basamento per uscire, con un largo ugello, a fianco della copertura posteriore.
E sempre sotto il motore, osservando la moto dal lato destro e gettando lo sguardo sotto il puntale, come è possibile non notare l'originale ammortizzatore orizzontale "tirato" che lavora parallelo al terreno?
Con la complicità dei telaietto posteriore reggisella in lega leggera, che si distacca esteticamente dall'insieme e della esasperata "casualità" riscontrabile nella sistemazione di alcuni componenti (per esempio la batteria), negli assemblaggi e nelle finiture, rende la X1 più simile a una special che a una moto di serie.
Insomma, la super Buell è sincera come l'acqua e non nasconde nulla, neppure un piccolo vano portaoggetti; però la sella si solleva per mezzo di un tirante posto sotto il parafango posteriore, e offre ospitalità, se non altro, ai documenti.
In generale quindi la confezione, pur nettamente più curata rispetto a quanto abbiamo riscontrato sui precedenti modelli della Casa americana, non raggiunge la carezzevole perfezione delle cugine Harley, ma anzi appare volutamente dimessa per quanto riguarda alcuni dettagli, quasi a sottolineare il look da "garage bike" della X1.
All'effetto contribuiscono anche alcuni componenti, come il bel forcellone oppure il gigantesco monodisco anteriore, che completa degnamente l'insieme composto dalla forcella a steli rovesciati e dall'attillato parafango spalmato sul profilo della ruota. Al di là di ovvie considerazioni tecniche, l'avantreno guadagna molto in immagine montando l'impianto frenante (optional presente su uno degli esemplari che abbiamo avuto in prova), composto da due dischi di 320 mm Ø combinati a pinze a sei pistoncini.
Profilo anagrafico
COSTRUTTORE: Buell Motorcyles
IMPORTATORE: Numero Uno Sri, viale delle Industríe, 10/17, 20020 Arese (MI)
ASSISTENZA CLIENTI: tel. 02/93582000
MODELLO: Lightníng X11
GARANZIA: 12 mesi integrale, chilometraggio illimitato
TAGLIANDO: programmato ogni 4.000 km
GAMMA COLORI: Red Snap, Carbon Biack, Onyx Alloy, Reactor Yellow PREZZO: 23.000.000 lire (chiavi in mano)
ACCESSORI A RICHIESTA: cerchi speciali Buell PIM in alluminio 3,5"x17" anteriore e 5,50" x17" posteriore
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