Prova Moto Guzzi Jackal 1999

In Prove moto

07 agosto 2001
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ESSENZIALITÀ. Questa è la parola d'ordine che devono aver seguito i progettisti della Moto Guzzi nella realizzazione della California Jackal. Niente fronzoli od orpelli luccicanti, via tutte le cromature superflue e gli accessori inutili. Solo essenza e sostanza. Questa è la Jackal, nulla di più, nulla di meno.

Quello che "è rimasto", però, piace e convince. Senza contare poi che una volta saliti in sella, la custom della casa di Mandello fila che è una meraviglia. Il fascino delle California, in ogni caso, rimane. Sì, perchè la Jackal è la terza componente della fortunata serie di custom nate con il nome del famoso Stato americano, dopo la EV e la Special. E con le sue caratteristiche vuole segnare un nuovo punto a favore dello stile Made in Italy.

Questa apparente "povertà" di contenuti, che poi come vedremo più avanti tanto poveri non sono, porta dritto dritto ad un prezzo tra i più bassi della categoria. Con appena 16.900.000 di lire ci si porta a casa una affascinante custom di grossa cilindrata (il motore è il classico bicilindrico a V di 1100 cm3 di cilindrata), con caratteristiche di guida "all'europea", come amano chiamarle alla Guzzi.

Questa strana definizione sta ad indicare delle doti dinamiche che si discostano da quelle classiche delle motociclette dalla lunga forcella, per orientarsi verso prestazioni gratificanti anche quando si affrontano percorsi guidati. Senza per questo rinunciare, naturalmente, al carisma dei manubri alti.


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