Honda Varadero 2000: prova completa

Comodissima granturismo oppure endurona alla moda?

Linea e finiture

Può piacere o non piacere ma sicuramente attira l'attenzione della gente.
Lungo la passeggiata di Viareggio, gremita di gente grazie alla giornata quasi primaverile, erano molti gli occhi puntati sulla Varadero, nonostante la grande quantità di moto di tutti i tipi parcheggiate ai margini della strada. L'estetica di questa Honda sembra non passare inosservata non soltanto fra gli appassionati, ma anche e soprattutto fra la gente comune probabilmente incuriosita dalle dimensioni, dalla sgargiante brillantezza delle sovrastrutture e dalle forme inusuali.

Un motociclista poi non può non rimanere coinvolto dalle sinuose forme dei convogliatori laterali che lasciano ammiccare gli splendidi radiatori, da un avantreno dominato dalla ruota anteriore ingioiellata dai bellissimi dischi freno che non sfigurerebbero su una sportiva oppure dalla sensazione di potenza che emana dagli scarichi posteriori.

Peccato solo per la tendenza a rovinarsi della finitura degli scarichi nella parte che confluisce nei silenziatori, e che il bel motore non possa essere mostrato maggiormente allo sguardo...
Fra i difetti e le carenze vanno annoverati gli specchietti retrovisori, non adeguati alla classe della moto anche se ben posizionati e con un'ottima visibilità posteriore, e la mancanza di un cassettino portaoggetti inserito nella carena per tenere a portata di mano perlomeno il biglietto dell'autostrada.

Sontuoso invece il ponte di comando, con una strumentazione adeguata e completa, dotata di un'illuminazione piacevolmente neutra che non disturba nella guida notturna anche se sulle prime sembra un po' troppo fioca.

I comandi sono dove vi aspettereste di trovarli, contribuendo alla sensazione di "familiarità" che si prova alla guida della Varadero, pratici ed intuitivi.



Posizione di guida

L'altezza della moto può risultare un fastidio solo nelle manovre da fermo, soprattutto quando si tratta di spingerla indietro per uscire da un parcheggio; per il resto le distanze fra sella, manubrio e pedane sono ottimamente calibrate e favoriscono il confort di guida sulle lunghe distanze, con il bosto leggermente inclinato in avanti ad afferrare un manubrio che ci si aspetterebbe qualche centimetro più arretrato. Dopo un po' si scopre però che proprio questa posizione è di grande aiuto nella guida più sportiva, e che serve anche ad affaticare meno in autostrada.

Il passeggero si trova in una posizione invidiabile, con le pedane molto distanziate da un piano sella che presenta un rialzo dell'imbottitura per limitarne la tendenza a scivolare in avanti nelle frenate più brusche:

"Incredibile" sbotta Antonella "sulla Varadero stento quasi ad arrivare alle pedane tanto sono distanti dalla sella! La posizione dietro è incredibilmente confortevole, sia perchè le ginocchia assumono un angolo particolarmente rilassante ed adatto a percorrere lunghe distanze senza sforzo, sia per il ridotto dislivello fra la sella del pilota e quella del passeggero, oltretutto ben conformata per contenimento e confort.

Lo spazio a disposizione è elevato e le vibrazioni praticamente inesistenti. Solo nella guida più sportiva si avverta la mancanza di un appiglio più comodo: le due maniglie posteriori vanno bene nella conduzione tranquilla, ma quando si spinge il serbatoio è troppo lontano per farne un punto d'appoggio per le mani ed in frenata ci si deve ancorare al pilota. Lo so che questo non è certo l'uso per cui è stata progettata la Varadero, ma devo dire che ci si adatta particolarmente bene, facendo sentire il passeggero sempre come parte della moto e non come un soprammobile su una mensolina a sbalzo..."


Motore e prestazioni

Perfetto. Adesso molti di voi penseranno che sono esagerato, che non esista il motore perfetto, e probabilmente hanno anche ragione, visto che dicono la perfezione non sia di questo mondo.
Ma il bicilindrico della varadero si avvicina molto a questo concetto, raggiungendo un equilibrio invidiabile in ogni sua caratteristica che un ulteriore intervento di affinamento rischierebbe inevitabilmente di rovinare.

L'avviamento non presenta mai problemi: nonostante le gelide notti di questa stagione la mattina la nostra Varadero è sempre partita al primo colpo sullo starter, richiedendo l'utilizzo della manettina dell'aria per pochi secondi e girando subito fluido e senza strappi, ed anche a caldo ed in situazioni critiche, come ad esempio dopo una lunga fila in città, non si rischiano mai brutte sorprese.

Ingranata la prima inizia il divertimento. La potenza c'è, e tanta - sono 95 i cavalli dichiarati dal costruttore - e ci si accorge subito che non solo il bicilindrico reagisce prontamente ad ogni apertura della manopola del gas, ma che riesce a girare anche con le marce alte a regimi proibiti a molti motori con la stessa architettura.

Con l'ultima marcia inserita si riprende senza problemi anche da 2000 giri se si ha l'accortezza di accarezzare il gas, ed il motore manifesta la sua "insoddisfazione" senza il minimo strappo ma solamente accentuando la rumorosità meccanica. E' ovvio che si tratta di un esercizio di stile, ma serve a rendere l'idea di quanto sia dolce l'erogazione a regimi più bassi, indice di grande facilità di utilizzo nei percorsi urbani ad andature ridottissime, dove si può viaggiare rilassati fra le auto in fila (dimensioni a parte...) senza il timore di sentir spengere il motore con uno strappo ed un "clunk"!

Bene, dopo aver parlato dell'utile occupiamoci del dilettevole. Sfuggiti alle grinfie della città e del traffico si entra nel territorio di caccia preferito dalla Varadero: le strade di montagna. Qui il motore gioca un ruolo fondamentale nel divertimento, assicurando gustosissime progressioni che spingono fuori dai tornanti con velocità imbarazzanti, soprattutto per quelli con le seicento quadricilindriche che stanno dietro...

Attenzione che non stiamo parlando di un motore che fa della coppia sostanziosa la sua unica portata del menu, ma di un bicilindrico che non disdegna di girare in alto e che consente di ottenere ottime prestazioni anche sul veloce, dove si arriva in un attimo ai 220 km/h indicati sul tachimetro anche in due.

Frizione e cambio

Dolcezza. Sia il cambio che la frizione suggeriscono questa parola, grazie alla loro facilità di azionamento ed al funzionamento sempre impeccabile e morbido.
Nonostante sia chiamata in causa lo stretto indispensabile, grazie alle grandi doti di coppia del propulsore, la frizione mantiene sempre un'ottima progressività senza tendenze a gonfiare sotto sforzo o dopo lunghe code a singhiozzo in città.

Il cambio da parte sua è il classico "burro", con innesti precisi e silenziosi anche in staccata tranne all'inserimento della prima dove fa sentire la sua presenza con un classico e sonoro "clack". La corsa della leva è piacevolmente corta e permette un utilizzo sportivo senza protestare con impuntamenti o sfollate.

Caratteristiche di guida

Il primo approccio ad una moto così "tanta" comporta sempre un po' di cautela: si inizia il rapporto dandosi del "lei" e cercando di capire dove ci si può spingere...
La Varadero però si comporta subito come una vecchia amica, ed in tre curve l'atmosfera si rilassa e tutto diventa piacevole e tranquillo come un dopocena fra amici. Si ha infatti la sensazione di conoscerla da sempre, di ricordare ogni minima reazione con in testa la convinzione di averla guidata da una vita.


Il bauletto da 47 litri e le borse da 38 litri trasformano la Varadero in una vera GT.

Certo, il manubrione largo permette subito di controllare la situazione, ma il merito di questo comportamento sincero è senza dubbio dell'ottimo telaio e delle quote ciclistiche.
In città la guida non è mai impegnativa (limiti "dimensionali" a parte che certo non permettono di sgusciare nel traffico con la disinvoltura di cui la moto sarebbe capace) ma è sulle strade fuori città che la Varadero da' il meglio di se': sulla strada del San Baronto, splendido percorso fra Pistoia e Vinci con scorci su colline che distraggono spesso dalla guida, l'endurona della Honda snocciola i tornanti uno dietro l'altro senza impegnare minimamente il pilota, scendendo in piega morbida e progressiva e rialzandosi senza sforzo, grazie anche alla poderosa trazione.

Appena la strada si fa' un po' più veloce l'inerzia direzionale inizia a farsi sentire, ma senza disturbare più di tanto: basta solo anticipare le manovre di una frazione di secondo per mantenere lo stesso ritmi elevatissimi senza nessuno sforzo.

L'autostrada poi viene digerita con tanta coerenza direzionale, verrebbe proprio da dire "come su un binario" se non fosse un'espressione talmente abusata che ne abbiamo oramai piene le scatole...
Sul tratto appenninico Firenze-Bologna della A1 la Varadero segue una sua linea ideale incurante delle (tante) malformazioni dell'asfalto, senza preoccuparsi minimamente di curvoni inframezzati dalle giunzioni trasversali a volte profonde come trincee appositamente creati per testare le sospensioni ed i telai di motociclisti ed automobilisti. Addirittura la moto non risente neppure di buche affrontate in velocità ed a moto fortemente inclinata, facendoci ferocemente sospettare una sostituzione delle sospensioni con magari quelle della SP1!

Attenzione, ricordiamoci di essere in sella ad un bestione del peso abbondantemente superiore ai due quintali e con una bella ruotona anteriore che non consentirà mai inserimenti fulminei in curva, soprattutto in velocità, ma adottando una guida di corpo la Varadero permette di togliersi qualche prurito sportivo senza i consueti "penzolamenti" tipici di moto più turistiche.

Per quanto riguarda la guida in fuoristrada ovviamente i limiti a cui bisogna sottostare sono sicuramente quelli dimensionali: nonostante la moto risulti ben bilanciata e facile da gestire il peso e l'ingombro ci sono tutti, e questo, unito alla scarsa trazione offerta dai pneumatici praticamente stradali, rende la Varadero adatta soprattutto alle strade bianche ed al fuoristrada leggero.

Il grande pregio di una moto del genere è soprattutto quello di affrontare senza patemi d'animo le stradine sterrate che conducono a quella particolare spiaggetta, oppure il gradino o la fossetta da superare all'improvviso: in queste situazioni l'elevata altezza da terra della moto e l'escursione delle sospensioni affrono una versatilità - ovviamente - sconosciuta alle turistiche tradizionali.

Protezione aerodinamica

Trattandosi di una moto adatta a lunghi trasferimenti autostradali la protezione aerodinamica assume un'importanza fondamentale per ridurre l'affaticamento di pilota e passeggero. Sulla Varadero si viaggia tranquillamente a velocità ben superiori a quelle permesse dal codice con solo qualche sbuffo sulle spalle ma senza quei fastidiosi vortici "di risucchio" che spesso si formano fra pilota e carenatura.

Anche le mani sono ben protette dai gusci in plastica (fondamentali con il freddo dei giorni scorsi...) che, magari in abbinamento alle manopole riscaldate opzionali, permettono di viaggiare senza complicati strati di guanti che riducono la sensibilità del pilota.

La moto poi è assolutamente insensibile al vento laterale, nonostante la mole faccia pensare il contrario, ma stranamente risente in modo piuttosto evidente (anche se sempre controllabile) delle scie dei veicoli che precedono.

Freni

Qui le sensazioni sono contrastanti: l'impianto frenante di tipo Dual CBS probabilmente richiede un periodo di adattamento maggiore di quello che ci è stato concesso per potersi "rimappare" la nostra centralina naturale.

La prima sensazione è infatti quella di poco "mordente", cosa che obbliga a forzare sulla leva anteriore per poi rendersi conto di aver in realtà ottenuto spazi d'arresto più che buoni. Con un impianto di questo tipo occorre ritornare ad usare maggiormente entrambi i comandi dei freni ed ad applicare una forza sulla leva anteriore leggermente maggiore che su altri impianti.
In cambio si otterranno progressività e modulabilità - di aiuto soprattutto su fondi con scarsa aderenza - ed un assetto molto controllato nonostante la tendenza ad affondare particolarmente accentuata della forcella anteriore.

Note particolari

• Motore a due cilindri a V a 90°, 8 valvole, DOHC, raffreddato ad acqua. E’ stato specificatamente adattato al fine d’essere utilizzato su percorsi "on/off". Sono presenti due carburatori da 42 mm ed un volano speciale che regala una maggiore coppia ai bassi regimi. 95 PS a 8.000 giri/minuto.
• Il sistema AIS (Immissione d’aria) riduce le particelle (incombuste) emesse dallo scarico.
• Il basamento ed i cilindri sono fusi in pezzo unico - soluzione che aumenta la rigidità e consente al motore di essere utilizzato quale elemento stressato (di irrigidimento) del telaio.
• Analogamente alla VTR1000F ed alla VFR, il braccio oscillante è infulcrato direttamente ai carter motore (maggiore rigidità, minor peso).
• Il telaio a traliccio è realizzato impiegando tubi in acciaio a sezione differenziata.
• La sospensione posteriore può essere precaricata facilmente grazie ad un sistema idraulico azionato mediante una manopola posta "a vista" sotto la sella.
• La Varadero è la prima Enduro ad essere dotata del doppio sistema di frenata combinata.
• La ruota anteriore da 19” rappresenta un perfetto equilibrio fra la stabilità su strada e la facilità d’uso in città o su percorso accidentato.
• Gli pneumatici anteriori e posteriori sono di tipo radiale.
• Il sedile nasconde uno vano abbastanza grande da contenere un lucchetto ad U.
• Due fari (Multi-Reflector) polifocali forniscono la potentissima illuminazione anteriore.
• Il doppio terminale di scarico è realizzato in acciaio inox.
• Gli accessori originali Honda comprendono le, borse laterali, bauletto posteriore ed il cavalletto centrale. 

Caratteristiche tecniche

Motore: 2 cilindri a V di 90¡raffreddato a liquido, 4 tempi, 4 valvole per cilindro, bialbero (DOHC)
Alesaggio x corsa: 98 x 66 mm
Cilindrata: 996 cc
Rapporto di compressione: 9:1
Carburatori: 2 da 42 mm a valvola piatta(tipo CV)
Potenza massima: 95 CV a 8.000 giri/minuto(DIN) (70 kW a 8.000 giri/minuto)
Coppia massima: 10,1 Kgm a 6.000 giri/minuto(DIN) (99 Nm a 6.000 giri/minuto)
Accensione: Digitale transistorizzata a controllocomputerizzato con anticipo elettronico
Avviamento: Elettrico
Cambio: 5 rapporti
Trasmissione finale: Catena sigillata O-ring
Dimensioni (L x L x A): 2.295 x 880 x 1.460mm
Interasse: 1.560 mm
Altezza sella: 845 mm
Altezza da terra: 195 mm
Capacità serbatoio carburante: 25 litri (4litri di riserva compresi)
Ruote anteriore/posteriore: a 3 razze inalluminio pressofuso a sezione alveolare
Pneumatico anteriore: 110/80 R19 59H (radiale)
Pneumatico posteriore: 150/70 R17 69H (radiale)
Sospensione anteriore: Forcella telescopicaidraulica con steli da 43 mm, escursione 175 mm
Sospensione posteriore: Pro-Link con mollaregolabile nel precarico, escursione 155 mm
Freno Anteriore: Doppio disco idraulico da296 x 4,5 mm con pinze a triplo pistoncino (Dual CBS) e pastiglie in metallosinterizzato
Freno posteriore: Disco idraulico da 256x 5 mm con pinza a triplo pistoncino (Dual CBS) e pastiglie in metallo sinterizzato
Peso a secco: 220 Kg 

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)
in Motomondiale

KTM raddoppia: due team nell'IDM

KTM raddoppia: due team nell'IDM
in Campionati e trofei nazionali

Macota: Autorinnova e Primer

Macota: Autorinnova e Primer
in Accessori moto