Triumph Daytona 955i 2001: prova completa

In Prove moto

22 agosto 2001
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Abbiamo provato e testato al banco la nuova Daytona ed abbiamo scoperto che...

Vedete quella Daytona con il plexiglass fume'? Sembra come tutte le altre, ma, quella, proprio quella, a noi sembra un po' speciale. Perchè ci è stata consegnata, da tutta la famiglia Numero Tre al completo, papà compreso, con tutto l'amore che si riserva alla bella e giovane figliola prediletta.

L'abbiamo ricevuta proprio come mamma Triumph l'aveva fatta, con tanto di cera sulle coperture e un bello 0 sul contachilometri a cristalli liquidi (e pure quello è nuovo). L'abbiamo coccolata come ci avevano raccomandato: "Per i primi 50 Km non superare MAI i 4000 giri; poi ci si può avventurare fino a 5000 e DOPO, e con delicatezza, con l'accumularsi della strada, si può perfino arrivare a 7000!"

Capirai, manco si fossero sprecati quelli là. Lo sapete voi cosa significa percorrere 500 km di pista usando il comando dell'acceleratore col contagocce? Eravamo costretti a metterci da parte sui rettilinei (invidiando gli altri tester che li bruciavano in un istante) percorrere le curve con un filo di gas e combattere la voglia matta di spalancare l'acceleratore in uscita di curva.

Potete facilmente immaginare quale tortura sia stata andare a passeggio con una sportiva di razza come la Daytona, rinunciando ai succulenti piaceri che puo' regalare. E a questo metteteci pure la curiosita' di riscoprirne il carattere, visto che stata rinnovata al 100%.

Ha una linea piu' nervosa e attuale, un altro motore - del precedente resta solo I'immancabile architettura a tre cilindri - una ciclistica profondamente rivista per diventare piu' agile e scattante. E poi c'era da verificare quel notevole progresso dichiarato, cosi' importante da annullare il gap che separa la 955i - piu' dichiaratamente stradale - dalle rivali di categoria nate per correre in circuito.

Avevamo pero due certezze. La prima che non si sarebbe mai allontanata dalla Daytona che conosciamo, quella che gradisce esibirsi sui percorsi che si trovano appena fuori porta e che si arrampicano sul passo dove ci aspettano gli amici per un caffe'. Quelle strade tortuose, stuzzicanti, che permettono di rilassarsi, di dare libero sfogo all'inimitabile voce del tre cilindri che da una settimana se ne stava tappato in garage pensando a noi, intrappolati in ufficio.

L'altra certezza e' che appena finito il rodaggio I'avremmo messa alla frusta in pista senza pieta'. Magari strapazzandola un po' piu' del dovuto per avere indietro, e con gli interessi, i piaceri mancati durante le giornate di rodaggio e cosi' finalmente scoprire quanto di race replica abbia contagiato la sua nota e gustosa efficacia stradale.


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