 La gara del Mondiale Superbike di Phillip Island é stata anche l'occasione per fare due chiacchiere con Rob Phillis. Il campione australiano, che oggi ha disputato (e vinto) due manche del campionato moto storiche australiano, girando in un rispettabilissimo 1'44 con una Suzuki GSX 1100, ci ha raccontato volentieri di quel primo GP inaugurale del campionato delle derivate di serie, svoltosi su questo stesso circuito nel 1990.
Phillip In quell'occasione vinse la seconda manche, dopo un duello con Peter Goddard che si aggiudicó la prima, e quella vittoria fu l'inizio della sua carriera nel campionato mondiale, del quale fu uno dei protagonisti indiscussi nelle prime stagioni. Il ricordo di quella prima vittoria davanti al pubblico di casa riesce ancora a strappargli un sorriso, anche se Phillis é tutt'altro che un ex-pilota: a cinquantaquattro anni, la sua passione sono ancora le due ruote, ed é un vero spettacolo vederlo guidare con la sua Suzuki vintage. "Le gomme Dunlop che usiamo sono quelle fatte per le 250 GP" ci racconta, "vanno bene ma non certo benissimo su moto che pesano due quintali".
"Quell'anno a Phillip Island ero determinato a vincere tutte e due le gare" continua Rob, "ma nella caduta della prima manche mi si ruppe il manubrio e fu impossibile continuare. Per me non ci poteva essere comunque altro risultato che cadere o vincere".
Pilota spettacolare ed alfiere Kawasaki per tre anni, Phillis magari qualche rimpianto ce l'ha per un titolo iridato mai arrivato. "Il regolamento favoriva le due cilindri, le nostre moto erano piú pese e meno potenti, magari avrei dovuto cambiare marca..."
Ma Phillis ci racconta anche di un passato da giornalista, quando pubblicava regolarmente una colonna su un giornale australiano raccontando il dietro le quinte delle gare. "Adesso é tutto diverso" ci dice, "quando mi é arrivata l'email di MotoCorse.com ho perso un'ora a scrivere quella maledetta risposta, che ho poi cancellato pigiando il f*****o tasto sbagliato sul mio computer, cosa che mi ha fatto davvero inc*****are".
Nel suo box a Phillip Island c'é anche Aaron Slight, vecchio compagno di squadra con cui é rimasto amico, ed é un piacere vedere come i due piloti godano ancora di un largo seguito presso il pubblico australiano. Adesso a continuare la tradizione di famiglia in pista c'é il figlio minore Alex, che gareggia con le mini bike ed ha conquistato il titolo nazionale motocross classe 125.
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