Bmw K 1200 R: nuda e cattiva

di Giorgio Papetti

Bmw K 1200 R: nuda e cattiva


Una naked potentissima e particolare pensata per motociclisti esigenti attratti dalle prestazioni e dalla tecnologia.

Sebbene per moltissimi motociclisti Bmw significhi bicilindrico, personalmente ho sempre apprezzato i modelli della serie K in virtù del loro motore più potente e fluido, che si abbina splendidamente sia ai modelli da turismo sia a quelli più votati a una guida sportiveggiante.

Malgrado i 130 Cv lo storico 4 cilindri che da sempre equipaggia questi modelli non sembrava però sufficiente per attrarre le attenzioni dei motociclisti amanti delle sensazioni forti.

Ecco allora la presentazione del nuovo 4 cilindri in linea da oltre 160 Cv., che ha fatto il suo debutto prima sulla K 1200 S e ora sulla K 1200 R. La naked più potente al mondo, che per la casa bavarese rappresenta anche un esempio tangibile della tecnologia raggiunta non solo in campo motoristico ma anche a livello ciclistico. E già, perché assieme al motore Bmw ha fatto debuttare un nuovo telaio, uno schema di sospensioni inedito e tanta tecnologia.


Il risultato è una bomba da 163 cavalli che sfiora i 270 Km orari e accelera da 0 a 100 in appena 2,9 secondi. Un missile, soprattutto se si considera che è pur sempre una moto con il manubrio largo e alto che si pone in diretta concorrenza con le nude più aggressive e strizza l'occhio ha chi sta pensando a una ipersport, ma è tentato dal confort e dalla maggiore versatilità di un mezzo come la Bmw K 1200 R.

Lunga e distesa

Con le ultime creazioni Bmw ci ha abituato a scelte estetiche azzardate e anche in questo caso siamo di fronte a qualcosa di assolutamente diverso e originale. Malgrado il progetto sia nato pensando in primis a una moto carenata, l'insieme ci pare riuscito e la linea è un giusto mix tra aggressività ed eleganza. Il frontale è caratterizzato dal doppio faro anteriore con due elementi di diversa grandezza affiancati, che assieme al radiatore dell'olio, alla presa d'aria e al piccolo cupolino che copre la strumentazione donano una bella grinta. Chi desidera una maggiore protezione, specie oltre i 130 Km orari, potrà montare il cupolino più ampio disponibile come optional e presente sul modello in prova. Belli anche gli specchietti ovali, piccoli ma in grado di fornire un'ottima visuale essendo montati direttamente sull'ampio manubrio.

Scendendo con lo sguardo verso il pneumatico anteriore si può notare la presenza del sistema Duolever, mascherato da due coperture laterali in materiale sintetico che imitano i foderi della forcella e contribuiscono a convogliare l'aria sull'enorme radiatore semicarenato. Lateralmente la moto sembra lunghissima, una sensazione accentuata dalle travi superiori del telaio e dalla forte inclinazione dei cilindri. Come su tutte le naked il motore svolge una forte funzione estetica, anche se in questo caso la parte superiore è ricoperta dai doppi fianchetti che si raccordano con il serbatoio. Quest'ultimo è stretto e molto sviluppato in verticale, caratteristica che unita alla sella molto bassa permette un perfetto inserimento del pilota e un buon controllo del mezzo con le ginocchia. Peccato solo che il carter destro interferisca un po' quando si deve appoggiare la gamba a terra.

In compenso è provvisto di una protezione anticalore, non bellissima a vedersi ma molto efficace. Orrenda invece la protezione posta sui collettori. Poteva al limite andare bene sulla versione carenata, dove rimaneva nascosta, ma su questo modello è veramente inguardabile. Per fortuna è solo nella parte inferiore e salendo è rimpiazzata da una più elegante copertura in alluminio. Il terminale di scarico è molto tradizionale,  ma sul lato destro lo sguardo tende a soffermarsi sullo splendido cerchio lasciato in evidenza dal forcellone monobraccio, che integra la trasmissione cardanica e svolge esso stesso un funzione estetica. 

Lateralmente si apprezza anche la conformazione della sella, le belle pedane per il passeggero, lo sviluppo dei fianchetti e le pratiche maniglie che arrivano fino al faro, che di fatto caratterizza la coda della moto. A parte alcune cadute di stile, come la già citata protezione anticalore, la forma un po' grossolana  delle staffe per le pedane del pilota e poco altro, la moto è molto ben realizzata e vanta anche tanti particolari degni di nota, come le leve regolabili mediante piccole rotelline interne, le plastiche di ottima qualità, i tamponi paratelaio e le tubature in treccia.  È anche una moto molto ben assemblata, come dimostra un'attenta analisi anche nei punti più nascosti e l'assenza di fastidiosi scricchiolii.

Il motore

La K 1200 R adotta il nuovo 4 cilindri in linea inclinato in avanti di 55° di 1.157 cc., che essendo appeso al telaio svolge anche funzione portante. Si tratta di un'unità a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, con lubrificazione a carter secco con pompa trocoidale, iniezione elettronica e raffreddamento a liquido. Il blocco cilindri è integrato col carter per conferire maggiore rigidità alla struttura, mentre per ridurre gli ingombri laterali la catena di distribuzione agisce solo sull'albero a camme di scarico, che a sua volta agisce su quello di aspirazione. 

Questo propulsore vanta ben 163 cavalli a 10. 250 giri e una coppia di 127 Nm a 8.250 giri. Tra i 3.000 e i 10.000 giri il tiro è poderoso, ma anche sotto la spinta è notevole. L'enorme quantità di coppia consente poi di ridurre enormemente l'uso del cambio, tanto che si può tranquillamente partire in terza al semaforo contando comunque su un'ottima ripresa. La vera goduria si ha però innestando la prima e dando gas, in questo caso la K 1200 R schizza via con le braccia che faticano a stringere il manubrio e la ruota anteriore che malgrado il peso e l'assetto della moto fatica a tenere il contatto con l'asfalto.

In pochi istanti si arriva a velocità impensabili e in città occorre stare molto attenti a dosare la potenza, specie sulle strisce pedonali o sul viscido. Per fortuna si può anche guidare con un filo di gas e scendere in sesta a 1.500 giri senza che il motore ne risenta. Peccato solo per qualche incertezza nell'apri chiudi e per un'eccessiva rumorosità in fase di rilascio quando il motore scende improvvisamente sotto i 2.000 giri. Per il resto c'è solo divertimento e qualche vibrazione superati i 6.500 giri. Considerando però che a 130 Km orari si è abbondantemente sotto questo regime non danno affatto fastidio, anche perché quando si tira il sound del motore, già coinvolgente ai bassi, si trasforma in un vero e proprio urlo che sovrasta ogni cosa. 

Oltre a uno straordinario motore la K 1200 R vanta anche un cambio a 6 marce estraibile, molto preciso e rapido negli innesti anche se un po' rumoroso. Da lode la frizione idraulica, sempre precisa e facile da azionare anche con un due sole dita.

Telaio e ciclistica

Il telaio è il medesimo della K 1200 S, ovvero un doppio trave in pressofusione d'alluminio che sfrutta il motore come elemento portante. Al telaio è collegato il telaietto posteriore, sempre in alluminio a sezione rettangolare, e il forcellone monobraccio. A livello ciclistico troviamo all'anteriore il Duolever, con sistema ammortizzante idraulico centrale e leveraggi che consentono un maggiore affondamento in frenata rispetto al Telelever, e al posteriore il classico Paralever con monoammortizzatore idraulico regolabile montato su leveraggi progressivi.

Come optional a 700 Euro si possono richiedere le sospensioni a regolazione elettronica ESA. La regolazione varia l’estensione sulla ruota anteriore e l’estensione e la compressione sul quella posteriore. A veicolo fermo è anche possibile adattare elettroidraulicamente la precarica di molleggio. Praticamente si hanno tre settaggi di base (Confort, Normal e Sport) e tre varianti (solo pilota; pilota + bagagli; pilota + passeggero) che si possono richiamare agendo su un pulsante situato sul blocchetto sinistro. Impostando la taratura "Comfort" la moto assorbe meglio le asperità; “Normal” è un compromesso adatto ai percorsi extraurbani mentre “Sport” frena maggiormente l'idraulica rendendo la moto più precisa e reattiva.

La frenata si avvale dell'impianto Evo con doppio disco da 320 mm anteriore e singolo disco da 265 mm posteriore. A richiesta è disponibile il sistema Abs nella versione sportiva semi-integrale (la leva anteriore attiva il freno della ruota anteriore e posteriore, mentre il pedale agisce solo sul freno della ruota posteriore). Per quanto concerne pneumatici e cerchi, la dotazione standard prevede cerchi in lega leggera da 3,50x17” e 5,50x17”, con pneumatici 120/70 e 180/55. In opzione si può però richiedere il cerchio posteriore con canale da 6" e pneumatico da 190/50.

In sella

Sulla K 1200 R ci si sta proprio bene; il serbatoio da 19 litri molto stretto, l'ampio manubrio e il corretto posizionamento delle pedane assicurano una buona posizione di guida. Malgrado non sia una sportiva pura ci si sente ben inseriti e si riesce a controllare efficacemente la moto sia nella guida impegnata sia nell'utilizzo più turistico. Solo le braccia risultano un po' troppo distese, in compenso il busto non risulta troppo piegato in avanti con evidenti vantaggi a livello di confort.

I comandi sono i classici Bmw e la strumentazione è ripresa da quella della GS, con i due quadranti analogici per tachimetro e contagiri, le spie di servizio (Abs, luci, indicatori di direzione e diagnostica/antifurto) e il display LCD che informa sulla temperatura del liquido di raffreddamento, il livello del carburante, il chilometraggio totale e parziale, l'autonomia residua, l’ora e la marcia inserita. Quando viene ordinato l’optional delle sospensioni elettroniche viene inoltre visualizzata la taratura della ciclistica.

A dispetto del peso ragguardevole (237 kg. a secco) l'agilità è sorprendete e anche le manovre da fermo, complice la sella bassa, si effettuano con facilità. Anche nel traffico la moto risulta molto agile e una volta prese le misure con manubrio e specchietti si riesce a  passare tra le macchine meglio che con un maxiscooter. Vista la cavalleria disponibile e l'impostazione non esasperata della ciclistica, la K 1200 R da ovviamente il meglio di sé nel misto veloce, dove risulta sorprendentemente facile da condurre anche alle alte velocità. Non si avvertono mai reazioni improvvise e solo nelle pieghe più accentuate si rimpiange il feeling di una forcella tradizionale. Nello stretto la K 1200 R è ovviamente svantaggiata da pesi e dimensioni, ma resta comunque una gran bella moto da guidare.

L'unico neo, in un quadro di insieme più che positivo, è la risposta delle sospensioni in presenza di asperità della strada. Anche con il controllo elettronico e la taratura impostata su Confort, in città e sulle strade dissestate la risposta è decisamente troppo secca, con l'anteriore che sbatte sulle braccia e il posteriore che ritorna troppo bruscamente. In compenso il Duolever offre un minimo di feeling in più rispetto al Telelever quando si guida decisi.

La frenata è molto potente e occorre solo fare l'abitudine alla particolare risposta dell'impianto. Nella prima parte della corsa sembra infatti non accada nulla, poi la forza frenante arriva di colpo e le prime volte si resta sorpresi. Avremmo anche preferito maggiore mordente al posteriore, visto che quando viene usato da solo fatica parecchio a far rallentare la moto anche a bassissima velocità.

Potente, veloce, brutale quando si spalanca il gas con decisione, la K 1200 R sa anche essere molto assetata se non la si usa con un minimo di parsimonia. Sui percorsi extraurbani si rimane facilmente tra i 10 e i 15 Km litro, mentre in città se ci si fa prendere la mano si arriva anche a 7/8 Km con un litro.

Conclusioni

La K 1200 R è una naked di grande fascino e sostanza. La linea può piacere oppure no, ma è innegabile che sia immediatamente riconoscibile. Chi desidera una moto potentissima ma anche abitabile e confortevole troverà sicuramente quello che cerca. Gli amanti delle personalizzazioni potranno poi aggiungere una miriade di accessori, tra cui borse, bauletti, cupolino maggiorato, manopole riscaldabili, antifurto, navigatore satellitare, portapacchi, cavalletto centrale e sella ribassata (780 mm), oltre alle già citate sospensioni a controllo elettronico e all'Abs. La Bmw K 1200 R è disponibile in Dark grafite, alluminio metallizzato e giallo a 13.942 Euro, compreso il primo tagliando. 

Scheda tecnica 

Motore

 

Cilindrata

1.157 cm3, 4 cilindri in linea, 4 valvole DOHC

Alesaggio/corsa

79/59 mm

Potenza

120/163 kW/CV

a

10.250 giri/min

Coppia

127 Nm

a

8.250 giri/min

Alimentazione

Elettronica digitale motore con antibattito integrato BMS-K

Trasmissione /cambio

 

Frizione

Frizione a dischi multipli bagnati con olio Ø 151 mm              

Cambio

Meccanico a 6 marce

Trasmissione posteriore

Albero cardanico

Ciclistica

 

Telaio

In alluminio con profilati estrusi ad alta pressione interna e componenti in getto a conchiglia

Guida ruota anteriore

BMW Duolever

Guida ruota posteriore

BMW Paralever

Escursione anteriore/posteriore

115/135 mm

Avancorsa

101 mm

Passo

1.571 mm

Angolo della testa del manubrio

61

Freni

Anteriore doppio disco Ø 320 mm

 

Posteriore monodisco Ø 265 mm

 

A richiesta BMW Motorrad Integral ABS (semi-integrale)

Cerchi

Cerchi in lega fucinati 3,50 x 17 Ant., 5,50 x 17 post.

Pneumatici

Ant. 120/70-ZR17, post. 180/55

Dimensioni e masse

 

Lunghezza totale

2.228 mm

Larghezza totale con retrovisori

856 mm

Larghezza manubrio senza retrovisori

785 mm

Altezza sella

820 (790) mm

Peso a vuoto in ordine di marcia

237 Kg

Volume serbatoio

19 Litri

 

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