Anteprima: Aprilia Tuono Fighter

Dopo la specialistica versione "R" in serie limitata, arriva sul mercato la nuova naked sportiva della Casa di Noale, destinata a spadroneggiare sulle strade dei passi di montagna ma anche a divertire in città e nella guida di tutti i giorni.

Ci sono moto che possono sostituire degnamente i mezzi manubri, garantendo lo stesso gusto di guida e le stesse prestazioni: una di queste è l'Aprilia Tuono, un ibrido a metà fra la sportiva e la naked costruito come le special tedesche degli anni '90, costruite "spogliando" una delle tante ipersportive di allora e dotandole di manubri alti da fuoristrada.

Voi avete conosciuto la versione "R", nera e cattiva come il diavolo.

Gran mezzo, e se non fosse per il costo un po' caruccio e il numero limitato di esemplari, chissà quanti ci farebbero un pensierino. Si sta comodi, è ottima anche in città e offre la garanzia di un mille carenato.

Alt un attimo: forse non sapete che fresco fresco è arrivato il modello base, più economico, l'anti Monster per eccellenza.

Il suo nome è Fighter, Tuono Fighter.

Le premesse sono davvero da sballo: manubrio alto e ciclistica sopraffina. Gli "erreessevuisti" lo sanno, perché la Tuono, della sportiva, ha proprio tutto. Tranne l'impostazione di guida, ovviamente: sei alto, comodo, secondo i canoni stradali. Fantastico.

La Tuono Fighter è davvero una gran moto, di quelle che creano nuove nicchie di mercato: difficile trovarle concorrenti fra le jap, belle e ben fatte ma spesso, quando si mettono alla "frusta", addio telaio. Restano Ducati e MV. La Monster è un progetto un po' vecchiotto, ed anche se continua ad essere alla moda ed offrire buone prestazioni il passare degli anni comincia a farsi sentire; l'unica a potersela giocare al pari dell'apriliona dal punto di vista tecnico è la Brutale, ma per ora rimane parcheggiata in cantiere.

Non che la Tuono sia senza peccati, per carità: la prima tiratina d'orecchio è per i grafici; un grigio troppo spento ed un rozzo azzeccato (soprattutto in contrasto con le componenti tecniche della ciclistica) ma con fregi dorati di gusto tipicamente teutonico; ci aspettavamo qualcosa di più aggressivo e vivace, al pari del suo carattere.

Lo styling però è azzeccato, come testimonia il successo conquistato dalla R, la moto da "mille dollari". Ovviamente niente carbonio per la Fighter, altrimenti andrebbe ben oltre gli 11.830 euro previsti per lei.

Le parti del suo corpo più "calde" sono davvero tante. A partire dai piccoli elementi, come i tappi in teflon, dal significato puramente racing: arricchiscono la sua immagine demoniaca ma sono utili nel contempo in caso di caduta.

Favoloso il manubrio color oro, a sezione variabile, e non sono da meno la piastra di sterzo e i risers (i supporti del manubrio), che sembrano pezzi unici fatti a mano. La Tuono Fighter potrebbe essere scambiata per una special artigianale, ma sappiamo che non è così: tutta la componentistica è dell'Aprilia RSV 1000.

Il cupolino è ritagliato dalla sportiva, ma oltre ad avere una linea piacevole è decisamente efficace dal punto di vista aerodinamico, togliendo parte del carico da spalle e casco quando si viaggia spediti; inoltre, essendo fissato al telaio e non alla testa della forcella, non induce pericolosi alleggerimenti dell'avantreno dovuti alla deportanza aerodinamica.

La strumentazione è un po' sovradimensionata, però hai la libidine di avere il cronometro a portata di mano. La coda è bella pulita, col sellino sdoppiato in pelle. La bellezza della Tuono Fighter sta però nella tecnica, qui finalmente offerta agli sguardi degli appassionati dalla mancanza della carenatura: un bel telaio a doppio trave in alluminio, lo stesso della RSV Mille, che sembra decisamente a suo agio anche con su montato il manubrio alto; lo stesso splendido forcellone, davvero appagante e professionale, che "lavora" un mono Boge, mentre all'avantreno la forcella rovesciata è marchiata Showa.

A proposito di ciclistica, c'è una novità per i freni. Sono stati assorbiti dall'Aprilia Falco, rigorosamente Brembo Serie Oro, a due pastiglie anziché quattro, per essere dolce e adeguata all'uso stradale.

Motore. Niente di nuovo, a parte i due cornetti di aspirazione, che sono un po' più corti per motivi estetici, e la nuova eprom che pulisce un po' il tiro ai regimi medio-bassi. Il V-twin è dotato di ben 126 cv. "Birra" ce n'è a volontà e per essere una nuda, tanto di cappello.

Avendo provato la R possiamo dirvi che questa Fighter è ancora meglio, perché è più malleabile. A partire dal set up, che assorbe con estrema progressione le gobbe dell'asfalto, senza per questo perdere precisione quando serve guidare di fino. E' spaventosa la velocità con cui guadagna la corda interna della curva e ciò ti consente di anticipare l'apertura del gas e di schizzare via prima.

In staccata sembra davvero imbattibile, con un sistema antisaltellamento particolarmente efficace che tiene la ruota posteriore incollata a terra, aiutando davvero tanto il lavoro dei freni.

Le gomme Dunlop D207 RR non sono un gran che, mostrano sempre un pochino di reattività nei cambi direzionali e dove l'asfalto non è perfettamente in piano. Vedremo poi coi Metzeler Sportec (sempre di primo equipaggiamento) se e quanto migliorerà.

Il bicilindrico ha la solita coppia ruvidina della RSV, ma quella "castagna" nella schiena che ti arriva alla soglia dei 6000 giri... beh, sarà da masochisti, ma secondo noi è bello da impazzire. Ti permette di mettere in piedi la Fighter in seconda di gas e se sei bravo anche in terza di frizione. Sono giochini che si imparano in fretta in sella all'apriliona; volete un consiglio? Lasciate perdere i mezzi manubri.

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