E' oramai una granturismo a tutti gli effetti: versatile e con un motore dalle grandi prestazioni
PEGASO era una creatura mitica, un velocissimo cavallo alato. Con un nome così impegnativo l'enduro stradale monocilindrica realizzata dall'Aprilia, non avrebbe certamente potuto permettersi di sfoggiare prestazioni poco allettanti. In perfetta sintonia con l'anima aggressiva di ogni mezzo a due ruote che esca dalla Casa di Noale, anche la Pegaso dimostra disponibilità di potenza e di coppia più che rispettabili.
I numeri parlano chiaro: oltre 170 km/h di velocità massima, accelerazione sui 400 metri da fermo in meno di tredici secondi e mezzo. Insomma, nella rosa delle sue più dirette concorrenti, questa enduro monocilindrica italiana - che monta tuttavia un propulsore di origini austriache… - appare come una fra le più votate all'impiego stradale: elegante nelle finiture così come nella guida, predilige il turismo a lungo raggio alle uscite domenicali su strade sterrate.
Regina nei veloci trasferimenti autostradali, forte del comfort e delle prestazioni che sa offrire, rimane divertente anche sul misto: tra curve e tornanti la ciclistica incontra i suoi limiti soltanto in quei tortuosi percorsi che non possono assecondare la sua predilezione per una guida fluida e armoniosa.
L'imponenza del suo aspetto si dimostra tale solo nei percorsi cittadini, dove l'ingombro delle preziose motovaligie la rende poco maneggevole nel traffico, e alla prova in fuoristrada, dove la Pegaso paga il prezzo di un peso e di un'impostazione troppo schiettamente stradali.
Comunque, per l'accuratezza con cui sono stati curati tutti i dettagli, dalle linee al cruscotto, 12.350.000 lire meritano di essere spesi.
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