Prova Aprilia Tuono: Arma Letale 5

Una coreografica targhetta con inciso il numero "005", un manubrione alto e largo, una RSV Mille R "spogliata" della carenatura ma rivestita poi con tanto carbonio, ergal e kevlar: questi gli ingredienti per l'ultimo incredibile piatto della cucina di Noale.

Molti anni fa, chi si fosse avventurato nei paesi del nord Europa oppure in Francia, avrebbe senz'altro notato circolare delle moto dalla fisionomia decisamente particolare: grosse maxi sportive (solitamente Yamaha FZR 1000) private della carenatura, magari in seguito ad un incidente o ad una caduta, e dotate di ampi manubri da fuoristrada e magari di svelti cupolini, giusto per togliere un po' d'aria dal casco e dalle spalle.

A primavera, quando alcuni di questi esemplari valcavano il Brennero in direzione del Lago di Garda, molti motociclisti nostrani, esperti conoscitori dei passi dolomitici e delle stradine di montagna, sorridevano divertiti davanti a quella che ritenevano un'ennesima dimostrazione del cattivo gusto teutonico, insieme ai coprisedili a pelo lungo montati sulle Porsche...

Bastavano però pochi chilometri percorsi dietro a queste strane moto per rendersi conto dell'efficacia dell'impostazione di guida, che permetteva - grazie alla posizione di guida più rilassata ed al favorevole braccio di leva offerto dal manubrione - una guida sportiva e disinvolta anche con passeggero a bordo e pieno carico.

Anno duemiladue, passo del Muraglione.

La bruma della notte si sta rapidamente asciugando, grazie ad un sole decisamente estivo. Asfalto buono (ma con le solite buche e sconnessioni tipiche delle strade di montagna) e poco traffico. E quattro Aprilia Tuono a disposizione, per una rapida sgroppata da Vicchio lungo la statale 67 con la moto che tanto clamore ha suscitato alla presentazione lo scorso inverno, al Motor Show di Bologna.

Com'è fatta

Sono bastati pochi tocchi per trasformare completamente la RSV Mille R, base di partenza di questa special. Tolta la carena, i fianchi del motore e del telaio sono stati impreziositi da tutta una serie di coperchietti e carterini in carbonio e kevlar, che purtroppo nascondono alla vista quasi completamente il potente bicilindrico a V di 60°. Uno svelto puntale "chiude" la zona del radiatore, mentre davanti alla forcella è stato montato un cattivissimo e snello cupolino, che pur richiamando moltissimo le generose forme della carena della "sorellona" RSV Mille R, se ne discosta per semplicità e grinta.

Al centro dell'attenzione si pone subito il robusto telaio monotrave, completato dal bellissimo forcellone: entrambi vantano una colorazione dorata che - pur appariscente - non stona affatto con il nero opaco delle sovrastrutture ed il nero/oro degli accessori in kevlar.

Ancora carbonio a vista per il codone, dove i progettisti Aprilia si sono sbizzarriti alla ricerca di materiali inediti: il rivestimento della sella di pilota e passeggero è infatti un tessuto di kevlar, tanto tecnico ed appagante alla vista ed al tatto quanto efficace nel garantire la tenuta di una delle componenti del nostro corpo più importanti nell'intefaccia uomo/macchina.

Portatarga e frecce lasciano poco spazio ai produttori di accessori, visto che il primo è particolarmente essenziale ed intonato all'indole sportiva della Tuono, e le seconde rappresentano il giusto mezzo fra funzionalitù ed estetica. Un plauso dunque ai designer, perchè spesso sono proprio questi particolari a rovinare la linea di molte moto: chi non ha in mente qualche orrendo tavolaccio di plastica nera attaccato sotto al codone di una ipersportiva alzi la mano...

Il grosso silenziatore laterale non è certo la parte più riuscita della moto, ma le sue forme sono dettate dal rispetto delle norme antirumore ed antiinquinamento. Non vi preoccupate però: compreso nel prezzo Aprilia vi fornisce anche un bellissimo silenziatore completamente in titanio, da sfoggiare nelle puntatine in pista che la Tuono non disprezzerà senz'altro.

La componentistica

La Tuono deriva direttamente dalla RSV Mille R, dalla quale eredita anche le componenti tecniche più prelibate, a partire dai leggerissimi cerchi in alluminio stampato, un procedimento messo a punto dalla OZ appositamente per la casa di Noale e che consente di ottenere risultati paragonabili all'uso del magnesio. Il posteriore ha un canale da 6", in grado di ospitare anche pneumatici da 190/50, ma risulta senz'altro preferibile montare dei 180/55.

Le sospensioni sono quanto di meglio offra il mercato: Ohlins sia per la forcella upside-down ultraregolabile (con steli da 43 mm di diametro ed il coreografico trattamento TIN al nitruro di titanio, che si abbina perfettamente al colore di telaio e forcellone) che per l'ammortizzatore posteriore di tipo racing. Per l'uso stradale in realtà non si sente l'esigenza di andare a stuzzicare le regolazioni previste dalla casa, ma fa tanto "racing" sapere che ci sono... L'escursione ruota è di 120 mm per l'anteriore e 135 mm per il posteriore.

Nessuna sorpresa dall'impianto frenante, che oramai rappresenta una costante nelle ipersportive di casa nostra (e di molte moto da corsa di tutte le nazionalità...): tutto made in Brembo, con un doppio disco flottante da 320 mm di diametro lavorato da pinze a quattro pistoncini da 34 mm e quattro pastiglie all'anteriore, mentre al posteriore c'è il solito disco da 220 mm di diametro con una pinza a due pistoncini. Per migliorare la rapidità di risposta e la resistenza alle sollecitazioni prolungate, le tubazioni - sia all'anteriore che al posteriore - sono di tipo aeronautico in treccia metallica.

Il ponte di comando - di tipo decisamente inusuale su una sportiva viste le dimensioni dell'inedito manubrio - è assolutamente gratificante all'occhio, con i supporti del manubrio in ergal ricavati dal pieno ed una versione compatta del cruscotto utilizzato dalla RSV Mille, meno ingombrante e incastonato nel cupolino.

Il motore

Nessuna sorpresa sotto il serbatoio, visto che l'unità adottata dalla Tuono è lo stesso affidabilissimo bicilindrico a V di 60 gradi utilizzato dalla RSM Mille R, dotato di un sistema brevettato dall'Aprilia (e denominato AVDC) che - attraverso un doppio contralbero - smorza efficacemente le vibrazioni del motore.

Fortemente superquadro (l'alesaggio è di 97 mm per 67,5 mm di corsa, cilindrata totale di 997,62 cc) ha la distribuzione controllata da un sistema misto ingranaggi/catena e quattro valvole per cilindro; la potenza massima dichiarata è di 130 CV all'albero a 9500 giri/min. con una coppia massima di 10,3 kgm a 7250 giri/minuto. Per risultare più sfruttabile su una supernaked come la Tuono, è stata variata la mappatura della centralina che governa l'impianto di iniezione elettronica, così da ottenere un'erogazione più lineare. Per migliorare l'accensione della miscela gassosa, sempre difficoltosa in caso di alesaggi così rilevanti, gli ingegneri di Noale hanno dotato ogni testata di due candele.

Al cambio a sei rapporti si associa una frizione a dischi multipli in bagno d'olio dotata di comando idraulico, ed anche in questo caso la tubazione è costituita da una treccia metallica di tipo aeronautico.

La strada

Il Passo del Muraglione è un luogo di ritrovo abituale per moltissimi motociclisti toscani e romagnoli, e si snoda fra tornanti strettissimi con un fondo mai troppo regolare, per via delle gelate invernali che spaccano l'asfalto. Scendendo sul lato romagnolo però il raggio delle curve si allarga, e le velocità aumentano: si riescono quindi a trovare un po' tutte le condizioni tipiche della guida sportiva su strada, che permettono di provare a fondo le caratteristiche di una moto pur rispettando i limiti del buon senso.

Il fine settimana però la strada va affrontata con un po' di cautela in più, per evitare di imbattersi in motociclisti (ma anche automobilisti) che di buon senso invece sembrano non essere troppo dotati... occhio dunque, perchè la sicurezza in moto dipende anche dal prevenire gli errori degli altri.

Come va

La prova di questa moto inizia la mattina presto, al tavolo della colazione insieme a Klaus, il capo progetto che ne ha seguito lo sviluppo. E' giovane, molto giovane, e - ovviamente, direte voi - appassionato, tanto da infilarsi una tuta di pelle e sciropparsi tutto il percorso insieme a noi. Tutto scontato? Niente affatto, per molti la moto è un lavoro come un altro...

Fuori le quattro Tuono ci attendono allineate nell'aria frizzante della mattina, e subito ci rendiamo conto che le piccolissime - quasi impercettibili - modifiche apportate rispetto al prototipo esposto al Motor Show ne hanno raffinato l'aspetto: la Tuono non ha l'aria improvvisata di una sportiva spogliata della carenatura, ma appare come un progetto compiuto, grazie anche alle bellissime forme del telaio ed al cattivissimo cupolino.

In sella ci si ritrova incastonati fra la sella ed le svasature del serbatoio, ed anche se l'altezza da terra non è delle più basse la snellezza del telaio e dei fianchetti permette anche ai meno alti di poggiare agevolmente entrambi i piedi a terra.

Il grosso bicilindrico entra in moto con una leggerissima pressione sul pulsante di avviamento, con l'intervento dello starter automatico che rende la manovra sempre facile sia a caldo che a freddo, e quasi ci si stupisce della regolarità del minimo a cui subito si stabilizza: ma siamo sicuri che i centotrentacavalli ci siano tutti? La frizione è morbidissima (e non accenna a trascinare minimamente a freddo) e l'innesto della prima non è accompagnato da fragorosi "clack".

Ci avviamo quindi verso la statale, seguendo curve e tornanti oramai familiari dopo anni di "frequentazione". La posizione di guida incuriosisce un po', ed appena la strada inizia a farsi libera ed il ritmo ad aumentare stentiamo a trovare il giusto affiatamento. I piedi infatti sono appoggiati sulle pedane nella solita posizione che siamo soliti trovare nelle sportive carenate, ma il busto - pur ben caricato in avanti - rimane rialzato per via del largo manubrione. Occorre riprogrammarsi, ma l'operazione è tutt'altro che difficile: bastano pochi chilometri per capire che la sensibilità assicurata dal manubrio, unita al controllo millimetrico dell'avantreno e - ovviamente - alla ciclistica senza compromessi, permette di recuperare situazioni che con due mezzi manubri si rivelerebbero imbarazzanti.

Una volta presa confidenza con l'impostazione di guida, si inizia a sfruttare l'estrema reattività dell'avantreno, che permette ingressi in curva fulminei e - soprattutto - cambi di traiettoria velocissimi, eseguiti con lìaiuto di una lieve pressione controsterzante sul manubrio. Il vantaggio ulteriore è un minore affaticamento anche dopo svariati chilometri, a tutto vantaggio del divertimento e del piacere di guida.

Avantreno reattivo però non vuol dire impreciso, e quando l'asfalto si fa sconnesso si fa presto a capirlo: questa Aprilia gradisce - e parecchio! - la guida di corpo, e non si lascia impressionare neppure da una condotta particolarmente brusca, rispondendo sempre con reazioni sincere e prevedibili nonostante le sollecitazioni "anomale". Un tester tedesco, durante una sessione fotografica su un tornante particolarmente stretto, per fare inversione di marcia pestava semplicemente sul feno posteriore esibendosi in un perfetto semicerchio in derapata... roba da supermotard!

Certo che, anche a livello psicologico, sapere di avere sotto al sedere la ciclistica della RVM Mille aiuta parecchio, e nei tornanti le pieghe sembrano infinite; la luce a terra è comunque elevatissima e in tutti i chilometri percorsi il giorno della prova non siamo riusciti a toccare l'asfalto con le pedane nonostante la Tuono fosse interfacciata all'asfalto dalle incredibili Pirelli Supercorsa.

E quando la velocità aumenta? Beh, il piccolo cupolino si rivela decisamente ben studiato, e non solo dal punto di vista dello styling: anche oltre i 200 km/h indicati la protezione è discreta, e non si ha quella sgradevole sensazione di essere "aggrappati" alla moto come in altre naked; la posizione di guida ben caricata in avanti e la discreta protezione aerodinamica mantengono l'avantreno preciso e direzionale, e le sospensioni non si lasciano certo impressionare da qualche curvone più veloce...

Dei freni non vogliamo più neppure parlare, visto che l'impianto Brembo con pinze a quattro pastiglie è addirittura esagerato per una moto concepita per la strada e non per la pista (anche se ci piacerebbe tanto portarla su un tracciato lento come Adria o Magione!), rimarchiamo solo il fatto che il lavoro delle sospensioni è ineccepibile anche durante le staccate più decise e su fondo sconnesso, anche se la prontezza di risposta tipica di questo impianto e delle tubazioni in treccia richiede una certa cautela da parte dei meno esperti.


C'è poco da fare, al nostro tester i "numeri" non riescono proprio: per quelli però basta rivolgersi ai ragazzi di SBK Italia!
Prestazioni

Godimento infinito. Il grosso bicilindrico sul passo del Muraglione offre la possibilità di essere utilizzato in due modalità, esattamente come avviene su certe grosse auto sportive dotate di cambio sequenziale: potete mantenere ingranata la terza marcia, e percorrere tutto il passo trottando rilassati ma pronti a scatenare al cavalleria per effettuare un sorpasso, godendo della notevole elasticità del propulsore abbinata alla quasi totale assenza delle vibrazioni (almeno di quelle più fastidiose), oppure potete decidere di titillare le vostre più recondite voglie, utilizzando appieno il cambio per far frullare il motore a regimi più appaganti.

In questo caso preparatevi ad un'esplosione di sensazioni forti, e soprattutto accendete bene il cervello, visto che i ritmi che la Tuono vi consentirebbe di tenere sono mal conciliabili con le strade aperte al traffico. Il motore in uscita di curva spinge forte, anzi fortissimo, ma l'erogazione non è mai troppo brusca, così che anche all'uscita dei tornanti più stretti percorsi in seconda la moto non fa altro che alzare progressivamente la ruota anteriore.

Certo, se si decide di sfruttare tutto l'arco di erogazione del motore la musica cambia ancora, ma a questo punto diventa indispensabile trasferirsi in un circuito chiuso, perchè il potenziale velocistico della Tuono è davvero notevole; non è così però che ci si gode una moto come questa, ma pennellando curve e controcurve con invidiabile leggerezza, e - perchè no? - fermandosi in cima al passo a bere un caffè ammirando la propria moto ferma sul cavalletto...

L'altra opinione

Mi domando se tra i difetti della Tuono non si poteva indicare uno scarso impegno dell'Aprilia nel cercare di spostare i vasi di espansione del radiatore e il serbatoio dell'olio in posizioni meno infelici; così come sono piazzati adesso, praticamente fanno da carenatura al motore, che a parer mio meritava di essere visto.

Non c'era proprio verso inglobare il serbatoio dell'olio nel puntale e mettere il vaso d'espansione sotto la sella (tanto chi se ne frega dello spazio per i documenti)?
Secondo me la linea ne avrebbe beneficiato di certo, e una moto da 18k euro ESIGEVA questo sforzo.

Dr. Ergal
Il costo

Costo e valore sono due concetti diversi: il valore è attribuito soggettivamente ad un servizio o ad un oggetto, mentre il costo è oggettivo. In base a questa definizione, i 18.000 € necessari per portarsi a casa la Tuono sono troppi se pensiamo al costo, corretti se pensiamo al valore.

Intendiamoci, le operazioni di puro marketing fatte solo per motivi di cassa e di immagine non ci sono mai piaciute, ma in questo caso bisogna considerare che la Tuono è in pratica una RSV Mille R con un po' di plastica in meno (la carenatura) e molto carbonio, kevlar ed ergal in più, oltre ad un fascino da cafè racer (più che da naked) reso ancora più esclusivo dalla tiratura limitata.

E non è detto che - finita questa prima infornata - non ne venga proposta un'altra con un po' di accessori pregiati in meno ma con un prezzo un po' più abbordabile...

Difetti

Evvabbè, sforzandosi qualche difetto si riesce a trovare: a parte il prezzo, di cui abbiamo parlato sopra, proprio non abbiamo digerito il blocchetto elettrico di sinistra, con frecce e clacson praticamente impossibili da trovare senza distogliere lo sguardo dalla strada.

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