Prova: Aprilia RS250 1999

In Prove moto

08 febbraio 2000
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Quando David sconfisse Golia, ovvero come divertirsi su strada ed in pista con una sessantina di cavalli...

PENSANDO a una moto che si possa definire un "animale" da pista si è portati ad immaginare una maxi sportiva a quattro tempi, generosamente gommata e con una grintosa carena in vetroresina.

In verità sono sufficienti pochi ingredienti sapientemente miscelati per dar vita ad una race replica pura, che poco concede al superfluo ma tanto sa regalare in termini di prestazioni e, soprattutto, soddisfazioni per il pilota. L'oggetto del desiderio in questo caso si chiama Aprilia RS 250: una moto potente (in relazione alla cilindrata), dotata di una ciclistica solida e capace, se guidata nel modo giusto, di far passare un brutto quarto d'ora a più di una supersportiva.

ESTETICA ED EQUIPAGGIAMENTO

LA RS 250 è una validissima dimostrazione di come sia possibile applicare i miglioramenti studiati per le moto da gara ad un modello omologato per circolare su strada. Lo splendido telaio in alluminio a doppio trave diagonale mostra saldature molto curate e superfici gradevolmente lucidate.

Aggiungendo a questo pedane in lega leggera dotate di supporti alleggeriti, comandi a pedale altrettanto curati ed un forcellone che da solo è un'opera d'arte, è facile comprendere perché già a primo impatto si percepisce una qualità sopra la media nella realizzazione delle finiture.

Il forcellone, di forma asimmetrica, è conformato a banana sul lato destro per consentire il passaggio dei terminali di scarico affiancati, mentre sul lato sinistro è presente una capriata di rinforzo.La vista posteriore è molto grintosa grazie anche al codone largo a goccia, che accoglie al suo interno un vano portaoggetti dove può trovare posto il piccolo strapuntino in gomma destinato al passeggero, facilmente asportabile per la guida in pista.


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