Prova: Aprilia RSV Mille R 2000

Il top della gamma RSV si presenta con componentistica di prim'ordine: una vera moto da gara

Ottimo esordio, quello della RSVmille, nel settore delle maxi sportive! La Casa di Noale è riuscita a realizzare una moto eccellente, facile da guidare, di ottime prestazioni e, qualità importantissima per una race-replica, particolarmente efficace in pista.

A questa già eccellente versione standard, l'Aprilia affianca la RSVmille R, che vanta una ciclistica d'eccezione, molto vicina a quella della macchina da competizione con la quale la Casa veneta si è impegnata, con ottimi risultati, nel Campionato del Mondo Superbike.



Le novità, rispetto alla RSVmille base, sono numerose; tra queste svettano le sospensioni Öhlins della serie Racing, tra le migliori nella produzione mondiale e i nuovi cerchi in alluminio. Il propulsore, invece, non cambia (ovviamente beneficia degli stessi aggiornamenti apportati alla versione base). La R, oltre che per la componentistica racing, si riconosce per le grafiche, simili a quelle della superbike, e per i numerosi particolari in fibra di carbonio.

La sua destinazione principale è quindi la pista (tra l'altro è rigorosamente monoposto), dove un pilota esperto - in grado di sfruttare pienamente le infinite possibilità di regolazione delle sospensioni - è in grado di mettere a profitto tutto il suo elevatissimo potenziale. Pur essendo una sportiva pura, la RSVmille R può anche essere comodamente usata tutti i giorni, perché eredita le piacevoli caratteristiche della versione standard, e quindi la situazione, dal pinto di vista del comfort, non è assolutamente disprezzabile.

Un'ultima nota sul prezzo. Sfiora i 30 milioni, e quindi chiarisce immediatamente la categoria alla quale appartiene questa velocissima monoposto: quella delle maxi sportive più esclusive.
ESTETICA ED EQUIPAGGIAMENTO

La prima RSVmille non ha incontrato immediatamente i gusti estetici della maggioranza degli appassionati. Infatti l'Aprilia, piuttosto che ricercare nuove soluzioni stilistiche, ha preferito seguire la strada della sostanza, disegnando così forme tondeggianti e regolari, e una carenatura più ampia e protettiva che nuova e aggressiva. Le stesse linee regolari si ritrovano nel serbatoio, ampio e tondeggiante e nella carenatura, di taglio molto classico. E il terminale di scarico non aiuta certamente a snellire la vista laterale visto che, per assolvere al difficile compito di silenziare il grosso bicilindrico, è di ragguardevoli dimensioni.

La RSVmille R, pur esibendo inalterate le forme del modello capostipite della gamma, esteticamente è avvantaggiata dalle numerose migliorie nella dotazione tecnica. La presenza di componenti speciali, come le sospensioni Öhlins, i parafanghi e la palpebra del fanale in fibra di carbonio e i cerchi delle ruote in alluminio Anticorodal a sei razze sdoppiate, aggiungono fascino alla maxi Aprilia, perché la avvicinano alle più eccitanti repliche da pista.

La strumentazione, incassata all'interno del cupolino, è costituita da un contagiri analogico scalato fino a 12.000 giri e da due display a cristalli liquidi. Quello di sinistra visualizza la velocità media e istantanea, il contachilometri totale e quello parziale; quello di destra mostra la temperatura del liquido refrigerante, il voltaggio della batteria, le indicazioni del sistema diagnostico elettronico e degli interventi di manutenzione, l'orologio e il cronometro. Quest'ultimo può essere usato in pista per memorizzare fino a 40 tempi sul giro, utilizzando come pulsante di comando quello del "passing" sulla parte anteriore del blocchetto elettrico di sinistra.
PROFILO TECNICO

Il motore che equipaggia la RSVmille R è lo stesso della versione base. Sui tratta di un bicilindrico a V di 60 gradi raffreddamento a liquido con distribuzione bialbero a camme in testa e quattro valvole per cilindro. L'alimentazione è a iniezione elettronica. Gli alberi a camme sono comandati da un sistema di tipo misto (con catena e ingranaggi), e per ridurre le vibrazioni c'è una coppia di contralberi di bilanciamento (uno principale e uno secondario). Il sistema di lubrificazione, al contrario del consueto, è a carter secco, con l'olio contenuto in un serbatoio d'acciaio e con due pompe, una di mandata e una di recupero.

Il telaio, derivato da quello delle Aprilia da competizione, è a doppio trave in lega leggera. Su questa versione (monoposto), il telaietto posteriore è più leggero.

Le novità più interessanti sono incentrate sulle sospensioni. Il robusto forcellone a banana è accoppiato ad un monoammortizzatore della linea professionale Öhlins Racing, regolabile nell'idraulica, nel precarico e nella lunghezza. La forcella, sempre Öhlins, è di tipo upside-down con steli di 43 mm trattati al nitruro di titanio per aumentare la scorrevolezza. Le possibilità di regolazione sono ovviamente complete (idraulica e precarico).

Pure l'impianto frenante è stato rinnovato: ci sono le tubazioni idrauliche in treccia metallica e nuove pinze Brembo serie oro. I cerchi in alluminio Anticorodal forgiato sono più leggeri e rigidi dei precedenti; su questi sono installate le coperture Pirelli Dragon in mescola Racing (destinata all'uso in pista), nelle misure 120/65 (anteriore) e 180/55 (posteriore), seguendo le ultime tendenze in tema di equipaggiamento sportivo.
SU STRADA E IN PISTA

La posizione di guida è comoda e piacevole, sia per il perfetto bilanciamento tra piano sella e posizione dei semimanubri, sia per il generoso spazio a disposizione. Il busto è inclinato in avanti come si conviene su una macchina sportiva ma le braccia non sono caricate. Queste caratteristiche, unite all'efficace protezione aerodinamica e al buon potere filtrante delle sospensioni, fanno della RSVmille R una tra le più comode maxi sportive.

Tra l'altro il propulsore si lascia amministrare facilmente anche ai bassi regimi: infatti è regolare fin dai 2500 giri, regime al quale offre un ottimo tiro. In città non c'è bisogno di superare i 4000 giri, regime al quale inizia una progressione robustissima e gustosa, già più che sufficiente per guidare sul misto con una bella grinta. A 6500 giri si avverte la "vera" entrata in coppia, che catapulta la lancetta del contagiri verso la zona alta dello strumento.

La potenza massima, che orbita attorno ai 86 kW (117 CV), permette alla RSVmille R, dall'eccellente aerodinamica, di raggiungere la notevole velocità di 274,85 km/h effettivi, una prestazione ai vertici della categoria. Anche nelle prove di accelerazione l'Aprilia si fa apprezzare, sia sui 400 metri (che brucia in 10"66), sia sul chilometro, che percorre in un tempo inferiore ai 20" raggiungendo, al traguardo, la notevole velocità di 257,72 km/h. Non è però altrettanto brillante nelle prove di ripresa col rapporto più lungo, perché a 50 km/h (la velocità di partenza del rilevamento), il motore è ancora sotto i 2000 giri, un regime al quale l'erogazione non è ancora regolare.

La situazione prestazioni è quindi particolarmente favorevole alla maxi di Noale. A questa c'è pure da aggiungere un quadro particolarmente positivo pure in tema di guidabilità sui percorsi stradali, visto che pure sulla R si ritrovano le gradevoli caratteristiche di facilità e immediatezza già apprezzate per la versione base. Nella guida turistico/sportiva, seppur "maltrattati" dalla robusta erogazione del propulsore, si è sempre assistiti da un assetto tenace e rassicurante.
La taratura standard delle sospensioni infatti non è esasperata e quindi si adatta molto efficacemente anche all'uso stradale. Il merito va alla qualità della ciclistica e in gran parte anche a quelle delle nuove sospensioni che stabiliscono una sostanziale differenza con la RSVmille standard, migliorando la guida e il feeling.

Ma è soprattutto in pista che si apprezzano le qualità della nuova ciclistica. Le sospensioni, grazie alle reazioni controllate dell'idraulica e alla risposta progressiva delle molle, assicurano la stabilità anche quando si inizia a spingere forte. Si viaggia a ritmi eccezionalmente elevati senza sforzo, e solo nella guida al limite diventa necessario intervenire sulle efficacissime regolazioni.

L'unico punto ostico della RSVmille R, e tipico delle macchine da competizione, è dovuto all'agilità in ingresso di curva e quindi della fase di discesa in piega. Questa caratteristica (inoltre evidenziata dai nuovi leggerissimi cerchi e dalla copertura anteriore a profilo ribassato), al primo approccio può mettere in soggezione, soprattutto se si è abituati a sollecitare ciclistiche meno spinte, che necessitano di decisi "inviti" ad attaccare la corda. Tuttavia non è difficile, con un po' di pratica, iniziare a fidarsi dell'avantreno (di margine ce n'è in abbondanza...), e sfruttare a fondo anche questa caratteristica particolarmente apprezzata dai piloti.

Alle velocità più elevate si avverte un'eccellente sensazione di sicurezza: l'avantreno fila dritto e preciso anche tenendo il manubrio solo con un dito (allo stesso tempo però resta sensibile agli ordini), e non si muove dalla traiettoria impostata nemmeno in caso di fondo sconnesso.

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