Yamaha FZR 750R OW01 1989

Per la serie "le moto che hanno fatto la storia della Superbike"

In alcuni casi, stabilire un chiaro e netto confine fra sogno e realtà è un'operazione difficile. A volte, magari di notte, succede di svegliarsi di soprassalto e di fare fatica a ristabilire un contatto con il mondo che ci circonda, avendo ancora davanti agli occhi le immagini di una favola che il nostro subconscio ha contribuito a creare.

Altre volte, invece, la grezza tangibilità assume le fattezze di un ben determinato oggetto che ci fa trasalire e ci porta lontano con la mente, in una sorta di viaggio onirico: a volte si tratta di un quadro, di una scultura, di un bel paesaggio o di una riuscita composizione di forme e colori, di qualunque natura essa sia.

Anche una motocicletta può creare questa specie di rapimento estatico: quando le sue curve sono quelle perfette ed assolutamente mirabili dei capolavori, quando il fascino che si nasconde dietro ogni particolare è quello delle grandi opere, quando la ragion d'essere di ogni più piccolo componente tecnico è quella delle competizioni, allora l'animo dell'appassionato non può rimanere indifferente e non può non lasciarsi coinvolgere nel pindarico volo della fantasia e del sogno.

Ed il sogno nel 1989 aveva un nome, o meglio una sigla: FZR 750 R, più comunemente OW01.

Era il periodo delle Superbike replica, e soprattutto l'epoca delle prime competizioni dell'omonimo Campionato mondiale: tutte le Case costruttrici, per primeggiare in quella che si annunciava come una fortunata e promettente manifestazione, misero in commercio delle vere e proprie moto da competizione targate, tanto esclusive - nella tecnica, nell'allestimento così come sotto ogni altro punto di vista - quanto costose. Di queste la OW01 rappresenta a tutt'oggi una delle pietre miliari.
Ogni commento sull'estetica della Yamaha 750 è superfluo - basterebbero solo un centinaio di fotografie - ma allo stesso tempo necessario, per il semplice fatto che non ci stancheremo mai di ripetere che quello che è uscito dagli stabilimenti di Iwata è sicuramente qualcosa di unico ed immortale.

Aggressiva, massiccia nel frontale, cattiva ma allo stesso tempo aggraziata, perfettamente calibrata nelle proporzioni e bellissima, la OW01 è un mezzo che lascia incantati da qualsiasi prospettiva lo si guardi. L'anima di questa moto è indubbiamente il granitico telaio, perfettamente sagomato e ottimamente rifinito, completato nella zona del retrotreno dal forcellone della stessa elevatissima qualità.

La carenatura, bellissima nella parte frontale dove spiccano il doppio e incavato gruppo ottico e le due prese d'aria per la respirazione dell'airbox, scende ad avvolgere completamente il motore, lasciandone intravedere appena la testa dalle ampie feritoie per lo sfogo dell'aria calda. Di tipica estrazione racing sono il serbatorio, ornato superiormente dall'ampia e specialistica flangia di derivazione endurance, ed il pregevole codone monoposto con tabella portanumero.

Gli unici appunti che si possono muovere alla OW 01 sono relativi alla scarsa brillantezza delle verniciature e alla solidita' delle decorazioni, perche' per il resto questo modello esprime un livello qualitativo che assurge a punto di riferimento per tutta la categoria.

Qualita' che viene ribadita dalle leve, sia quelle a manubrio - conformate a zampa di cane e facilmente regolabili nella distanza dal manubrio - sia quelle a pedale, belle e costruite in pregiata lega leggera. Anche se votata ad un impiego sportivo, la strumentazione risulta completa e leggibile, composta dai soliti tachimetro e contagiri e dal termometro del liquido refrigerante, nonche' dalle classiche spie di servizio.
SOTTO LA carenatura, la OW 01 nasconde un magnifico quattro cilindri in linea a quattro tempi di 749,159 cc raffreddato a liquido. La distribuzione e' a doppio albero a camme in testa, comandata da una catena posta centralmente con cinque valvole per cilindro, soluzione che contraddistingue i propulsori sportivi Yamaha di elevata cilindrata. Gli eccentrici degli alberi a camme agiscono sulle valvole mediante I'interposizione di punterie a bicchiere, mentre per la regolazione del gioco tra queste ultime e Io stelo della valvola si impiega la classica soluzione con pastiglia calibrata.

L'albero a gomiti, in un pezzo unico e fucinato in acciaio, lavora su cuscinetti a guscio sottile poggiando su cinque supporti di banco. La trasmissione primaria e' ad ingranaggi e la ruota dentata conduttrice e' ricavata mediante lavorazione meccanica direttamente su una estremita' dell'albero. L'alimentazione e' affidata a quattro carburatori Mikuni BDST 38. Da segnalare, infine, la presenza sullo scarico della valvola EX- UP, ideata per migliorare la risposta del quattro cilindri a tutti i regimi.

II motore e' installato in un telaio che definire bellissimo risulta sicuramente riduttivo: si tratta di un doppio trave diagonale in alluminio, il famoso e blasonato Deltabox, completato posteriormente da un pregevole forcellone - sempre dello stesso materiale - a sezione differenziata.

II reparto sospensioni vede all'opera una sofisticata forcella teleidraulica completamente regolabile, dall'ampia escursione (130 mm) ed un monoammortizzatore Ohlins, azionato da un cinematismo progressivo, pure questo registrabile nel precarico e nell'idraulica.

L'impianto frenante e' di quelli che non passano inosservati: il doppio disco anteriore, infatti, e' di ben 320 mm di diametro, su cui agiscono due professionali pinze Nissin a quattro pistoncini contrapposti. AI retrotreno, invece, lavora un piccolo e leggero disco di 210 mm, con pinza a due pistoncini. Standard la misura dei pneumatici e dei cerchi.
DA UNA motocicletta nata e sviluppata per le competizioni ci si aspetterebbe una posizione di guida sacrificata, votata alla conduzione estrema e quindi senza compromessi. La Yamaha OW 01, invece, riesce a sorprendere: malgrado le pedane abbastanza alte ed arretrate, sella e manubrio si trovano su piani correttamente sfalsati, tali da non imporre una postura da fachiro.

Ma poco importerebbe anche se fosse il contrario, perche' quello che la OW 01 ha da offrire e' decisamente superlativo ed esaltante. Stiamo parlando di una ciclistica sopraffina, di caratteristiche di guida eccezionali e di prestazioni sopra la media.

In cima alla lista dei pregi di questo mezzo stanno le doti che emergono in inserimento di curva: la Yamaha e' rigorosissima nel seguire la traiettoria impostata e assolutamente sicura nell'azione, tanto che anche un pilota mediamente dotato e' portato in breve tempo a sopravvalutarsi. Nonostante sia caratterizzata da una maneggevolezza non proprio da riferimento, I'OW 01 sa convincere con un feeling straordinario: staccate al limite, inserimenti con i freni ancora pizzicati, pieghe esagerate, tutto diviene normale amministrazione, senza che mai si avvertano reazioni anomale o scompensi d'assetto.

Come tutte le racer pure, va indirizzata con decisione ed il manubrio deve essere mantenuto ben carico. A queste sollecitazioni risponde con una grande neutralita', azzeccando sempre la linea ideale: il risultato sono elevate velocita' di percorrenza delle curve e la possibilita' di anticipare I'apertura dell'acceleratore in uscita. Che il percorse sia lento, medio o veloce, non ha importanza I'efficacia della OW 01 rimane elevatissima, e nemmeno lo sconnesso riesce ad 'impensierirla.

La valvola EX-UP sullo scarico, poi, sembra aver sortito gli effetti desiderati a Iivello di spinta, visto che la risposta del quattro cilindri e' piena e corposa a qualsiasi velocita' senza che per questo nulla sia perso nella fase di allungo. Lo dimostrano la velocita' massima spuntata nelle prove, oltre i 257 km/h raggiunti dopo un lancio appena inferiore ai 2000 metri, e gli ottimi tempi di ripresa nel rapporto piu' lungo. Eccellente la frenata, soprattutto per via di un assetto che permette di sfruttare a fondo la potenza dei due grandi dischi di 320 mm.

CHE Sl TRATTI di una moto esclusiva non c'e dubbio. Basta dare un'occhiata alla quotazione dell'epoca: oltre 35 milioni di lire, chiavi in mano. Molto elevata, ma sicuramente adeguata alla qualita' globale del mezzo.

La linea dell'OW 01 e' di quelle che non si dimenticano facilmente: semplicemente grandiosa la vista frontale e bellissimo nella sua semplicita' il codone. Estetica e funzionalita' trovano la massima espressione e grandezza nel telaio e nel forcellone vere e proprie opere d'arte, degne d'essere esposte in una qualsiasi galleria d'arte contemporanea. Anche quello che non si vede rnerita una menzione: il sofisticato propulsore in primis, con Ie sue chicche, come le cinque valvole per cilindro o I'EX-UP sullo scarico. Senza contare il reparto sospensioni, che vede all'opera elementi di derivazione racing. Con la OW 01, insomma. si cavalca una vera e propria moto da competizione, malgrado che la targa e gli accessori per la circolazione sulle strade aperte al traffico possano trarre in inganno I'osservatore attento.
Quotazione usato

METTETEVI il cuore in pace, voi che affannosamente siete alla ricerca della mitica Yamaha OW 01, perche' tanto e' alquanto improbabile che riusciate a reperirne una. In Italia questo modello e' giunto con il contagocce, nella misura di circa 150 unita', quasi esclusivamente destinate ad essere preparate da specialisti e successivamente schierate in qualche competizione SBK.

Anche per questo, stabilire una qualsiasi quotazione diventa un'operazione abbastanza difficile e dal risultato incerto: in questo senso dipende, infatti, dal grado di elaborazione, dalle ore di pista accumulate, dallo state di usura e dalla tenacia del proprietario nella trattativa. Non si parla mai comunque di cifre inferiori ai 10-11 milioni di lire, ma piu' spesso si sale anche molto, molto piu' in alto (17-18.000.000 di lire).

Se invece qualche facoltoso appassionato e' gia in possesso delI'ambita ed esclusiva 750 della Casa di Iwata, puo' dormire sonni tranquilli ancora per parecchi anni in quanto qualsiasi cosa dovesse succederle riuscira' a procurarsi i pezzi necessari per I'eventuale riparazione. La Yamaha infatti garantisce tutti i ricambi necessari per un altro bel po' di tempo.

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