Nicola Dutto: gareggiare in moto anche da paralizzato

di redazione Italia MotoCorse.com

Nicola Dutto: gareggiare in moto anche da paralizzato


Ogni tanto il motociclismo, come altri sport, ci regala storie singolari dal punto di vista umano, questa volta ne raccontiamo una di quelle davvero speciali, che servono da esempio positivo per chi non ne è a conoscenza e rendono un pochino più intensa la lettura, o meglio la riflessione, scorrendo pagine come quelle di MotoCorse, spesso dedicate a cronache e commenti di gare piene di tecnica e personaggi noti.
  
Nicola Dutto è il primo pilota in Europa che è tornato a gareggiare in moto dopo un incidente che lo ha relegato su una sedia a rotelle.

E’ il primo nel mondo che corre in moto ad alti livelli pur avendo subito la lesione della settima vertebra dorsale ed essere quindi paralizzato da metà fascia addominale in giù.

  
A fine luglio ha partecipato alla Baja Espana Aragon in sella ad una Suzuki RMZ 450 X appositamente allestita. Ha gareggiato per il team Bordone Ferrari e si è classificato 24esimo assoluto, un risultato ottimo ma che sarebbe potuto essere perfino migliore se Nicola non fosse stato frenato dalla rottura di un fusibile, poi sostituito. Senza quell’inconveniente probabilmente si sarebbe classificato tra i primi 15.
  
Nicola Dutto è quindi un nome che pochi forse conoscono, pur da appassionati di corse in moto, eppure è entrato nella storia dello sport mondiale. Nicola vive a Beinette, in provincia di Cuneo, è un eroe ma non si sente tale, non vuole lanciare messaggi ma solo continuare a praticare lo sport che ama, come ha sempre fatto. “Gareggio per me stesso perché mi piace farlo. Quest’anno si è parlato tanto di campioni in carrozzina ma preferisco non essere paragonato ad altri atleti, ognuno di noi è diverso ed ha la propria storia. Nutro una profonda stima per Alex Zanardi ma, se proprio si vogliono fare dei parallelismi, preferisco essere accostato ad Oscar Pistorius perché anche lui gareggia con i normodotati”. 

Nicola Dutto è stato per anni uno tra i migliori specialisti del Baja cioè la disciplina motociclistica in cui gareggiano i piloti che partecipano alla Dakar. Ha un curriculum sportivo eccezionale: è stato pluri-Campione Europeo Baja, pluri-Campione Italiano, ha vinto vari campionati Rally Raid in Spagna, ha conquistato piazzamenti prestigiosi in Messico ed in California. Il 20 marzo 2010 l’incidente all’ Italian Baja (tappa italiana dell’ Europeo) a Pordenone e la lesione vertebrale. Dopo 9 mesi in ospedale è tornato alle competizioni. Nel 2011 ha gareggiato al Baja 1000 a bordo di un buggy Polaris RZR 800 ma non è riuscito a  concludere la gara per noie meccaniche. Quest’anno ha deciso di tornare in moto e si è subito espresso ad alti livelli. 

“Le difficoltà principali che ho incontrato in questi due anni si possono sintetizzare in tre parole: burocrazia, scetticismo e pietismo. Dopo l’incidente sono passato da atleta vincente a malato. Appena sono uscito dalla clinica seduto sulla carrozzina ho notato che la gente mi guardava in modo diverso e lo fa tutt’ora: ciò mi fa pensare ed è una cosa molto brutta. Fortunatamente ho trovato anche chi ha creduto in me ed ha sposato la mia causa considerandomi uno sportivo e non un paraplegico”.

In Spagna ha fatto tacere gli scettici. “Ho corso da leone, senza rendermi conto di non poter utilizzare le gambe. Per me gareggiare in moto è una cosa naturale, sono subito tornato a compiere dei movimenti che per me erano abituali, come se il tempo si fosse fermato e fossi tornato in sella dopo una vacanza. Fisicamente sto bene, in questi due anni ho sviluppato al meglio la parte superiore del corpo ed ora non mi viene istintivo mettere i piedi a terra. In Spagna mi sono espresso al di sopra delle aspettative generali ed è stato molto importante  perché un conto è correre “da pecora” un altro è essere competitivi e lottare per piazzamenti importanti. Il pubblico è stato splendido, un delirio, mi ha incitato in modo straordinario. Durante una prova speciale ho riso e pianto contemporaneamente dentro al casco vedendo tanta gente che impazziva per me. Concludere quella gara è stata un’emozione indescrivibile. Tutti gli altri piloti si sono poi congratulati con me perché sapevano bene cosa avevamo affrontato”. 

Assieme a Nicola nella sua avventura il suo compagno fraterno Julian Villarubia che lo ha seguito in moto, la moglie Elena e tutti i ragazzi del suo staff  definiti i “Nico’s Angels”. “Elena è stata la prima a credere in me e nel fatto che sarei potuto tornare a gareggiare, senza di lei non sarei riuscito a fare tutto questo”. 

Ora Nicola sta definendo i suoi programmi. Il suo obiettivo è partecipare alla Baja 500 California, tornare alla Baja Espana Aragon che nel 2013 celebrerà il trentennale e possibilmente gareggiare alla Baja 1000 ma questa è ancora in forse “Tutto dipende da come andrà la Baja 500 che sarà una sorta di test per verificare quale sarà la mia condizione e per definire al meglio i miei prossimi traguardi”.




VIDEO
In questo video, vedete in azione una moto alla Baja Espana Aragon 2012, condotta da una persona che ha riportato lesioni di entità grave: uno stimolo per capire come la forza di volontà umana possa superare davvero molti limiti.
 

CURRICULUM SPORTIVO - Nicola Dutto

La sua vita è da sempre legata allo sport. All’età di tre anni muove i primi passi nello sci alpino, passione che si porta dietro per tutta la vita.
Il suo vero amore è però la motocicletta e a 22 anni debutta nell’enduro conquistando risultati di grande prestigio.  
La svolta decisiva nel 2001 quando Nicola, alla ricerca di stimoli nuovi, lascia l’Italia e l’enduro, per provare in Spagna una nuova formula di gara: le Baja.
In terra iberica conquista nel 2004 e 2006 il titolo di Campione Spagnolo Rally T.T. diventando uno dei migliori interpreti della disciplina.
Nel 2007 si trasferisce in Messico, patria delle Baja, e partecipa allo “Score International Desert Off Road Championship”, il Campionato composto da prove durissime tra le quali la “mitica” Baja500 classificandosi quarto assoluto fra i professionisti.
Torna in Europa e nel 2008 e 2009 si è laurea Campione Italiano ed Europeo Baja.

Il 20 marzo 2010  - durante lo svolgimento dell’Italian Baja una rovinosa caduta gli provoca la rottura della settima vertebra dorsale e lo relega sulla sedia a rotelle.
Dopo nove mesi di ospedale, proprio da questo incidente, Nicola trova nuovi stimoli e si schiera alla partenza della Baja 1000 a bordo del Polaris RZR 800 per correre in solitaria nella categoria“Iron-man”…
Luglio 2012 Baja Espana Aragon - Nicola si affida alla forza del suo temperamento per rilanciare il suo sogno originale e tornare in sella ad una moto con i colori del team Bordone Ferrari. Affronta 500 km di prova speciale in sella alla Suzuki RMZ 450 X appositamente preparata e termina al 24-esimo posto assoluto. Nessuno lo ha mai fatto prima.

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Altri commenti

Climber74

Tanto di cappello.....

Inserito: 27 settembre 2012
Nazzo

Che storia...!!
Vita, Forza, Emozioni, Amore e Coraggio. Manetta e Anima. Grazie, provo un sacco di emozioni e tanto rispetto

Nazzo

Inserito: 28 settembre 2012
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