Iperprova: Aprilia RST Futura

Estetica e funzionalita'

Inconfondibile, la RST: spigoli, linee tese come sciabolate, profonde scanalature longitudinali, tagli netti che si aprono sui fianchi della carena lasciando intrave dere le ventole dell’impianto di raffreddamento. E poi una coda alta, larga, tanto sporgente da mangiare la sagoma della ruota motrice e tanto vistosa da rubare la scena al pur pregevole monobraccio in alluminio della sospensione posteriore.

Insomma, il pieno domina sul vuoto e la Futura, nonostante il cupolino affusolato e decisamente proteso in avanti, nella vista laterale appare piuttosto tozza.

In compenso riguadagna aggressività se osservata di tre quarti anteriore o posteriore; nel primo caso si gode della vista del complesso e originale gruppo ottico, mentre nel secondo salta all’occhio uno dei particolari più rappresentativi dell’attento studio ergonomico svolto a Noale.

Ci riferiamo al silenziatore di scarico, unico, centrale, praticamente inglobato nella sagoma del codone (e questo vale a spiegare il perché degli abbondanti volumi di detto elemento) e sovrastato dal gruppo ottico che integra gli indicatori di direzione. A parte il bell’impatto visivo, questa soluzione ha permesso l’ottimale sistemazione delle pedane del passeggero (svincolate da interferenze con l’impianto di scarico e con i relativi supporti) e l’agevole posizionamento delle borse coordinate disponibili come optional. Per contro ha limitato drasticamente lo spazio disponibile per il portaoggetti, dove è possibile riporre soltanto la trousse di attrezzi e i documenti; per accedervi si deve rimuovere la sella, sbloccandola da una serratura posta all’interno del cupolino e funzionante con la chiave di contatto.

Assieme alla sella si rimuovono anche i fianchetti, ad essa solidali, e questo rende la successiva operazione di rimontaggio un po’ laboriosa. Dato che sotto la sella, proprio come sulla RSV Mille, è presente il cavetto estraibile d’acciaio che funge da appendicasco, con il problema si ha a che fare abbastanza spesso.
Nel capitolo delle critiche rientra l’inevitabile appunto alla funzionalità degli specchi retrovisori, che sebbene ricercati nel design, integranti i visibilissimi indicatori di direzione, e decisamente sporgenti a causa dei loro lunghi supporti (pieghevoli per ridurne l’ingombro a moto parcheggiata), dispongono di una superficie riflettente di ridotte dimensioni.

Come si conviene a una sport-tourer, oltre che di una funzionale stampella laterale la Futura dispone del cavalletto centrale: per issarvela occorre una certa prestanza fisica, soprattutto in considerazione del fatto che è la maniglia del passeggero, posizionata piuttosto in alto, a costituire l’appiglio per la mano.

Oggi, in qualunque moto, si rileva un abbondante ricorso a materiali plastici per la carrozzeria, ma in alcune si nota più che in altre. La RST è fra queste ultime e appare plasticosa a causa di qualche sbavatura superficiale di troppo, ma soprattutto per la realizzazione di alcuni elementi, fra cui la parte trasparente del cupolino, di spessore dawero notevole.

Plastica anche per il serbatoio, sul quale si nota tuttavia l’intelligente soluzione del tappo di rifornimento lievemente decentrato verso destra: consente di fare il pieno all’orlo anche con la moto appoggiata sulla stampella laterale.
Comandi e cruscotto

Dopo aver superato lo shock di incontrare - anche su questa maxi Aprilia - una chiave di contatto identica a quella degli scooter della medesima marca, ci si consola alla vista di un cruscotto molto ben fornito. Lo stile comunque si sposa con le linee squadrate della carrozzeria: suddiviso in tre settori, presenta il tachimetro sulla sinistra e il contagiri al centro. Il primo (con fondo scala a 280 km/h) ospita sia la spia degli indicatori di direzione, sia il contachilometri a cristalli liquidi, commutabile totale o parziale per mezzo di un pulsante, mentre all interno del secondo (con fondo scala a 12000, e zona rossa a partire dai 9500) c'è la spia del folle. Altre tre spie sono sistemate in alto: sono quelle relative alla pressione dell’olio, alla stampella laterale (che quand'è in posizione aperta impedisce il funzionamento del motore se si innesta la marcia) e al sistema d'iniezione elettronica.

Poco da eccepire sui blocchetti elettrici, che non spiccano per eleganza ma sono funzionali, nè tantomeno sulle leve del freno e della frizione, spartane, conformate a zampa di cane e regolabili su quattro posizioni nella distanza dalla manopola.

Di piacevole fattura la zona pedane, dove incontriamo elementi in lega leggera e belle piastre para tallone; sorprende tuttavia l'assenza del rivestimento in gomma dai poggiapiedi, che sono zigrinati e "nudi" proprio come sulle sportive senza compromessi.
Posizione di Guida

Centro! La posizione che si assume in sella alla Futura è davvero azzeccata: il piano di seduta molto ampio e abbondantemente distanziato dalle pedane fa sì che le gambe assumano una piega molto naturale e rilassata, e che non manchi la possibilità di avanzare o arretrare le terga alla ricerca del migliore assetto. Perfetta la correlazione col manubrio, non troppo largo e moderatamente rialzato, che induce a reclinare il busto in avanti con naturalezza, senza che il carico sui polsi risulti eccessivo.

A questo lodevole quadro si aggiunge una piacevole sensazione di inserimento nella sagoma del veicolo, cui concorrono le profonde e ben profilate svasature del voluminoso serbatoio. Quest'ultimo, che nella parte anteriore va a restringersi e presenta opportuni incavi, è scevro da interferenze con le mani anche col manubrio completamente girato.

La situazione è ideale per i piloti di ogni taglia, tuttavia nelle manovre i piccolini dovranno fare i conti con la non trascurabile altezza della sella dal suolo (820 mm dichiarati) e con la larghezza del cuscino, cause di qualche difficoltà nell’appoggiare saldamente entrambi i piedi a terra.
Comfort

La protezione aerodinamica è fra i principali punti di forza della Futura, perché il cupolino ripara il busto e devia il flusso d’aria in modo che lambisca la parte superiore del casco. Ovviamente, come su tutte le concorrenti, le braccia e le spalle restano fuori dal la sua sfera d’influenza, tuttavia in questo caso il particolare profilo allungato del cupolino determina l'assenza di vortici e turbolenze, sicché si viaggia beati sino ad andature ben superiori a quelle imposte dal Codice: per questo ci sentiamo di affermare che si tratta del miglior parabrezza "basso" fra quelli mai provati.

Se le sospensioni si rivelano adeguate allo spirito della Futura, non altrettanto si può dire delle vibrazioni, che si manifestano soprattutto in accelerazione e sono avvertibili in particolare sul manubrio e sulle pedane. Tuttavia quando si viaggia a velocità costante la loro frequenza è tale da rimanere ben distante dalla soglia del fastidio, se si esclude un picco di risonanza attorno ai 6000 giri indicati.

La Futura è stata progettata anche per l'uso in coppia, e la conformazione della porzione di sella riservata al passeggero lo dimostra: costui siede su una superficie ben imbottita, larga e provvista di un moderato rialzo che impedisce di scivolare in avanti durante le frenate, si sostiene a una coppia di comode maniglie e soprattutto gode di pedane che non sacrificano la posizione della gambe.
Motore

Risvegliare il grosso bicilindrico della Futura è semplicissimo: è sufficiente premere il pulsante dell'avviamento e lasciare tutto sotto il controllo dell'avanzatissimo sistema integrato di iniezione/accensione, che regola perfettamente la carburazione sia a freddo, sia a caldo. Del V2 si apprezza pure l'immediata regolarità, ma un po' meno la rumorosità meccanica, che il sobrio fruscio del massiccio terminale di scarico non riesce a coprire come dovrebbe...

In città, anche quando si viaggia a regimi prossimi al minimo coi rapporti più lunghi, difficilmente si è disturbati da noiose irregolarità, ma si avverte una discreta ruvidità di fondo che sparisce solo superata la soglia dei 2500 giri. C'è una zona particolarmente fluida dell'erogazione, davvero piacevole da sfruttare su strada e contraddistinta da una congrua quantità di cavalli: va da 4000 a 6500 giri indicati. Nella prima parte di questo intervallo la progressione e' più dolce, adatta alla guida in relax, mentre nella seconda la spinta inizia a farsi consistente ma è a partire dai 7000 giri che riaffiora il carattere brillante e sportivo della RSV: dopo questo regime la Futura cambia faccia e spinge con decisione, mostrando una notevole grinta e pure un discreto allungo, che permette di raggiungere in un lampo la zona rossa.

Per l'unita' che equipaggia la Futura l'Aprilia dichiara 13 kW in meno per la potenza di picco (cioè ben 18 CV) rispetto ai valori di quella che spinge la RSVmille. Molto probabilmente si tratta di indicazioni prudenziali, perché i rilevamenti al banco ci indicano un divario inferiore, che non supera i 10 kW (13,3 CV alla ruota, cioè circa 15 CV all'albero) e mantiene quasi inalterate le notevoli prestazioni offerte dal generoso bicilindrico. Un altro punto in comune con la sportiva di casa è l'andamento della curva d'erogazione e il regime della prima lettura: 3000 giri (il che spiega la ruvidità ai bassi che si avverte soprattutto nella guida in città).
Prestazioni

I 250 Km/h (abbondanti) dichiarati dall'Aprilia ci sono, ma si leggono solo sul tachimetro. Quelli veri sono un po' meno: la Futura comunque vola a 241,473 km/h effettivi. Vola, è proprio il caso di dirlo perché, nonostante questo risultato sia inferiore a quanto promesso, resta comunque tra i migliori della categoria e in ogni caso il valore è più che abbondante per l'uso stradale.

Le soddisfazioni giungono pure dalle prove di accelerazione: la RST è così brillante allo spunto da risultare tra le piu' veloci sport touring a raggiungere i 100 km/h e resta tra le migliori anche sui 400 metri (traguardo che taglia dopo 11"389 a 195 km/h abbondanti). Anche la prestazione ottenuta sui 1000 metri è molto brillante (i 21"274 la collocano ai primissimi posti della categoria), ma un dato significativo è la velocità di uscita - superiore ai 231 km/h - che si avvicina a quella di punta; da questo punto in poi occorrono però altri 1700 metri per raggiungere il tetto massimo.

Le modifiche apportate al propulsore per irrobustire la coppia in basso e regolarizzare l’erogazione hanno un risultato tangibile: nella prova di ripresa sui 400 metri con partenza da 50 km/h con il rapporto più lungo - nonostante che nella fase iniziale il propulsore borbotti sotto i 2000 giri - la Futura si colloca nella media della sua categoria e si difende alla grande anche sul chilometro, che copre in 25" netti uscendo da questo limite ad una velocità che sfiora i 222 km/h.
Consumo

Le brillanti prestazioni rilevate sono congiunte a un discreto rendimento generale. I migliori risultati si ottengono in autostrada, dove la Futura percorre 16,5 km/litro; si tratta di un buon valore, che fra l’altro consente di sfiorare i 330 km di autonomia (calcolo eseguito mantenendo un litro di riserva), una percorrenza che va oltre la media della categoria.

La resa peggiora alle andature a regime variabile: sui percorsi extraurbani non si raggiungono i 18 km/litro - contro una media di categoria più elevata - e nella guida al limite, situazione in cui la RST non riesce a percorrere neppure 8 km/Iitro. Questo dato, che non deve essere preoccupante perché la RST non è una sportiva estrema, suggerisce però un calo di rendimento nella guida stradale più brillante, e spiega il basso valore del consumo medio calcolato nella prova, eseguita certamente ad andature piuttosto brillanti. Un giudizio più favore vole spetta al consumo di lubrificante (meno di 130 grammi per ogni 1000 km), che può essere considerato di fatto trascurabile.
Analisi dinamica

C'e' poco da meravigliarsi se - pur addomesticata dalle modifiche che hanno interessato la ciclistica e il motore - anche quest'Aprilia sport touring è una motocicletta sensibile e pronta a esegui re gli ordini del suo pilota, ma soprattutto in grado di emozionarlo con reazioni che ben poco hanno a che fare con la pratica turistica.

Lo dimostra senza tanti complimenti quando si esagera con le marce basse, e qualsiasi pecca dell'asfalto e' la scusa sufficiente perché la ruota anteriore si sollevi di prepotenza. Ma non temiate che la situazione procuri imbarazzo, anzi: la regolarità con cui la potenza viene erogata permette di scegliere se esibirsi in coreografici monoruota oppure pelare l'acceleratore ed esser certi che tutto torni a posto in una frazione di secondo, senza sbacchettamenti o altri disturbi dell'assetto.

Insomma, la prima impressione è che la sostanziale differenza rispetto alle sportive specializzate sembri essere legata allo spazio disponibile a bordo e al comfort offerto dalla posizione di guida... Veloce e precisa, la Futura permette infatti di esibirsi in staccate al limite e gratifica in fase d'inserimento di curva, rispondendo senza scomporsi d'assetto e permettendo di contrastare senza fatica quel minimo di tendenza autoraddrizzante dovuta al profilo delle coperture di primo equipaggiamento (Michelin Pilot Sport).

Quindi il margine di manovra è elevato, e indipendentemente dalla velocità la moto è sempre pronta ad inclinarsi in ingresso di curva, a tornare in piedi sotto la fluida spinta del propulsore e ad accucciarsi di nuovo per infilarsi nella svolta successiva.
Beninteso non ci si debbono aspettare repentine discese in piega da race replica, bensì rotondità e progressività, che premiano lo stile composto e pulito piuttosto che la guida d'attacco. Anche perché al crescere dell'andatura si percepisce una lieve inerzia nei cambi di direzione, che lungi dal poter essere considerata un difetto, rafforza la sensazione di coerenza a precisione.

Forse per questo la sport touring di Noale raggiunge il suo equilibrio migliore sui percorsi veloci, che aggredisce in scioltezza col propulsore che spinge pieno e regolare, mentre il solido avantreno disegna impeccabili traiettorie rassicurando il pilota delle proprie capacità.

Insomma, il margine di sicurezza è elevato, e per saggiarlo in piena sicurezza occorre portare la Futura in pista: qui da un lato emergono i limiti di inclinazione segnati dallo strisciare al suolo del cavalletto centrale (che si sfiora facilmente pure nella guida brillante su strada...), e dall'altro si fa evidente il carattere stradale dei pneumatici di serie. Questi, scevri da critiche finché sì viaggia di buon passo - quando peraltro lasciano percepire una certa "liquidità" dell'avantreno nei curvoni veloci; il maggior problema, tuttavia, resta legato alla ruota motrice, che tende a perdere aderenza ogni qual volta si tenta di anticipare l'apertura d'acceleratore in uscita di curva.

Sebbene tarate in modo da favorire il comfort, le sospensioni della RST risultano molto scorrevoli e soprattutto solide nella seconda parte della loro escursione. Perciò la moto non si scompone più di tanto in frenata, e risulta sempre ben controllabile, anche al limite. Proprio come una sportiva addomesticata...

Cio' che invece i tecnici dell'Aprilia non sono riusciti ad addomesticare più di tanto è il propulsore, che se da un lato gratifica i palati sportivi diventando cattivo quando la lancetta del contagiri oltrepassa la metà del suo campo d'azione, dall'altro conserva una certa ruvidità ai regimi inferiori. Se ne soffre soprattutto nella guida cittadina, per via di qualche ritardo di risposta con susseguente strappo che si manifesta nei chiudi-apri.

Ed è un peccato, perché fra le auto e nei passaggi angusti si sarebbe favorititi sia dalla posizione di guida rialzata, che consente il massimo controllo e un'ottima visibilità, sia dalla grande intuitività di guida, che rimane una delle qualità più spiccate della sport touring Aprilia.
Freni

La lotta è serratissima, anche nel tranquillo settore sport touring. Per questo motivo la Futura prende numerosi spunti dalla sportiva di casa, la RSVmille; uno di questi è marcato Brembo Serie Oro e, sebbene giustamente ammorbidito nella risposta per adattarsi alla nuova destinazione, vanta caratteristiche degne del suo rango.

Rapido al primo tocco, ma non brusco nell'intervento (dunque non mette in crisi l'aderenza sui terreni scivolosi), mantiene il mordente pure nella fase successiva della frenata - decisiva per spuntare buoni spazi d'arresto a velocità elevata - nella quale si dimostra progressivo e facilmente modulabile.
Il verdetto

Con la Futura l'Aprilia poteva permettersi di rischiare poco: aveva una base ciclistica collaudata (e pure l'esperienza sulle piste del Mondiale) e un motore che ormai ha convinto anche gli scettici. E infatti questi due elementi, che fanno la moto per buoni due terzi, sono stati utilizzati a dovere: lo diciamo più da sportivi che da turisti, perché del bicilindrico permane comunque la verve e il carattere, e dalla ciclistica derivano - nonostante gli inevitabili aggiustamenti in direzione turistica - qualità di guida ancora emozionanti.

Nella delicata fase tuttavia s'è perso quel quid che la prima maxi Aprilia, ovvero la supersportiva RSVmille, ha in abbondanza: la personalità. La RST Futura in questo senso tenta il recupero osando con uno styling estremamente innovativo che la rende sì inconfondibile, ma non facilmente digeribile a tutti, almeno non senza un congruo periodo di assuefazione.

Ed il fatto di costare come e più di alcune concorrenti non l'aiuta certo nell'impresa. Oltre lo stile, però, i designer di Noale hanno dato vita a una forma di bellezza difficile da cogliere al primo sguardo: è quella dell'ergonomia di una posizione di guida e di un'aerodinamica azzeccate, e della funzionalità generale che fa dimenticare qualche peccato di gioventù. Ed è quella che si apprezza col tempo e coi chilometri.

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)
in Motomondiale

KTM raddoppia: due team nell'IDM

KTM raddoppia: due team nell'IDM
in Campionati e trofei nazionali

Macota: Autorinnova e Primer

Macota: Autorinnova e Primer
in Accessori moto