Posta: GP Suzuka, sogni e realtà

In La posta dei lettori

10 aprile 2003
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Abbiamo vinto! Domenica 6 Aprile 2003 il Sol Levante è stato offuscato dal Tricolore, elevato dai grandi protagonisti del motociclismo italiano.

E'stato come vivere in un sogno a due ruote, ma come in tutti i sogni ad un certo punto qualcosa ti disturba, ti avvisa che il sogno sta per terminare, inizia l'epilogo, inevitabilmente ti devi svegliare ed affrontare la realtà!

La grande prestazione della DUCATI, unita alla grandezza dei piloti italiani in tutte le classi, rappresenta il sogno che tutti speravamo di vivere e non hanno bisogno di commenti, tante sono le emozioni che ci hanno fatto provare e i loro sacrifici, che ci hanno fatto vincere come ITALIANI!

Ad un certo punto c'è un rumore, un gran botto, quello che ti fa capire che il sogno sta per finire, che sei disturbato, che ti stai svegliando. Poteva andare peggio, Marco è stato fortunato!

Poi suona la sveglia ed è un risveglio brusco, il peggiore che potevi immaginare. Ti ricordi poco di quello che hai sognato perchè è il momento di affrontare la realtà, i problemi veri. La realtà in questo caso è dura e si chiama Daijro Kato!

Spero che la sveglia suoni per tutti, FEDERAZIONE, DORNA e Honda in primis!

C'è amarezza.

Ciao

Michele
(Ducati Club Perugia)





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Commenti dei lettori

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Commento


capo
Italy
Venturina

Io non capisco il perchè di poche vie di fuga in un circuito proprietà della Honda.
Non credo che sia dovuto a propremi economici.
ALLORA PERCHÈ???
Non voglio nemmeno pensare che il motivo sia il menefreghismo nei confronti dei piloti che corrono non soltanto per i soldi ma soprattutto per una passione che hanno dentro.
Chiedere ai piloti di non correre in un circuito Giapponese dove è una vera e propria vetrina per le case del sol levante era assurdo.
Ci sono troppi interessi dietro proprio per questo credo che il costo dei lavori del miglioramento del circuito sarebbero stati irrisori.
Sono rimasto ancora più sconvolto quando ho visto prendere Kato e buttarlo sulla barella con tanta fretta e a mio avviso senza le opportune precauzioni.
Io mi aspettavo che la corsa si fosse fermata, ma nemmeno per sognio.
È proprio vero che una giornata che poteva essere una delle più belle per l'inizio del mondiale è stata offuscata dall'incidente successo a Kato ed ad altri.
Adesso si sente dire: "non si correrà più in questo circuito".
Io mi chiedo: "queste parole non si potevando dire prima".
Un saluto e a presto.

Inserito: 10 aprile 2003

Duca
Italy
Siena

allego le parole del Dr.Costa trovate sul sito della clinica mobile..."La mattina della corsa, quando Daijiro Kato era già schierato sulla linea di partenza e Alex Barros ritardava il suo allineamento in quanto impegnato negli ultimi, frenetici preparativi per riuscire a salire sulla moto nonostante il ginocchio sinistro ferito nel warm-up, mi è sorto un pensiero, quasi un’ebbrezza inesprimibile. Che cos’è che spinge i piloti come Kato e come Barros a scendere in pista a Suzuka? E chi è che spinge la fantasia di Melandri a desiderare di correre su quell’asfalto che solo due giorni prima gli aveva inflitto piaghe orrende? Credo di non saper rispondere in maniera ragionevole, ma devo rivolgermi ad una volontà irrazionale. Credo che quando l’intelletto e la ragione sconfinano nel sentimento, nella follia nasce per magia una creatura meravigliosa, l’ANIMA, quello strumento prezioso che ci permette di vedere bella, buona e vera la realtà della vita e assolve ogni tragedia e la rende innocente. I piloti vanno in pista a giocare a scacchi con la morte, perché possiedono un’anima, come possiedono un’anima tutti i motociclisti che nei circuiti o per strada vanno in moto per cercare un mondo migliore, un mondo pieno di infinita libertà. Mick Doohan e Alex Zanardi hanno un’anima, con la quale hanno assolto gli orrori che la vita aveva loro inflitto. Il mondo ha barattato l’anima, l’ha definitivamente venduta in cambio di una maschera orrenda dipinta dai colori della guerra".

Inserito: 10 aprile 2003

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