Nuova Honda DN-01: un rivoluzionario concetto di moto a (quasi) 360°

di Omar Fumagalli

Nuova Honda DN-01: un rivoluzionario concetto di moto a (quasi) 360°


Analisi e test prova di un veicolo tra i più attesi e carichi di contenuti



Quello che abbiamo potuto analizzare in anteprima il 17 aprile 2008 è qualcosa di più di un nuovo prodotto, di una nuova moto.

Già, chi ha avuto modo di seguire le varie comparse dei prototipi portati da Honda ai saloni internazionali, sin dalle anticipazioni di fine 2005, sa che la DN-01 non è una moto convenzionale, si tratta di un concentrato di idee e concetti motociclistici diversi che, combinandosi con la migliore innovazione tecnologica disponibile, propone oggi un nuovo mezzo a due ruote: difficilmente la potrete catalogare nel modo corretto al primo impatto.

Trattandosi di un mezzo non convenzionale, anche l’approccio nei suoi confronti risulta difficile ed è per questo che non dovrebbero esser fatti troppi paragoni con quanto avete visto sinora (almeno fino a quando non l’avrete provata) ed è sempre per questo che cerchiamo di non dare un riscontro di test convenzionale, con valutazioni riferite a degli standard già esistenti.

Ma veniamo subito al sodo, visto che molti attendevano di conoscere questo modello: l’anteprima internazionale è avvenuta la scorsa settimana e noi, il giovedì antecedente il week-end che ha visto Honda far tappa in autodromo a Monza (per un Honda Festival, di cui leggerete a parte), ne prendiamo finalmente visione per la prova pratica, parzialmente influenzata dalla pioggia incombente.

I contenuti del progetto 

DN-01 sta a significare Dream New - concept 01, ovvero la prima di una nuova serie di moto basate su concetti di immagine ed utilizzo differenti dagli attuali standard che definiscono un motociclo stradale (scooter, turistica, sportiva, eccetera).

L’importanza che la casa dà a questo mezzo è volutamente sottolineata dal termine Dream (sogno), lo stesso che il fondatore Honda usava per connotare certi modelli nel passato, come è stato fatto per la primissima moto Honda mai costruita o per le gloriose prime 125 da corsa, piuttosto che con la prima CB: ecco, la prima “dream” del XXI secolo è la DN-01.

L’evoluzione di questo concept di prodotto da parte di Honda ha visto la partecipazione in team congiunto, sia dell' "anima" giapponese sia di quella europea della casa dall’ala dorata e, dagli sforzi comuni, è nato questo concentrato di stile più tecnologia, coniugato per dare un prodotto assolutamente innovativo, con una qualità definita dalla stessa casa “premium”.

Sull’aspetto qualità, nonostante DN-01 vi colpirà innanzi tutto per le sue forme ed i suoi contenuti tecnici (e successivamente per il comfort di guida), Honda ha voluto esagerare.

In questo modello, il valore più altamente considerato durante lo sviluppo di prodotto è stato proprio quello della qualità, non solo percepita al momento quindi, ma mantenuta negli anni, con il parametro dell’affidabilità, che nelle intenzioni contribuirà a valorizzare il prodotto nella sua efficienza duratura.

Le moto di oggi, che Honda stessa ha proposto sinora nella propria gamma, esprimono principalmente i tre valori di potenza, tecnologia e piacere di guida, messi insieme in vario modo, a seconda dei modelli. Quello che con DN-01 si è cercato di proporre è invece orientato al domani, verso un target di utenza evoluto, che voglia anche sempre maggiori confort e facilità di utilizzo.

La Tecnica

Sotto al particolare profilo esteriore, si cela la tecnica d'insieme della DN-01, che è davvero sorprendente (se solo si pensa alle moto di qualche anno addietro sembrano passati decenni), ma i punti caratteristici base possiamo riassumerli nel cambio H.F.T. (Human-Friendly Transmission) e nel motore, il bicilindrico Honda derivato da quello della Transalp (con però un paio di CV in più).

Realizzata negli stabilimenti del Giappone, monta quindi un motore da 680cc. a 2 cilindri di 52° con 4 valvole raffreddato a liquido. Ovviamente l'alimentazione è ad iniezione elettronica (PGM-FI), catalizzata (HECS3) e rispettante normative teoricamente anche più rigide della attuale euro3. Troviamo di serie anche la funzione di antiavviamento (immobilizer HISS, con chiavi codificate).

La dimensioni in lunghezza, enfatizzate della linea estetica allungata, sembrano all’apparenza “importanti” (ed in effetti lo sono, visto l'interasse di 1.605mm) ma in sostanza ci ritroviamo 10cm in più rispetto ad una Fireblade e comunque meno di una Custom pura, in realtà la cosiddetta quota della DN-01 può risultare “quasi” normale rispetto ad un’altra moto.

La frenata è la ormai celebre CBS di Honda, in questo caso ancor più evoluta e combinata all’ABS.

L'azionamento del freno posteriore avviene tramite il pedalone sul lato destro (a ricordare il passato con il CN250). L’ulteriore evoluzione del sistema CBS fa sì che, sulla DN-01, quando si agisce leggermente sul pedale avviene la semplice frenata posteriore, ma in caso di pressione forte abbiamo l’azione combinata di entrambi i dischi, anche sull’anteriore.

Quello che ne risulta è non solo la possibilità di più brevi arresti della moto ma, soprattutto, più confort e maggior sicurezza nella guida: come sappiamo può spesso capitare di arrivare un po’ “lunghi” o con i freni “tirati”, la nuova evoluta gestione della frenata presente sulla DN-01 ci permette di migliorare molto la manovrabilità del mezzo, riducendo i rischi in queste circostanze.

L’ABS è di ultimissima generazione e per definirlo al meglio potremmo semplicemente dire che è… “non invasivo”, definizione che indica come in sostanza ci sia ma alla guida non si noti. Honda ha seguito la tendenza attuale (e davvero molto importante per i mezzi a due ruote), sappiamo infatti come la percezione alla guida sia influente in un equilibrio dinamico, a volte anche negativamente  (come poteva capitare per i primi modelli applicati al mondo motociclistico) ed è stato fatto il meglio per rendere la guida naturale, anche mentre il sistema lavora sotto le nostre frenate improvvise.

Ulteriore accessorio presente ed importante è poi il freno a mano, innestabile tramite un comando posto sul lato destro sotto il serbatoio.

Il telaio è fortemente motociclistico nella sua struttura in acciaio a doppia culla e si combina con il motore in una realizzazione che cerca di mantenere un baricentro il più basso possibile; questa particolarità è tanto evidente all’occhio che alla guida, l’altezza della sella è di circa 69cm, quindi accessibile anche al mondo femminile.

Human-Friendly Transmission è un’applicazione evoluta e declinata per la moto di un moderno cambio in stile automobilistico. Si tratta di un sistema complesso, meccanicamente ed elettronicamente articolato (la base idromeccanica è gestita dalla centralina) non è una trasmissione a cinghia e non ha nessuna leva manuale del cambio, si tratta proprio di un vero cambio elettronico automatico e sequenziale, come mai prima d’ora si era visto su una moto.

I comandi sono tutti unicamente sul manubrio, dove troviamo sul lato destro un selettore (Mode) per il tipo di cambiata desiderata, automatica / sequenziale oltre a il tasto N per l'impostazione della folle.

Le modalità, visualizzate sul display centrale, sono tre: la comoda Drive (D), la più spinta Sport (S) o infine la procedura di comando diretto della marcia inserita (vedremo quindi 1, 2, 3 e così a salire secondo quanto da noi scelto come su un cambio manuale).

Sul lato sinistro con l’alternativa dei tasti D od S possiamo impostare il nostro sequenziale in una taratura sempre automatica ma più o meno rapida. Il selettore Mode sulla parte anteriore della manopola di destra può far invece sparire le lettere dal nostro display e permette quindi di gestire autonomamente le marce, che visualizzano quindi il numero inserito, usando i tasti + e -, sulla manopola sinistra, possiamo con un solo dito e senza null'altro, spostarci nella marcia voluta.

La centralina elettronica di comando del motore integra anche le funzionalità del cambio e proprio per questo permette di gestire al meglio i rapporti selezionati secondo una delle tre modalità a scelta. Quello che risulta in termini di rapporto finale ha sempre il medesimo valore assoluto, cambia però il modo e quindi il tempo in cui si giunge alla massima velocità.

Alla fine dobbiamo dire che le caratteristiche tecniche, pur interessando tutte, alla guida ed all'analisi definitiva passano forse in secondo piano rispetto al concetto di moto che ci troviamo di fronte, così come anche il peso dichiarato di 270kg (in ordine di marcia e quindi complessivo di tutto così come lo verifica l’utente nell’utilizzo) non è certo modesto, ma incide però in maniera limitata, dato il baricentro davvero basso (ovvero seppur presente, la maggior massa è posizionata dove si sente meno). Quest'ultimo risultato è ottenuto anche con la suddivisione del serbatoio in due diversi elementi.

Estetica 

DN-01 ha un design semplicemente diverso da tutte le altre moto presenti sul mercato e quello che vediamo oggi, è sostanzialmente la conferma del primo concept 0 mostrato nei bozzetti apparsi nel 2005, definito design da "sport-cruiser".

La parte più in evidenza per la sua singolarità è il frontale, con quel muso allungato definibile a squalo; è un naso “importante” che all'interno integra fari a triplo proiettore (due anabbaglianti ed un abbagliante multi reflector) e si combina al resto della moto in un design comunque morbido e dalle linee arrotondate.

Difficile al primo impatto dire se sia bella o brutta, di sicuro si fa notare e la curiosità poi vaga non solo nelle sue forme particolari ma anche nei contenuti, intuibili subito solo a guardarla, dall'assenza di classici pedali, frizione o catena.

Vista dal dietro potrebbe inizialmente ricordare le linee di uno scooterone, ma subito ai lati, sulla destra, impressiona lo scarico due in uno a sezione triangolare e dall’altro, sulla sinistra, l’assenza di leva del cambio seguita dal forcellone monobraccio Pro-Arm che integra il cardano di trasmissione. Si capisce in fretta che siamo di fronte a qualcosa di diverso. Nell’insieme oltretutto si evidenziano anche oiacevolmente le ruote da 17'' ed i relativi dischi dei freni (296mm. anteriore e 276mm. posteriore).

Attualmente prodotta in due colorazioni, il nero ed il porpora, per DN-01 sono poi anche disponibili una serie di accessori originali dall'impatto visivo quali lo schienalino, le valigette, manopole riscaldate e persino i loghi in rilievo od il kit navigazione (per tutti i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale di Honda italia).

La prova

Per la prova in strada di questo innovativo veicolo, abbiamo cercato di resettare ogni esperienza di guida precedente, al fine di interpretare e giudicare oggettivamente quanto è in grado di proporre all’utente. Date le premesse fatteci dalla casa ed il riscontro di quanto visto sulla scheda tecnica, non si può infatti cercar di paragonare questa moto ad una sportiva ma nemmeno ad una turistica o tantomeno ad una pura custom o maxi-scooter.

Quello che DN-01 vuole cercare di trasmettere è piacere di guida, combinato ad una facilità estrema che possa creare confidenza al guidatore e noi lo abbiamo in effetti riscontrato durante il nostro test.

Già in partenza l’impatto è di estrema facilità per chiunque abbia già guidato almeno un motoveicolo, non importa quale, basta poco per prender confidenza con i comandi di DN-01. Occorre infatti premere start, per accendere (alzare il cavalletto ovviamente) e si è pronti per partire: è sufficiente premere il solo tasto D e ruotare la manopola con la mano destra.

La posizione in sella, seppure bassa, lascia comunque buone possibilità di distendere i piedi sulle pedane (reclinabili e non fisse) ed anche l’impugnatura del manubrio avviene con naturalezza, senza troppe forzature, dalla posizione comoda a gambe semi-distese, che facilita anche persone dalla statura alta.

Aprendo il gas lo stacco della frizione dell’automatico è graduale e fa muovere alla DN-01 i primi metri, prendendo velocità la percezione di stabilità dovuta al baricentro molto basso è evidente e sebbene la lunghezza sia considerevole, la guidabilità è comunque ottima.

Durante le prime manovre da fermo e sui passaggi stretti si ha l'impressione di un ingombro differente ai vari livelli del veicolo ma poi ci si accorge che una volta prese le misure esterne del manubrio, DN-01 passa interamente entro quelle.

L’erogazione del motore combinata alla gestione elettronica del cambio è davvero eccellente in termini di comfort, rimane sempre e comunque fluida, lineare, non si sentono quasi i cambi di marcia che eppure avvengono di continuo.

Sull'ampio display multifunzione potete seguire le indicazioni tra cui il contagiri multi-segmento ma data la facilità d'uso ed il poco impegno richiesto, non serve cercare informazioni aggiuntive, ci si può facilmente concentrare sul solo piacere di guida.

Per la frenata il fatto di dover premere il pedale del freno posteriore con il piede destro, che si allunga in una posizione apparentemente inusuale è un altro automatismo che viene in breve acquisito, quasi naturalmente e la gradualità dell’azione frenante aiuta a dosare correttamente la forza, senza mai trovarsi in difficoltà, anzi.

Una nota davvero positiva è la risposta di HFT alla guida, corretta in ogni condizione. Anche inserendo la selezione diretta delle marce la scalata viene comunque controllata, per ottimizzare la resa; personalmente ho provato a mettere in crisi il sistema verificando le maggiori circostanze possibili eppure la risposta è sempre stata ottima, con il regime di motore mantenuto sempre sopra i 2000 giri e pronto a riprendere (più o meno velocemente a seconda della modalità) in maniere fluida e con nessuno strappo sia in pianura che sui sali-scendi. Questa ottimizzazione del minimo regime di rotazione in movimento avviene sempre, aiutandovi quindi a non creare mai punti di sottoregime o erogazione non lineare.

Nella modalità D le prestazioni sono pacate ed il motore si “distende” allungando corposo e rotondo ma non così rapidamente come potrebbe, se si vuole la miglior risposta in ripresa è meglio scegliere la taratura S che più vigorosa, ci incomincia a far divertire dove le condizioni lo permettono. Con il manuale poi è ancor più coinvolgente, vedere come anche senza doversi impegnare a gestire frizione e cambio, i soli due bottoni ci fanno incrementare e scalare in tempi davvero minimi. Ben calibrata la procedura di inserimento in accelerazione, ottima quella in scalata con un freno motore sempre corretto.

In velocità la protezione offerta è sufficientemente buona, il parabrezza non è troppo voluminoso ma durante tratti di strada urbana od extra-urbana il confort è ottimo e solo superando i 120 Km/h si inizia ad avvertire l'aria "girare intorno".

La guidabilità della DN-01 si è dimostrata friendly come il suo cambio in quasi tutte le circostanze: stabile, facile da far girare nello stretto nonostante il peso e la lunghezza, molto agevole da gestire anche alle medie velocità, si inserisce in curva con sforzo minimo e mantiene l'impostazione data senza alcun comportamento inatteso.

Le condizioni della prova non ci hanno permesso di testare comportamenti a velocità molto sostenuta, ma in ogni caso i cambi di direzione anche rapidi e improvvisi, non sembrano dare mai spazio a comportamenti inattesi da parte della moto.

I passaggi sui vari fondi non hanno denotato alcuna pecca nel sistema delle sospensioni (forcella da 41mm davanti e forcellone monobraccio dietro) che si seguono l'un l'altra operando con buona stabilità del mezzo. Vi sarà impossibile ritrovare l'anteriore od il posteriore troppo alleggeriti in circostanze di normale utilizzo. I trasferimenti di carico durante le fasi di accelerazione e frenata vengono minimizzati grazie alla distribuzione dei pesi, al'HFT ed al CBS, in pratica vi ritroverete sempre nella posizione che avete scelto senza dovervi mai “aggrappare” o “puntare” per bilanciare il corpo.

Al termine del test data l'altezza sopra le media di chi lo ha eseguito, si conferma anche la buona comodità del supporto dato dal sellone e dagli angoli creati dall'impostazione schiena / gambe in stile custom, nessun tipo affaticamento particolare (anche se il profilo così allungato e basso forse poco si addice esteticamente a persone vicine ai 2 metri).

Pratico infine anche il triangolo, presente al centro del serbatoio, da utilizzare in casi di necessità.

Conclusioni 

Prodotta attualmente in poche decine di unità al giorno (circa 40) negli stabilimenti giapponesi, DN-01 sarà disponibile da circa metà maggio in Italia, mercato molto importante nelle intenzioni della casa. Il giorno 19 ci saranno le prime consegne (dal 12 al 16 noterete la campagna promozionale Dream Days) ad un prezzo indicativo di listino che è di 10.900 euro.

La troverete inizialmente solo presso concessionari selezionati della rete Honda, a sottolineare quanto questa non sia una moto ordinaria e come il cliente in questo caso verrà “coccolato”, mantenendo un rapporto più diretto con la casa madre.

Quello che traspare dalla prova è che DN-01 potrebbe incarnare lo spirito tre diversi veicoli in uno solo, a seconda di come chi la guida si voglia vestire o di dove debba andare.

Nelle intenzioni di casa Honda questa moto prova a segnare un'epoca, come negli anni ’70 con i pistoni ovali di NR o negli '80 con il primo scooterone diffuso a larga scala, il CN250. Ci riuscirà? Le premesse da noi verificate dicono che il potenziale c'è, ma solo il mercato darà la risposta.

Il target di potenziali utilizzatori per questa moto è davvero ampio, ci possiamo tranquillamente inserire infatti anche utenti che attualmente non hanno una moto:  le donne od il giovane che per svariati motivi ama le motociclette, ma ha scelto di non possederne una per le troppe difficoltà ed impegni di gestione, piuttosto che per le limitate occasioni ed impossibilità di un frequente utilizzo (la sportiva bella ma sempre in box…). Anche la persona matura, ex-motociclista che non voleva più sacrificarsi come in gioventù, ma nemmeno era sufficientemente attratto da uno scooter.

Infine anche chi, da intenditore o (scusate il termine) fighetto, vuol essere precursore e possedere la moto novità del momento, con il top della tecnologia (non possiamo prevedere il futuro del mercato come detto ma indubbiamente, chi ha avuto la prima CB di fine anni '70 conserva sicuramente un bel ricordo).

Se dobbiamo indicare l’opinione netta di un puro motociclista, che identifica il termine moto con la sportività, indubbiamente questi non troverà in DN-01 la piena rappresentante del suo genere, troppi i compromessi per giungere alla sua triplice valenza nella facilità di utilizzo e comfort di guida, troppe le caratteristiche visibili e non che la distanziano dal concetto di sport e prestazione pura, che non trasmettono quindi quelle sensazioni di forza e mascolinità (come se la moto fosse una “estensione” dell’uomo che la guida) tipiche delle moto estreme.

Diversa e più coinvolta la percezione per chi arriva da un’idea di moto legata alle necessità dello spostamento urbano e presumibilmente interessatissima per chi invece parte dallo scooter. In DN-01 se vuole può trovare tutto (quasi) quello che ha sempre visto e immaginato delle moto “vere” senza averlo mai posseduto. La dinamica di guida, le prestazioni, i cambi di marcia ed anche il motore. Tutto quel che serve per il grande passo ma reso ora facilmente gestibile.

Ecco, se uscendo dal vincolo della trasversalità della DN-01 ci permettiamo di dividere le varie opinioni possibili, sicuramente non tutti i motociclisti ed in particolare gli sportivi, la considereranno una moto dal carattere intenso ed emozionante; qualora l’ottica sia invece quella di fruire di un mezzo agevole, non troppo impegnativo e stressante nella guida ma comunque degno del nome moto e connotato di un forte contenuto tecnologico e d'immagine, allora chiunque (scooteristi o sportivi incalliti inclusi) dovrà riconoscerne le virtù.

Si coniugano i due fronti anche a livello psicologico, chi ha sempre visto sinora la moto come una cosa bella, ma impegnativa e ristretta al punto da esser più per se ed i propri simili che non per tutti gli altri (in senso complessivo di utenti della strada) e chi vedeva la moto come cosa attraente ma più dedicata ad altri e meno per se… con DN-01 potrebbero trovarsi in sella allo stesso veicolo!

Pro e Contro

I punti a maggior evidenza infine risultano quasi tutti a favore per DN-01, veramente favorita dai suoi contenuti innovativi e multi-segmento, ma se dobbiamo considerare l’impossibilità pratica di essere una e trina (agli umani in terra non è concesso) allora si evidenzia anche qualche limite, ovviamente in relazione ad un utilizzo specifico.

Pro (assoluti):

-         Trasmissione automatica HFT

-         Frenata combinata ABS+CBS

-         Baricentro basso

-         Comfort di marcia

-         Facilità di utilizzo e fruibilità per tutti

-         Qualità percepita

-     Immagine singolare

  

Contro (relativi):

-         Dimensioni assolute "importanti" per la manovrabilità agli inesperti

-         Maniglie passeggero poco agevoli

-         Assenza di grandi vani

-        Freno a mano utile, ma da richiamare lasciando la manopola del gas (la sinistra è libera)

-         Prezzo adeguato alla nicchia ma non accessibile per tutti

 

 

 

Dati Tecnici

Motore
Bicilindrico a V di 52°, 4 tempi, 8 valvole, raffreddato a liquido (SOHC)
Cilindrata 680 cm³
Alesaggio x corsa 81 x 66 mm
Rapporto di compressione 10 : 1
Potenza massima 45 kW / 7.500 min-1 (95/1/EC)
Coppia massima 64 Nm / 6.000 min-1 (95/1/EC)
Regime del minimo 1.200 min-1
Capacità totale olio 4,0 litri

Alimentazione
Iniezione elettronica (PGM-FI)
Diametro corpi farfallati 40 mm
Filtro d'aria A reticella, viscoso, del tipo a cartuccia
Capacità serbatoio carburante 15,1 litri (compresi 3 litri di riserva con segnalazione LCD)

Impianto elettrico
Accensione Elettronica completamente transistorizzata
Anticipo d'accensione 12° BTDC (minimo) ~ 60° BTDC (5.500min-1)
Candela SIMR8A9 (NGK)
Avviamento Elettrico
Capacità batteria 12 V / 12 AH
Alternatore 450 W
Fari 12 V, 55 W x 2 (anabbagliante) / 55 W x 1 (abbagliante)

Trasmissione
Frizione HFT con controllo interno idraulico
Funzionamento frizione Automatica
Cambio HFT (Continuously Variable Transmission)
Riduzione primaria 1,136 (75/66)
Riduzione finale 1,400
Trasmissione finale A cardano
Rapporti della cinghia 3,000 ~ 1,000

Telaio
Tipo Doppia culla tubolare in acciaio

Ciclistica
Dimensioni (LxLxA) 2.315 x 820 x 1.115 mm
Interasse 1.605 mm
Inclinazione cannotto di sterzo 28° 30'
Avancorsa 114 mm
Raggio di sterzata 3,2 m
Altezza della sella 690 mm
Altezza da terra 135 mm
Peso in ordine di marcia 270 kg (A: 131 kg; P: 139 kg)
Massima capacità di carico 186 kg
Massa max. ammissibile 434 kg (A: 165 kg; P: 269 kg)
Sospensioni
Anteriore Forcella telescopica da 41 mm, escursione 106 mm
Posteriore Monoammortizzatore tradizionale regolabile nel precarico (7 posizioni), escursione 120 mm

Ruote
Tipo Alluminio pressofuso
Cerchi Anteriore 17M/C x MT3,50
Posteriore 17M/C x MT6,00
Pneumatici Anteriore 130/70 ZR17M/C (62W)
Posteriore 190/50 ZR17M/C (73W)
Pressione Anteriore 225 kPa
Posteriore 250 kPa

Freni
Anteriore Due dischi idraulici da 296 x 4 mm con pinze a tre pistoncini, ABS e pastiglie in metallo sinterizzato
Posteriore Disco da 276 x 6 mm con pinza a due pistoncini, ABS e pastiglie in metallo sinterizzato

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