Ancora su Superbike e Motomondiale

In La posta dei lettori

12 marzo 2001
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mi chiamo Giulio Dottorini e vorrei poter dire la mia sull'acceso discorso avvenuto fra Edo e Federico Fiorillo a proposito del dualismo SBK / GP. In particolare vorrei rispondere a Mattia Bacciolo su quanto da lui affermato in merito.

Premetto che conosco Federico di persona e conosco Edo mediante i vari newsgroup (il mio acronimo e Giulio the Doc). E per entrambi vale la stessa cosa: tutti e due sono delle persone molto competenti e che non parlano tanto per dare aria alla bocca.

Ebbene il mio punto di vista e questo: penso che fra gli appassionati di SBK nessuno di immagina neanche lontanamente di pensare che le moto in gara siano uguali alle moto che tutti noi abbiamo. E questo e sacrosanto. Quello a cui allude Federico e il fatto che il campionato SBK nasce come "Derivate dalla serie", ma visti i regolamenti che praticamente lasciano piena liberta a tutti, le moto in gara hanno in comune con "quelle di serie" nulla a parte i nomi e le forme delle carene. Pertanto tale definizione viene clamorosamente smentita.

Tutti sappiamo che la sperimentazione fatta in pista viene poi applicata (a patto che non costi troppo) alle moto di serie, ma vista la definizione della SBK questo doveva essere esattamente il contrario.

Pensate al comune motociclista come potrei essere io. Visti i risultati della SBK dell'anno scorso posso affermare che l'Honda VTR e migliore della Suzuki GSXR, oppure che la Ducati e migliore dell' Aprilia. Tuttavia queste affermazioni non sono vere, il GSXR o il 996 che abbiamo visto in pista cos'hanno da spartire con quelli che normalmente vediamo in giro ? Nulla, assolutamente nulla.

Su questo punto mi trovo abbastanza daccordo su quanto detto da Mattia. Ma il punto non e che vogliamo delle moto simili alla pista, ma vogliamo una campionato che rispetti la regola fondamentale per la quale e stato creato. E allora se le derivate dalla serie non soi poi cosi derivate, chiamamolo pure campionato prototipi oppure campionato dei prototipi che ci illudiamo di avere.

Non sono daccordo su Mattia quando afferma che anche se ci proponessero delle moto con i motori che si possono spostare nel telaio o che hanno forcelle da decine di milioni in ogni caso non potremmo portarci dietro un team ad ogni uscita che facciamo. Quello che si sta chiedendo non e di avere una moto simile (personalmente non saprei cosa farne), ma esattamente l'opposto. Le moto di serie devono essere le stesse (a meno di piccole modifiche) di quelle che girano in pista. Solo cosi il consumatore, che fra l'altro e l'unico grande vero sponsor di tutto il circus, potra vedere effettivamente come va la moto acquistata.

Oppure dobbiamo sempre fidarci delle solite comparative che ci propinano le riviste e che andando a leggere correttamente i dati non sono nemmeno congruenti fra loro.

In definitiva credo che bisogna fare in modo che le derivate rimangano tali e non si nascondano dietro la maschera di essere moto "stradali" rese "s portive".

Sono daccordo sia con Edo che con Mattia quando affermano che l'unificazione dei campionati non gioverebbe allo spettacolo e alla pluralita dello stesso. Ma del resto cosi come stanno adesso le cose questa sembra l'unica strada possibile. Che senso avrebbe la tanto amata SBK con dei GP a quattro tempi ? L'unico vera ragione di esistere per la SBK e che rimanga il circus delle moto di noi comuni mortali.

Giulio Dottorini




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