Test: Aprilia SL1000 Falco 1999

In Prove moto

11 ottobre 2000
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"È STATA progettata per il massimo piacere nella guida su strada, offrendo il massimo della potenza in modo facile e divertente, con grande controllo".

Questo era l'annuncio dei tecnici Aprilia che accompagnava il debutto della Falco nel mercato delle sport touring, motociclette adatte ai lunghi viaggi, valide nei percorsi misti stradali e con indole possibilmente sportiveggiante. E sembra non si siano sbagliati di molto.

Fin dal primo contatto traspare la stretta parentela con la RSVmille, la sportiva di punta della Casa di Noale. La motocicletta che corre nel mondiale SuperBike lascia in eredità alla SL 1000 il motore, ma il progetto nel suo insieme è completamente nuovo. A cominciare dal telaio e dalla linea della carenatura.

Ad una prima fugace occhiata la Falco brilla per la compattezza delle forme e per la sensazione di estrema agilità che la riesce a trasmettere. La carenatura "tagliata" lascia intravedere il motore (il moderno bicilindrico a V longitudinale, leggermente rivisto per essere ospitato nella nuova sede) e lo splendido telaio.

Quest'ultimo è costituito da una bellissima struttura in alluminio a doppio trave parallelo, ottimamente lavorato e rifinito, pronto, in un attimo, a trasformarsi da fedele compagno di viaggio nelle piacevoli gite fuoriporta a complice fidato nelle smanettate tra gli insidiosi curvoni di qualche tortuosa strada di montagna.


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