1500 Km con la Yamaha WR 250 F

In Prove moto

di Giorgio Papetti, 29 agosto 2005
1500 Km con la Yamaha WR 250 F


Un test approfondito dell’enduro racing di casa Yamaha in tutte le condizioni di utilizzo, dall’autostrada alla prova estrema in mulattiera.

Non capita spesso di poter provare a fondo un moto, specie quelle da Enduro che spesso ci vengono concesse solo per un breve test in pista. Grazie alla disponibilità di Yamaha Italia, che ci ha messo a disposizione per oltre un mese una WR 250 F modello 2005 (il 2006 non era ancora disponibile al momento della richiesta), siamo invece riusciti a fare una prova veramente completa.





Un test per molti versi estremo, in cui abbiamo messo sotto torchio la 4T di media cilindrata con cui Yamaha è riuscita a fare breccia nel cuore e nella testa di moltissimi induristi, professionisti e non, che in lei hanno trovato un mezzo affidabile, molto competitivo (a patto di lavorarci un po’ su) ed estremamente facile da usare.

Semplice e funzionale

La linea della WR 250 F è molto tradizionale e ricalca gli schemi classici per le moto da enduro. La bella mascherina portafaro anteriore è sufficientemente aggressiva e nella parte inferiore ospita il bloccasterzo meccanico, utile se si deve lasciare incustodita la moto per qualche minuto. Il parafango è un po’ datato ma funzionale; poco male visto che sulla versione 2006 è stato sostituito con uno più aggressivo.

Belli invece i convogliatori, perfettamente raccordati sia con il serbatoio, realizzato in materiale plastico del medesimo colore, sia con le fiancatine. Queste ultime sono bicolore e quella di sinistra prevede gli sganci rapidi per semplificare le operazioni di pulizia e manutenzione del filtro dell’aria. Più complessa invece la rimozione della sella, che richiede necessariamente l’utilizzo di una chiave a tubo dato che i bulloni sono molto incassati. In compenso è realizzata con cura, anche se è veramente troppo rigida (ma sul modello 2006 ci sarà una sella più imbottita nella zona di seduta).

Sotto il profilo estetico la parte che convince meno è la coda, resa obsoleta dal grande faro che sporge nella parte posteriore. Purtroppo anche per il 2006 viene mantenuto questo particolare, che però può facilmente essere sostituito con un codino molto più filante attingendo al mercato degli innumerevoli accessori prodotti da terze parti. Piacevole invece il supporto targa e anche gli indicatori di direzione montati su resistenti supporti elastici. Questi vengono forniti di serie, al pari dello specchietto ripiegabile e della protezione per il traversino del manubrio.



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