Honda CB500: prova su strada

Tanto divertimento a poco prezzo con la piccola bicilindrica Honda

Com'è fatta

Chi ha detto che una moto economica debba essere brutta? La piccola Hondina sa soddisfare anche dal punto di vista dell'estetica, sfoderando un look forse un po' anni ottanta - soprattutto per via dei bei cerchi color oro che ricordano le ruote scomponibili delle prime Honda VF750, quelle biancorossoblù che tanto colpivano all'epoca - ma piacevole ed equilibrato, tutto incentrato sul bel serbatoio corredato da vistosi carterini in tinta con la carrozzeria con funzione sia estetica che di convogliatori d'aria.

Molto riuscita anche la zona mediana, con fianchetti ben raccordati al serbatoio e in nero opaco, gradevolmente contrastanti con il colore principale.

Qualcosa in più poteva invece essere fatto per il codone, con il faro posteriore poco integrato nella linea, ma la presenza di un maniglione per il passeggero ben realizzato e molto pratico fa perdonare anche qualche sbavatura stilistica.

Il motore "riempie" bene la moto, grazie anche ad una lieve alettatura, e presenta superfici esterne piacevoli e ben rifinite, non troppo inclini ad accumulare lo sporco. Anche tutta la parte inferiore della moto convince all'esame visivo, con i punti meno riusciti come lo scarico ed il forcellone troppo semplici bilanciati dalle piastre portapedane dal look decisamente più professionale e dal gruppo disco freno/pinza anteriore molto grintoso.

Le finiture sono adeguate, ma in particolare le verniciature della carrozzeria spiccano per brillantezza e resistenza, ed anche le grafiche sono coperte da un abbondante strato di trasparente. La verniciatura è spessa ed uniforme anche sulle parti in plastica, che non presentano differenza di brillantezza o finitura superficiale rispetto al serbatoio in lamiera.

Parlando del serbatoio va notato il tappo molto professionale in alluminio, che oltretutto ha una tenuta perfetta anche esagerando con il riempimento, come ci è capitato di provare grazie ad un benzinaio un po' distratto...

Utile lo spazio sotto la sella per il lucchettone ad "U" e soprattutto il profondo pozzetto capace di contenere una tuta antipioggia insieme ai documenti della moto.

Comandi e strumentazione

Due classici strumenti circolari integrati dalle solite spie, con l'unica aggiunta della spia gialla che segnala l'apertura della stampella laterale (provvista comunque di dispositivo di sicurezza). Sul ponte di comando si poteva sicuramente fare qualcosa di più, anche se va detto che la leggibilità risulta ottima ed anche le spie si difendono bene in condizioni estreme di luminosità.

I comandi al manubrio sono comunque perfetti dal punto di vista dell'ergonomia, risultando intuitivi fin dai primi metri fatti sulla compatta bicilindrica Honda. Certo, la piastra superiore della forcella è un po' spoglia, ed il faro rotondo e con una classica cornice cromata non è particolarmente evocativo, ma abbiamo avuto occasione di vedere una CB500 tedesca con un piccolo cupolino - una semplice unghia a copertura del faro - che acquistava un bel po' di punti per l'estetica.

Praticamente inutili gli specchietti montati sul manubrio: l'immagine è stabile a tutte le velocità, ma non è di grande aiuto vedersi i lati delle spalle...

Frizione e cambio

Frizione e cambio sono perfettamente il linea con lo spirito di questa moto, dolci nel funzionamento e precisi come si addice ad una moto pensata per essere poco impegnativa ed adeguata anche a piloti meno esperti.

La spaziatura delle marce è abbastanza uniforme, e gli inserimenti sono privi di incertezze o di rumoracci. La ricerca del folle è piuttosto agevole anche da fermo, e questo, insieme alla frizione morbida da azionare e dallo stacco perfettamente modulabile, dovrebbe favorire anche gli "scooteristi pentiti" che decidano di passare dal variatore al cambio manuale...

Anche spingendo un po' su qualche passo di montagna il cambio mantiene un'ottima funzionalità, ed è un piacere giocarci un po' su per i tornanti dell'Appennino con una guida un po' più brillante, quando anche la frizione viene in aiuto in uscita dalle curve più strette.

Freni

All'avantreno il bel disco da ben 296 mm sfoggia addirittura una pinza a doppio pistoncino Brembo! Ed in effetti la frenata della CB500 è di tutto rispetto, con una grande riserva di potenza per intervenire prontamente anche nelle situazioni difficili ma sempre ben gestibile e modulabile: all'anteriore non arriva mai a mettere in difficoltà neppure i piloti meno esperti e la sensibilità offerta dal comando aiuta a trarre d'impaccio in ogni condizione d'aderenza, mentre il disco posteriore svolge onestamente il proprio lavoro ed arriva a bloccare la ruota solo con volendo forzare l'operazione.

Motore

Il bicilindrico parallelo frontemarcia raffreddato ad acqua della Honda CB500 ha una cilindrata di 499 cc ed è in grado di erogare la bella potenza di 58 cv a 9.500 giri/minuto.
Il comportamento è esemplare, perchè la potenza è ben distribuita per tutto l'arco dell'erogazione, ed anche ai regimi più bassi il motore gira sempre bello fluido ed esente da strappi.

In città si trotterella in seconda-terza scappando via agilmente dalle code ai semafori e seminando con un'apertura un po' più decisa della manopola del gas tutte le macchine, e se si decide di adottare una guida un po' più sportiva basta tenere il bicilindrico sopra i 6.000 giri ed il divertimento è assicurato, con una progressione gustosa ed accompagnata da nemmeno troppe vibrazioni, accentuate soprattutto sul serbatoio.

Rispetto ad uno dei best-seller della categoria, il bicilindrico a V del Ducati Monster 600, il propulsore giapponese può vantare un'erogazione molto più dolce in città ma anche uno spunto più corposo nella guida sportiva, oltretutto assecondato da un cambio più rapido e preciso.

Il bello è che pur divertendosi si fanno veramente tanti chilometri con un pieno di verde, e se ci si diverte entro i limiti del codice l'autonomia rimane decisamente alta con soddisfazione del portafoglio... Superando i 110-120 km/h invece il consumo aumenta in maniera sensibile soprattutto per via della mancanza di un pur minimo riparo aerodinamico, ma non è quello il modo di divertirsi con la CB500.

La guida

Vi capita mai di cambiare idea nella vita? Bene, a me è successo con questa CB500.
Ero convinto che in città il mezzo più adatto fosse lo scooter, per via della maneggevolezza e della praticità d'uso. Ebbene, dopo una settimana mi sono completamente ricreduto, anche se un paio di scrosci di pioggia improvvisi mi hanno fatto un po' rimpiangere la maggiore protezione offerta da quel tipo di veicolo.

Se però non piove questa Hondina in città è praticamente perfetta, visto che si destreggia incredibilmente nel traffico più angusto grazie anche ad un ampio raggio di sterzo e ad un bilanciamento eccellente, tanto da renderla subito facile ed intuitiva a chiunque.
Le rotonde si affrontano in scioltezza, e le curve a 90 gradi con l'asfalto infido non mettono mai in difficoltà.

La vita però non è fatta di solo lavoro, ed i passi dell'Appennino sono un'ottima cura per lo stress da ufficio. Pesando più di 80 kg ed essendo abituato soprattutto a maxi sportive l'idea di girellare fra Giogo e Raticosa non era troppo attraente, ma devo dire di essermi subito ricreduto: con la CB500 ci si diverte davvero, grazie al peso ridotto ed alla posizione di guida che nei tornanti fa mettere dietro anche sportive ben più blasonate, che per colpa dell'assetto estremo e dei mezzi manubri più vicini al mozzo ruota che non al serbatoio non riescono ad essere altrettanto fulminee.

Ci si può buttare nella guida di corpo certi di ricevere sempre sensazioni di ritorno confortanti, con le sospensioni discretamente rigide e controllate che permettono di limare facilmente le pedane. Se il passo si fa più veloce però la moto tende ad accusare la mancanza di protezione aerodinamica, visto che in queste condizioni è facile aggrapparsi al manubrio e peggiorare così l'assetto alleggerendo più del dovuto l'avantreno.

Caratteristiche tecniche

Motore: 2 cilindri in linea raffreddato a liquido, 4 tempi, 8 valvole
Alesaggio x corsa: 73 x 59,6 mm
Cilindrata: 499 cc
Rapporto di compressione: 10,5 : 1
Carburatori: 2 a valvola piatta da 34 mm (tipo VP)
Potenza massima: 58 CV a 9.500 giri/minuto (DIN) (43 kW a 9.500 giri/minuto)
Coppia massima: 4,8 Kgm a 8.000 giri/minuto (DIN) (47 Nm a 8.000 giri/minuto)
Accensione: Digitale transistorizzata a controllo computerizzato con anticipo elettronico
Avviamento: Elettrico
Cambio: 6 rapporti
Trasmissione: Catena sigillata con O-ring
Dimensioni: (L x L x A) 2.170 x 720 x 1.050 mm
Interasse: 1.430 mm
Altezza sella: 775 mm
Altezza da terra: 145 mm
Capacità serbatoio carburante: 18 litri (2,5 litri di riserva compresi)
Ruote anteriore/posteriore: In alluminio pressofuso a 6 razze con sezione ad U
Pneumatico anteriore: 110/80 17 57H
Pneumatico posteriore: 130/80 17 65H
Sospensione anteriore: Forcella telescopica da 37 mm, escursione 115 mm
Sospensione posteriore: Due ammortizzatori tradizionali regolabili nel precarico (5 posizioni), escursione 117 mm
Freno Anteriore: Disco da 296 mm con pinza a doppio pistoncino e pastiglie in resina stampata prive di amianto
Freno posteriore: Disco idraulico da 240 mm con pinza a singolo pistoncino e pastiglie in resina stampata
Peso a secco: 173 Kg

I Colori

Oltre al bellissimo blu dell'esemplare della nostra prova la Honda CB500 è disponibile anche nelle seguenti colorazioni:



Per chi vuol correre...

Dal sito internet Honda Italia:
"...Bisogna inoltre ricordare, che la "CB500 Cup" (la poco costosa versione "trofeo" della CB500), ha risvegliato in Europa la passione delle gare per amatori, permettendo a molti appassionati di provare il brivido delle corse senza dover fronteggiare i costi proibitivi delle categorie Grand Prix. In virtù di ciò i calendari agonistici europei si sono arricchiti rapidamente di nuovi eventi.
Per la prima volta nella storia è stata organizzata, sul prestigioso circuito di Le Mans, una "24 Ore" con ben 41 equipaggi partecipanti. Nessuno dei partecipanti ha registrato il benché minimo problema meccanico, come d’altro canto verificatosi nelle sette gare del Trofeo CB500 svoltosi in Italia nel 1999: tutto ciò dimostra ancora una volta la grande affidabilità della CB500"
.

Ebbene sì, con la CB500 si può correre in pista con poche lire, ed a vedere i tempi segnati da questa bicilindrica su circuiti pur veloci come il Mugello viene qualche brivido lungo la schiena...
Olive, pilota della CB500 Cup, ci racconta di aver provato una volta la versione da trofeo e di essersene innamorato, tanto da correrci oramai da diversi anni ed aver addirittura acquistato due CB500: una per girare in pista ed una per la strada!

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