SOLO qualche anno fa uno montare un motore di 400 cm³ su uno scooter era cosa assolutamente impensabile: le ruote di piccolo diametro, la ciclistica dalla precisione approssimativa, l'impianto frenante al limite dell'accettabilità rendevano sconsigliabile superare determinati livelli prestazionali. Lo scooter era essenzialmente un veicolo utilitario: per andare oltre, non c'era altra soluzione che orientarsi su una motocicletta.
Tuttavia col passare degli anni i confini fra i due mondi mondi, quello degli scooter e quello delle motociclette, sono diventati sempre più labili. I veicoli "a ruote basse" hanno cominciato a crescere proprio nel diametro delle ruote, i loro telai si sono ispirati alla produzione motociclistica e altrettanto hanno fatto gli impianti frenanti, e le prestazioni sono cresciute di pari passo con la cubatura dei propulsori.
La Suzuki, con l'AN 400 Burgman, è stata la prima Casa a superare il convenzionale "limite" di 250 cm3, che pareva essere la cilindrata ideale per l'emergente categoria dei maxi-scooter. E come dimostrano le attuali tendenze del mercato, ha aperto la strada a una nuova categoria di veicoli.
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