Carmelo Ezpeleta: è lui il vero divo del business motociclistico

In Piloti e protagonisti

di Federico Bencivenni, 29 agosto 2008
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Carmelo Ezpeleta: è lui il vero divo del business motociclistico


I personaggi come Carmelo Ezpeleta suscitano e hanno sempre suscitato polemiche ed opinioni diverse sia tra i tifosi che tra gli addetti ai lavori. Gli uomini come lui sono uomini che o si odiano o si amano; le mezze misure con loro non vanno bene.

Bisogna però riconoscere che ricoprire certi ruoli non è roba per tutti. Insomma non tutti hanno quelle caratteristiche necessarie ad assumere ruoli di potere, di comando e prestigio, ma che portano con sè anche parecchie gatte da pelare.

Il personaggio in questione è stato, ed è tutt'ora, sotto i riflettori per le scelte che hanno caratterizzato sino a questo momento il suo operato. Ma è innegabile che per il Motomondiale Ezpeleta ha fatto molto.

E' chiaro che in quanto manager ha l'onere - e l'onore - di pensare soprattutto al business, e cioè introiti e sponsorizzazioni che possano garantire l'esistenza lunga e proficua del Motomondiale, così come è evidente che certe sue scelte possono non esser state da tutti condivise.

Direte voi: e l'antico spirito della passione motociclistica dove è andato a finire? Ma allora bisogna ridurre tutto al mero Dio denaro e al profitto, quindi al business nudo e crudo? Beh, sì. Triste a dirsi ma credo sia così. Purtroppo comandano i bilanci delle aziende, le multinazionali, gli azionisti e via discorrendo e anche nel mondo delle gare in moto la strada intrapresa sembra questa.

Sul fatto che poi così facendo il Motomondiale diventerà sempre più simile (in senso negativo s'intende) alla Formula 1 , come molti hanno sottolineato, ritengo purtroppo che il percorso sia quasi obbligato. D'altronde personaggi come Max Mosley, Bernie Ecclestone in Formula 1 e appunto lo stesso Ezpeleta nel Motomondiale sono un po' le due facce di una stessa medaglia. Prendere o lasciare, non vedo alternative.

In un epoca nella quale tutto si brucia in men che non si dica e la forma sembra contare ormai ben più della sostanza, anche il motociclismo professionistico non fa eccezione seguendo una strada che forse, per la sopravvivenza del motociclismo stesso, non può decidere di cambiare dovendo percorrerla secondo regole e scelte stabilite da altri. Tutto ciò, in teoria proprio per il bene del motociclismo sportivo.





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Commenti dei lettori

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Commento


italianman
Italy
Trieste

ho avuto la fortuna di essere ospite del gp di F1 a Valencia di domenica scorsa.
La scena e' desolante: biglietti carissimi, erano tutte tribune alla fine ma 375 euro per 3 giorni...magari in italia sarebbero costate 500.
Spettacolo altrettanto desolante, macchinine radiocomandate (e' proprio il caso di dirlo) tutte in fila indiana tanto da sperare in un fuoripista per non addormentarsi, cosa che se l'avessi vista da casa sarebbe accaduta di certo.
Addormentarsi e' comunque impossibile dato il chiasso delle auto, tale da indurre uno come me appassionato di motori a mettere gli appositi stoppini.
Alla fine uno circo ambulante in vendita al miglior offerente.
Se questo e' il futuro della motogp (e per ora pare di si) credo che passero' le mie domeniche a fare altro.
Cosa che ho gia' iniziato a fare peraltro.

Inserito: 29 agosto 2008

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