Motocorse intervista Niccolò Canepa. Ultima parte

In Piloti e protagonisti

di Federico Bencivenni, 23 marzo 2009
Motocorse intervista Niccolò Canepa. Ultima parte

Pubblichiamo l'ultima parte della lunga intervista a Niccolò Canepa. Niccolò ci parla di quali caratteristiche deve avere un pilota e quali no, della famiglia, di concentrazione pre gara e di che futuro si immagina lo aspetti quando smetterà di correre. Buona lettura.

Motocorse: A cosa pensi quando abbassi la visiera del casco prima di una partenza?
Niccolò Canepa: Cerco subito la concentrazione. A poco a poco è come se mi estraniassi, chiudo la visiera e penso solo a guidare la moto. Non si pensa più a niente.



Se inizi a pensare ad altro vuol dire che stai già sbagliando, e stai andando piano…
 MC: Qual è una caratteristica che un pilota deve assolutamente avere?
 NC: A parte il talento vero, la velocità, che magari hanno in tanti, credo serva soprattutto la testa. Insomma, il giusto mix tra le due cose. Ci sono piloti fortissimi che però cadono ogni tre curve perché si distraggono, o sono deboli psicologicamente, o magari non riescono a mettere a punto la moto. Magari sono forti sul giro secco, e poi basta. Se invece “hai la testa” riesci a lavorare bene sulla messa a punto, riesci a mantenere lucidità anche nei momenti difficili… tutte cose che ti aiutano tantissimo.
MC: Cosa invece non deve assolutamente avere un pilota?
NC: Essere uno che si agita. Un pilota emotivo è difficile faccia tanta strada.
MC: Quali sono i piloti del passato che hai ammirato e chi, tra quelli di oggi, ammiri di più?
NC: Posso dirne uno solo, visto che Troy Bayliss lo possiamo considerare del passato, visto che ha smesso, ma è un pilota di oggi. E sempre stato un mio idolo. Fortissimo. Ho avuto anche la fortuna di correrci insieme e di lavorare insieme a lui…
MC: Cos’è che lo rendeva così speciale?
NC: Il fatto che si toglieva il casco ed era un ragazzo qualsiasi. Poi se lo rimetteva ed era il pilota numero uno. Tanti invece si tolgono il casco e sono piloti, poi quando se lo mettono fanno ridere. Questa secondo me è la differenza sostanziale. Ci sono tanti che fuori dalla pista se la tirano e poi quando entrano fanno fatica...
MC: Niccolò e la famiglia. Che rapporto hai con i tuoi cari? Come vivono il tuo amore per le corse?
NC: Mia mamma è in ansia. Non ha mai visto una gara dal vivo, e anche in Tv si rifiuta di vederle. E’ orgogliosa di me se vado bene, ma è chiaro che ha paura. Anche se ci sono cose molto più pericolose del correre in moto: noi siamo molto protetti, facciamo tutto nella massima sicurezza. Le piste dove si corre la MotoGP sono sicure, le moto hanno dispositivi di sicurezza all’assoluta avanguardia; l’abbigliamento tecnico è il top in tema di sicurezza e ci protegge. Certo, può capitare di farsi male…
MC: …ma il male “vero” facendo gli scongiuri, si spera di non farselo mai.
NC: Si spera di no.



Pagina 1 di 2 Pagina successiva


Stampa  Versione stampabile   Invia ad un amico  Manda ad un amico     Scrivi un commento  Scrivi un commento »
comments powered by Disqus

Commenti dei lettori

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti in Piloti e protagonisti

» Motocorse intervista Niccolò Canepa. Seconda parte
» Motocorse intervista Niccolò Canepa
» Motocorse intervista Guido Meda. Ultima parte