Come trasformare un Dingo in una moto da corsa!

In La posta dei lettori

15 febbraio 2002
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Potrà sembrare strano che un ragazzo di quasi 17 anni possa andare alla ricerca di un vecchio Dingo, magari da un rottamaio e invece io l'ho fatto.

Fine di agosto 2001, vado dal rottamaio per caso con un mio amico, appena entro vedo un Dingo quasi a pezzi sotto una caldaia. La folgorazione: "e se me lo porto nella mia officinetta?"
Il commento del mio amico è naturale: "ma tu sei schizzato!"

Riesco comunque a convincerlo per farmi trainare fino a casa a patto che lui mi traini col la mia moto, un CRE messo molto bene! Dopo una mezzoretta di fatiche a guidare quel coso con gomme a terra e manubrio storto arrivo nella mia "tana dei motori", la moto è veramente conciata e non ha nemmeno i documenti, ma voglio andare comunque al GuzziDay di settembre a qualsiasi costo. Così comincio a smontarlo per riordinarlo e per sera è tutto bella a pezzi sul banco.

Primo passo: lo rivernicio a bomboletta, nero e rosso come una vera Guzzi; poi si comincia a rimontare il motore dando una tornitina al carburatore che da 14-12 passa a15-15, poi viene il momento dello scarico che viene tagliato e svuotato così da farlo a tromba. Era pronto, andava in moto e camminava abbastanza con un frastuono incredibile che tra le viette del paese diventava insopportabile come le vecchiette che mi urlavano dietro.

Tutto bello pronto per il grande giorno, benzina a posto,moto bella pulita; Si parte, ma dopo circa 500 m di marcia la moto si ferma, non ha più compressione. Torno indietro spingendo più veloce possibile; quando smonto la testa la sorpresina... Il pistone non arriva bene fino al p.m.s. e al p.m.i. sembra toccare i volani dell'albero. Smonto il cilindro di corsa e vedo la biella che sembrava una banana. Una SBIELLATA in piena regola!

Il mio sogno si distrugge in un attimo. Mi sembrava la fine. Per non parlare della figura che mi aspettava con i miei amici che erano al raduno con Dinghi e Magnum un po' truccati e trasformati per l'occasione.

In quel momento arrivò mio padre che vedendo me e la moto in quelle condizioni mi disse: "Non preoccuparti, quest'anno non combinerai niente ma per la prossima vota ti potrai preparare al meglio."

Seconda folgorazione: E se lo preparo come una moto da salita? "Un prototipo su base Dingo!".

Da quel giorno la moto sta' prendendo vita, la chiamerò "ROITO" in onore alla sua linea veramente brutta ma cattiva. Il motore è arrivato dalla cantina del mio allenatore, il motore di un Dingo cross 4 marce a pedale e con la tesa e il cilindro quadri, anche loro aperti, puliti e rimontati con le seguenti modifiche:

-avviamento eliminato totalmente
-campana della frizione alleggerita
-molle frizione più rigide
-impianto d'accensione ridotto a: puntine, condensatore, batteria a perdere, bobina e la sola camma del volano per azionare le puntine che hanno necessitato una molla di contrasto più rigida a causa dell'elevato numero di giri.

Il telaio è sempre l'originale alleggerito di un paio di chili eliminando le pedane, le forcelle sono ancora le sue (per ora).

Molti miei amici dicono che sono suonato a fare una cosa del genere perchè "tanto non serve a niente, non la puoi usare per andare in giro". Ma io so che serve a me, per fare esperienza e perché nò a fare una corsa in salita come la Ballabio-Resinelli.

Anche se so che i Minarelli 50 mi daranno una paga incredibile,io ci voglio provare e chi v'erra a vedere questa competizione magari,se gli organizzatori mi accetteranno, potrà vedermi con il mio "ROITO" sotto il sedere che dà il meglio di sé anche se la maggior parte del pubblico riderà di me e di lui.

Comunque la moto non è ancora finita e quando la finirò vi manderò la nostra foto e la scheda tecnica "definitiva" se così si può chiamare con i successi, o figuracce a cui mi porterà.

Ciao,
Danilo

Risponde Marco Dabizzi:

Che dire? Ti invidio, sei nella fase più bella della tua passione motociclistica, quella più difficile ma che ricorderai con affetto fra qualche anno.

Tieniti stretto il tuo Roito, ognuno di noi ne ha costruito uno, almeno nella sua immaginazione, i più fortunati ci sono riusciti davvero e quelli più fortunati ancora continuano a farlo per tutta la vita...




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Commenti dei lettori

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Commento


cuoccimix
Italy
Milan

Sei un ragazzo in gamba, solo chi sa apprezzare anche i vecchi "cinquantini" (non solo gli scooter alla moda) riesce a farsi una vera cultura motociclistica! Ti auguro, quando avrai dieci anni in più (o anche prima), di mettere le mani su di una vecchia Guzzi o Norton x farne una special coi fiocchi...e che il Roito (a proposito, fatti pubblicare una foto da Motocorse) sia solo l'inizio!

Inserito: 25 febbraio 2002

dingo66
Italy
Milan

Ho letto che tu ed altri tuoi amici possedete il mitico guzzi dingo...
io purtroppo ci capisco poco di meccanica, ma anch'io possiedo uno di questi piccoli gioielli con cui (da Milano) sono andato al raduno di mandello... Ho realizzato un sito sul Guzzi Dingo (http://www.dingo66.supereva.it) con l'intento anche di creare una piccola comunità di possessori di Dingo con cui magari ritrovarci ai raduni. Se può interessarti visita il sito e la sezione del club e segnalalo ai tuoi amici. CIAAAAAAAoooooo!

Inserito: 04 novembre 2002

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