Era il Marzo del 2009 quando intervistammo Niccolò Canepa che stava per iniziare la sua avventura in MotoGP su una Ducati gestita dal team Pramac. L'anno successivo Niccolò era approdato alla Moto2 dove aveva vissuto una stagione non positiva. Un biennio non particolarmente felice, sportivamente parlando, per il pilota genovese.
Abbiamo deciso pertanto di fare nuovamente due chiacchiere con lui per capire cosa è andato storto nelle ultime due stagioni e cosa ha in progetto per questo 2011.
Lo abbiamo incontrato di sabato in un freddo pomeriggio invernale, dove sul divano di casa sua, ci ha raccontato cosa non ha funzionato negli ultimi due anni e come si sta preparando per affrontare la sua nuova avventura di pilota.
Motocorse: Niccolò, intanto come stai ? Siamo in pieno inverno e penso che sia un po' di tempo che non guidi la moto in pista.
Niccolò Canepa: Si, ho fatto l'ultima gara ad Aragon il 19 Settembre, sono passati quasi quattro mesi da allora e salirò di nuovo in moto il 12 Febbraio per dei test; però mi sono comunque allenato molto con il motard e con la moto da cross che penso siano molto utili, se fatti usando la testa perchè c'è comunque il rischio di farsi male. Sono utili perchè ti danno sensibilità e comunque sei sempre alla guida di una motocicletta piuttosto che stare fermo per tre o quattro mesi di fila. Facendo motard e motocross hai modo di non perdere il feeling con la guida della moto, anche se ovviamente le velocità sono diverse rispetto a quelle in pista.
M.: Ti sei lasciato alle spalle un paio di stagioni difficili dove hai raccolto meno di quello che speravi e dove hai incontrato diversi problemi. Nonostante ciò che bilancio puoi fare di questi due anni, il primo in MotoGP e l'altro in Moto2 ?
N.C.: L'anno in MotoGP è stato comunque abbastanza positivo perchè mi è servito tantissimo come pilota per fare esperienza. Poter correre un anno con quei "mostri sacri" della MotoGP è stato davvero utile. D'altro canto io speravo di fare due anni perchè gli accordi erano quelli, pensando di fare un primo anno per accumulare esperienza ed un secondo dove provare a fare qualcosa di significativo a livelli di risultati; io ero convinto di poter fare bene. Poi le cose sono andate diversamente. Nel 2009 mi sono ritrovato con sette o otto piste che non conoscevo e partivo quindi un po' con l'handicap, i turni di prove erano ridotti per via della riduzione dei costi e le possibilità di fare test erano diminuite. Quindi non è stato facile anche se pensavo di fare meglio francamente parlando; mentre ora hanno rimesso il turno del mattino che quell'anno invece non c'era: forse ci si è resi conto che avevano un po' esagerato con il limitare le possibilità per i piloti di provare in pista. Probabilmente se avessi avuto la possibilità di fare due anni pieni le cose sarebbero state diverse. Comunque nonostante tutto, soprattutto l'esperienza in MotoGP è stata formativa e lavorare in Ducati mi ha aiutato davvero tanto. L'anno successivo ho scelto di passare in Moto2 con il team campione del mondo, perchè mi sembrava il modo migliore per accedere a questa categoria.
M.: Ecco, raccontaci un po' com'è questa Moto2. Molti la criticano, molti la apprezzano. Vedere arrivare quaranta piloti con il coltello tra i denti alla prima curva è emozionante per chi guarda da fuori, poi se osservi i tempi sul giro sono praticamente tempi da stock 600. Tu che ci hai corso cosa ne pensi di questa Moto2?