Daniel Pedrosa, la storia di un calmissimo testardo

In Piloti e protagonisti

di Sonia Infantes Castro, 18 giugno 2010
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Daniel Pedrosa, la storia di un calmissimo testardo


Daniel “Dani” Pedrosa è di Sabadell. Il paese catalano, prima che Dani venisse al mondo, era noto ai motociclisti per la pista di motocross del Vallés ove si svolgeva il GP di Spagna della categoria, organizzato dalla Penya Motorista “Diez por Hora”. Daniel è nato il 29 settembre del 1985 all’ospedale di Castellar del Vallés. Oggi ha casa in Svizzera, dopo avere abitato per qualche anno a Londra.

Precocissimo, ha iniziato ad andare in moto da bambino. La sua prima moto è stata da cross. La prima volta su asfalto? Nel 1996, al Karting Dudux, con le minimoto. E’ secondo al termine del campionato nazionale. Nell’ anno seguente è terzo. Nel 1998, sul tracciato di Benicasim, ha poi vinto il suo primo campionato nazionale di minimoto.

Correre, è noto, costa. Daniel, per ragioni economiche, stava seriamente pensando di passare al ciclismo. Proprio il giorno nel quale stava andando a prendere la licenza di corridore ciclista vede l’annuncio “fatale”, su un periodico prestatogli da un amico: gli organizzatori della Movistar Activa Cup cercavano giovani piloti di talento. Daniel decide di provare ma, come sempre accade, tra lui ed il primo campionato con moto a ruote alte si frappone un ostacolo burocratico. Si poteva correre solo a 14 anni compiuti. A Dani mancava “mezzo anno” (come ricorda spesso nelle interviste); ma Alberto Puig – all’epoca promotore del campionato – fece una piccola scommessa personale e lo mise lo stesso nell’elenco degli iscritti. Pedrosa tiene riservata la sua partecipazione al campionato. A scuola se ne accorgono solo quando il calendario del torneo diventa intenso e Dani porta una giustificazione per un mese. Pedrosa prende l’impegno nella Movistar Cup come un qualsiasi impegno scolastico. Deve imparare quasi tutto. Dichiara Puig, che poi diventerà il suo mentore personale anche nel Mondiale: “Non andava fortissimo, ma guidava bene. Era ed è molto magro, e basso (48 kg. per un’altezza di 1,58, ndr) che con le piccole cilindrate è sempre un vantaggio. La stoffa c’era

Nel 1999 studia l’ambiente della Movistar Activa Joven Honda Cup, si fa insegnare e in pista fa esattamente quello che gli dicono. Finisce ottavo nella classifica generale. Puig lo “promuove”: nel 2000 lo aspetta l’impegnativo Cev, il campionato spagnolo. Veste la maglia dello Junior Team Movistar ed è quarto al termine del campionato 125. I suoi compagni di squadra sono andati più forte di lui, ma le quattro pole position conquistate convincono Puig che Pedrosa va comunque portato nel Mondiale dell’ottavo di litro, assieme al campione di Spagna Toni Elias.

Nel 2001 corre la sua prima stagione iridata. Al GP della Comunitat Valenciana (Circuito “Ricardo Tormo”) arriva il primo podio, seguito poi da quello nel GP del Pacifico di Motegi, in Giappone. E’ terzo in entrambe le corse. Al termine del campionato - vinto dal sammarinese Manuel Poggiali (Gilera) - è ottavo nella classifica generale dell’ottavo di litro. Non male per un debuttante.

Il 2002 è l’anno della verità. Non è più tempo di imparare e di fare esperienza, ma di… pedalare. Dani, come sempre, nonostante la flemma e l’apparente imperturbabilità, inizia a stringere con forza sempre crescente il comando dell’acceleratore. A fine stagione alla roulette del Mondiale 125 escono due numeri: il 26 (quello che ancora oggi porta sulla tabella) ed il 3. Infatti vince tre gare (Assen, Motegi e Valencia) terminando terzo in classifica generale. Il titolo va al francese Arnaud Vincent (Aprilia).

Nel 2003 Daniel, finalmente, conquista il titolo grazie a cinque vittorie: Sudafrica (Phakisa Raceway, Welkom), Francia (Le Mans), Catalogna (Montmeló), Repubblica Ceca (Brno), Malesia (Sepang). Mancano però ancora due gare al termine di un  campionato già vinto. Il destino è sempre in agguato. Durante le prove del GP d’Australia (Phillip Island) cade malamente rompendosi entrambe le caviglie.

L’ Honda ed il Team Telefonica lo hanno già promosso alla 250. La stagione 2004 incombe ed i piani non possono essere cambiati. Nonostante l’assoluta inesperienza con la quarto di litro, vince la gara di apertura in Sudafrica (Welkom) ed altri 6 Gran Premi: Le Mans, Sachsenring, Donington, Motegi, Sepang, Valencia. A fine stagione, oltre alla medaglia iridata, conquista anche un singolare record: a 20 anni è il più giovane pilota della storia a vincere due titoli mondiali consecutivi in due classi diverse.

Nel 2005 i titoli consecutivi diventano tre, dei quali due nella 250. Prima di lui, nella quarto di litro, a fare doppietta, fu l’italiano Luca Cadalora. Pedrosa brucia anche il record di giovinezza: prima di lui era stato Marco Melandri ad aggiudicarsi la palma di pilota iridato più giovane della 250. Come sempre, l’Honda decide di iscrivere il fantino di Sabadell alla classe superiore, che stavolta è la MotoGP.

Nel 2006 arriva nella massima categoria, nel team ufficiale Hrc. Il suo compagno di squadra è lo statunitense Nicky Hayden. La prima gara della stagione è il GP di Spagna a Jerez. Termina secondo la gara vinta da Loris Capirossi (Ducati). La prima pole position arriva a Le Mans, nelle prove del GP di Francia. In Cina, sul tracciato di Shangai, vince la prima medaglia d’oro in MotoGP. Segue la splendida vittoria di Donington, ove l’inno spagnolo viene suonato per ben tre volte. Infatti oltre a Pedrosa vincono - su Aprilia - Alvaro Bautista nella 125 e Jorge Lorenzo nella 250. Tutti e tre avevano anche conquistato la pole al sabato. Alla fine della stagione è premiato come miglior rookie: 2 vittorie, 8 podi e 215 punti in classifca. Il titolo mondiale va al compagno di squadra Nicky Hayden. Da notare che durante il GP del Portogallo un contatto tra Pedrosa ed Hayden avrebbe potuto frenare la corsa al titolo di Kentucky Kid. Daniel, da molti criticato per la sua irruenza, non se lo perdonerà che a fine stagione, quando Hayden riuscirà comunque a vincere la coppa iridata.

2007. Pedrosa è vice campione del mondo (due le vittorie: Sachsenring e Valencia) e conquista un altro simbolico record: assieme a Valentino Rossi è l’unico che abbia vinto un GP in casa in tutte le categorie. Da notare che, assieme ad Italia ed Usa, la Spagna è l’unica nazione ad ospitare più di una corsa mondiale. Il titolo va all’imprendibile australiano Casey Stoner, che guida quel missile rosso chiamato Ducati.

Nel 2008 vince due dei tre GP programmati in terra iberica, quelli di Spagna (Jerez) e Catalogna (Montmeló). In quest’ultima gara è autore di un gesto che ha fatto innamorare di lui i motociclisti di tutto il mondo. In diretta televisiva, fa il giro d’onore (Foto) inalberando la bandiera “guard railes asesinos”, per sensibilizzare le autorità sui problemi della sicurezza stradale per gli amanti delle due ruote. E’ terzo al termine di un  campionato che lo vede grande protagonista. Diventa anche molto testardo e preme sull’ Hrc affinché vengano abbandonate le gomme Michelin per passare alle Bridgestone. Il grande capo della casa francese nel motorsport, Biabaud, lo accontenta da subito. Il divorzio si consuma al termine del GP di San Marino a Misano. L’Honda di Pedrosa calzerà le Bridgestone a partire dalla corsa successiva. Il compagno di squadra Hayden finisce invece la stagione con le gomme transalpine.

Il 2009 lo vede ancora terzo in campionato, sempre con due vittorie: a Laguna Seca (GP degli Stati Uniti) ed al “Ricardo Tormo” (GP de la Comunitat Valenciana). Al Mugello la sua velocità assoluta è di 349,288 km. orari.

Il 2010 è ancora cronaca. Festeggiata a Le Mans la partecipazione a 150 Gran Premi, Daniel ha poi vinto il GP d’Italia al Mugello. 





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