Freddie Spencer e le sue Honda: la sfida (ed il bar dello sport...) - parte 3

di Cristiano Coin

Freddie Spencer e le sue Honda: la sfida (ed il bar dello sport...) - parte 3

Terza parte dell'articolo su Freddie Spencer, leggi qui la prima e la seconda parte.

Per la gara successiva ci si sposta di qualche chilometro per girare in un altro circuito leggendario: SPA Francorchamps.

Nella 250 se la giocheranno i soliti Spencer, Lavado e Mang ma per la settima volta l’avrà vinta Fast Freddie.

Durante le prove della 500 si può assistere ad un curioso siparietto: Mamola e Spencer fanno capolino al muretto vicino ai box chiacchierando e scherzando come due amiconi, ma appena sentono il sibilo della OW 81 di Lawson, si zittiscono e si concentrano sul rivale, oramai impegnato alla staccata, per scambiarsi successivamente complici sguardi dal significato misterioso. Lawson, comunque, si presenta in griglia come il più veloce ma Mamola parte a fionda e si piazza davanti per la prima staccata. Il gruppo degli inseguitori frena il recupero di Lawson ma nulla può contro Spencer che arriverà al comando senza più lasciarlo fino alla bandiera a scacchi che lo vedrà festeggiare con una bella impennata la doppietta di SPA!

Al Bar dello Sport, stranamente, il lunedì mattina successivo c’erano solo gli “Spenceristi” a prendere il caffè…

La nona gara della stagione ’85 si disputa a Le Mans in Francia. Nonostante le premesse dessero Fast Freddie favorito (pole 250 e 500), si può dire che questa tappa più che averla (stra)vinta Spencer, l’abbiano (stra)persa i suoi avversari. In 250, Wimmer, l’unico in grado di impensierire Spencer, cade il sabato ed è costretto al forfait, perciò per la domenica si presenta una vittoria facile. Nella 500 sembra veramente che una mano invisibile protegga il campione della Lousiana. In partenza Lawson, velocissimo nel warm-up, accende la moto con 23 secondi di ritardo dagli avversari, nel corso del primo giro Fast Freddie prende la testa ma poco dopo subirà un bellissimo sorpasso di Gardner. L’australiano però si dovrà ritirare di lì a poco per foratura della gomma posteriore. Spencer torna in testa ma subisce la rimonta del transalpino Sarron, galvanizzato dall’atmosfera di casa. Ma l’entusiasmo si spegne nel tentativo di passare un gruppo di doppiati per beccare Spencer oramai a vista, l’eccessiva foga porta Sarron a distendersi sull’asfalto. La lotta oramai è solo per la seconda piazza dove Roche riuscirà ad avere la meglio su Mamola. Per Fast Freddie, quinta vittoria stagionale nella classe regina e firma sulla quarta doppietta di stagione.

Quella calda domenica sera di luglio al Bar dello Sport non si videro “Lawsonisti”, le birre erano tutte nella pancia degli “Spenceristi” che pregustavano in anticipo il sapore dell’impresa del loro smanettone preferito.

Arriva agosto, ma invece degli occhiali da sole al circuito di Silverstone bisognerà portarsi un robusto ombrello, pioggia e vento attendono il circus. Fast Freddie imposta la gara della 250 con piglio da “ragioniere”, spuntando il quarto posto che gli varrà la prima laurea stagionale, il titolo 250. Sarà l’ultima volta che Fast Freddie salirà sulla quarto di litro. Avendo disputato la 250, il campione americano aveva acquisito una notevole confidenza con le difficili condizioni della pista, questo vantaggio creerà le condizioni per un “garone”: al primo giro il secondo pagava 5 secondi, al secondo 8, al terzo 12. Il podio sarà completato dal “solito” secondo Lawson e dallo specialista “acquatico” Sarron.

Al Bar dello Sport le facce degli “Spenceristi” erano quelle di chi aveva appena fatto un grande aperitivo nell’attesa di una sontuosa cena!

Solo una settimana e si sbarca ad Anderstorp, in Svezia. Fast Freddie concentrato per la conquista del titolo 500 diserterà la gara 250. Questa volta a vincere facile sarà Mang. Ma per la mezzolitro Fast Freddie butterà il pallottoliere da ragioniere e correrà alla sua maniera: “Ho fatto la mia gara senza rischiare, quando ho visto davanti a me la strada libera ho impostato il mio ritmo e non ci sono stati problemi, impostare una gara tattica sarebbe stato più rischioso, anche se avrei potuto accontentarmi del terzo posto per vincere aritmeticamente il campionato”. Arriva così il titolo della 500, la NSR può fregiarsi così del numero 1. E arriva anche la indimenticabile (e unica) impresa del titolo 250 e 500 in un’unica stagione, Fast Freddie è leggenda.

Quella sera al Bar dello Sport a brindare saranno tutti, ma proprio tutti, un mito delle due ruote si rispetta sempre! (… tanto le soddisfazioni, quelle vere, si prendono in piega sulla panoramica…).

Arriva l’ultima gara della stagione disputata a Misano Adriatico dove si corre per il Gp di San Marino, ma Fast Freddie non si presenterà, dichiarerà di essersi fratturato un pollice in allenamento con i pesi… Nessuno potrà mai dire se questa scusa sia la prima di molte che seguiranno nel sofferto futuro sportivo del campione.

Ma quella del 1985 fu, per Fast Freddie, una stagione condotta in maniera perentoria, limpida, da fenomeno, riassume bene, in un’intervista dell’epoca, Virginio Ferrari (pilota Cagiva): “Spencer è il miglior manico in circolazione, nessuno è capace di accelerare fuori dalle curve prima di lui”.

Ecco, oggi al Bar dello Sport gli smanettoni dai capelli brizzolati, Fast Freddie lo ricordano così…

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