Una giornata con le tedesche

In Prove moto

10 luglio 2001
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Un test su strada di tutte le novità 2001 BMW

Come tradizione, anche quest'anno non sono mancato ai test organizzati dalla BMW: non capita spesso di avere a disposizione l'intera gamma di una prestigiosa Casa motociclistica, quindi ne approfitto più che volentieri. Oltretutto ero curioso di provare i nuovi modelli, prima tra tutte la bellissima roadster R 1150 R.

Così, nonostante il tempo non promettesse nulla di buono, l'alba di un sabato mattina (ore 9.15 del 17/6 per la cronaca) ci vede partire alla volta dell'Hotel Continental di Cassinetta di Biandronno (VA), sede dei test BMW per la Lombardia. Giunti a destinazione, constatiamo che il cattivo tempo ha notevolmente ridotto il numero di appassionati presenti: buon per noi, dato che non piove e le attese per provare i vari modelli non sono troppo lunghe.

R 1150 R

Il primo modello provato non poteva che essere la rinnovata roadster: all'epoca della presentazione era stato un vero e proprio colpo di fulmine, ed ero ansioso di verificare su strada tutte le cose buone lette sulle riviste specializzate. Il confronto con il vecchio modello, la R 1100 R, fa sorgere i primi dubbi sulla natura dell'evoluzione: se la "anziana" 1100 mostra forme morbide ed abbondanti, la 1150 presenta linee più affusolate e sportive. Molto affascinante la versione in rosso metallizzato, mentre il piccolo cupolino optional regala un tocco di grinta in più. La posizione di guida non fa che confermare i sospetti, dato che pur rimanendo decisamente confortevole è molto più votata alla guida brillante rispetto alla vecchia R.

Una volta avviato il motore, dal sound più gratificante del vecchio 1100, fin dai primi metri si nota che la grande comunicativa di questa moto permette di dimenticarsi di peso e dimensioni. La ciclistica, solida e controllata, trasmette un buon feeling e la posizione di guida aggressiva (per una BMW) invoglia a spingere un po'… peccato per l'asfalto un po' umido! Comunque la roadster bavarese si muove con agilità, pennellando le curve nel misto e seguendo con autorità la traiettoria anche su fondo sconnesso. D'altronde chi ha provato uno qualsiasi degli ultimi modelli BMW, escluso chiaramente il C1, sa che le qualità dinamiche non possono che essere eccellenti.

Non vorrei essere frainteso, pertanto preciso che non ho assolutamente idea di come si comporti la R al limite in pista: quello che sto cercando di trasmettere è l'entusiasmo per una moto davvero azzeccata per la guida brillante su strada. Al tempo stesso è possibile trotterellare al minimo, in sesta, potendo sempre contare sulla bella coppia del propulsore per riprendere velocità. A questo proposito segnalo che è scomparso il problema delle irregolarità a basso regime, ben avvertibili (e purtroppo difficilmente eliminabili) su alcuni esemplari di R 1100 R.

Ma l'aspetto che più mi ha convinto di questa insospettabile naked è senz'altro la frenata. I modelli in prova erano dotati dell'ultima versione del BMW Integral ABS, caratterizzato dalla presenza del servofreno. Devo confessare che ero un po' intimorito da questo sistema: preferisco avere tutto sotto diretto controllo, senza il tramite di centraline varie, e questo vale - a maggior ragione - per l'impianto frenante di una motocicletta. I primi, timidi approcci col sistema frenante hanno evidenziato un lievissimo ritardo alla risposta, che si può notare solo agendo con dolcezza estrema sulla leva, seguito da una forza frenante non proporzionale alla pressione esercitata. La prima impressione di stupore lascia ben presto spazio all'entusiasmo quando ci si rende conto del potenziale a disposizione, oltretutto perfettamente dosabile.

E' un gioco da ragazzi fermarsi in spazi davvero ridotti, in tutta sicurezza grazie all'ABS, e per prendere la mano bastano pochi chilometri. Sentirò la mancanza di questo sistema, e spero che al più presto si diffonda anche su altre moto. Un ultimo appunto per segnalare che sulla R 1150 R la frenata è "semi-integrale", ovvero la leva agisce anche sul freno posteriore ma il pedale non agisce su quello anteriore (come invece accade sui modelli prettamente turistici RT ed LT). Poche le critiche che mi sento di muovere alla BMW: la principale riguarda il cambio (ora a 6 marce), migliorato rispetto al passato ma tuttora non soddisfacente. Inoltre la completa esposizione all'aria limita un po' le attitudini turistiche della 1150 R (che però, come ho spiegato, ha altre frecce al suo arco...).

Infine una nota sui comandi BMW che, com'è ormai ben noto, sono curiosamente differenti da quelli di tutte le altre moto, soprattutto per quanto riguarda gli indicatori di direzione. L'azionamento prevede pulsanti separati, ovvero l'indicatore destro si attiva con un pulsante posto sul blocchetto destro e viceversa; criticabile invece che, per disattivare le "frecce", il comando (unico, stavolta) sia stato collocato sul blocchetto destro, in una posizione non troppo comoda da raggiungere con il pollice della mano che, ricordiamolo, deve già gestire acceleratore e freno... Lodevoli, invece, i blocchetti al manubrio che integrano le pompe freno e frizione.



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