Hell’s Gate e' alla seconda edizione e conferma la sua fama di gara di enduro estremo, ben coordinata dal vulcanico Fabio Fasola, che nella tenuta del Ciocco attiva anche i corsi della Fasola School.
Quest’anno la gara non è stata funestata dalla pioggia ma i piloti hanno trovato ghiaccio nei passaggi in alta quota.
La gara si svolgeva in due parti ben distinte, al mattino si partiva per un classica gara di enduro, un po’ più impegnativa della media, che consisteva in 4 giri, finalizzata alla selezione dei piloti per la gara pomeridiana.
I piloti che non stavano entro 30 minuti (poi aumentati a 60' date le condizioni impegnative del percorso) dal tempo del primo partente venivano eliminati gia' in mattinata .
Partenza alle ore 7 del mattino, con i fari accesi perché ancora buio, l’aria mattutina è gelida e tagliente e nel parco chiuso c’è un atmosfera surreale con il buio e il silenzio di una montagna ancora addormentata, solo i piloti sono già svegli e pronti a partire.
Il primo partente è l’inglese David Knight trionfatore della Hell’s Gate 2004, parte in sella alla KTM exc 250 del team Farioli. Compagno di minuto di David il pluricampione mondiale Anders Eriksson in sella alla più pesante Husqvarna Te 450.
Tra gli altri piloti alla partenza ci sono Joan “Nani” Roma lo spagnolo pilota KTM nei rally africani, seguito da un altro “africano” Marc Coma, alla partenza anche il fratello maggiore di David Knight, Juan Knight in sella a una GasGas EC 300.
Molti gli italiani al via tra cui Andrea Beconi, unico ad arrivare alla fine, e Aimone Dal Pozzo.
Al via anche alcune moto da trial, modificate con serbatoi di maggior capienza, che corrono in una classe a loro riservata.
Spicca un coraggioso Mattia Musella in sella a un Beta RR 50 ! Ammirevole il suo sforzo, peccato abbia dovuto ritirarsi.
La partenza al buio nel campo sportivo nasconde la vera natura della gara, ma dopo pochi metri ci si inerpica su un terrapieno dove alcuni piloti hanno la conferma che anche la gara mattutina non sarà una “passeggiata” : subito dopo la prova in “linea”, che termina con un fettucciato in alta quota, alcuni passaggi impegnativi preparano i piloti ad affrontare il trasferimento che tra il ghiaccio e i passaggi quasi “trialistici” mieterà le sue vittime, soprattutto tra le moto.
Infatti molte arriveranno al controllo orario con alcuni pezzi in meno, alla fine della mattinata si conteranno già alcuni piloti fuori tempo massimo e altri ritirati, d’altronde non è facile stare nei tempi del “ gigante” inglese Knight, solo Eriksson spesso lo insedia da vicino, la cosa non si ripeterà nel pomeriggio.
Finisce la mattinata, poco tempo per rimettere le moto in sesto, cambiare le gomme e montare i fari per la fase serale e le moto tornano in parco chiuso.
Un po’ di riposo per i piloti e il tempo di mangiare qualcosa, ma senza rilassarsi troppo, infatti è l’una passata e la partenza dalla vera e propria “hell’s Gate” è fissata alle tre del pomeriggio, alla partenza si contano 18 piloti tra cui anche due trialisti.
Già la partenza in stile motard con il via dato dall’asso francese Gilles Salvador su asfalto vede Knight in testa, grande bagarre, si parte, pochi metri, curva destra, altri pochi metri curva a sinistra e via su per la prova speciale del mattino, dopo circa 40 minuti il primo pilota, David Knight, raggiunge il primo passaggio dell’infernale gara, “la cascata” è un ripido fiumiciattolo da percorrere in discesa con scalini di roccia alti più di un metro ricoperti di viscidissima muffa con foglie che nascondono le insidie, come se non bastasse scorre anche l’acqua, per fortuna, perché al mattino era tutto ghiacciato, l’Inglese passa senza problemi mentre gli altri piloti faticheranno molto di più.
Secondo passaggio, la “salita del laghetto” una ripida stradina sterrata, non più larga di un metro, cavata dall’acqua e con pietre smosse, qui il nostro Andrea Beoni darà spettacolo con un passaggio in piedi sulle pedane in ottimo stile trialista, terzo passaggio , la “salamandra” un km di fiumicciatolo in ombra, viscido e con scalini ripidi e bagnati da percorrere in salita, già nei passaggi pomeridiani molti piloti dovranno ricorrere all’aiuto del pubblico che tirerà su le moto con la corda
Durante queste fasi avverrà la “selezione” , i piloti fuori tempo massimo vengono fermatie la loro tabella di gara strappata impietosamente dai giudici, la giornata si avvia alla conclusione e si raggiunge la parte finale, l’arrivo l’Hells Peak una salita impossibile, ripidissima di terra smossa tra il bosco, non si riesce a scendere a piedi impossibile pensare che qualcuno possa farla in moto, questa è la vera Hell’s Gate, una salita che supera il limite, che rasenta la pazzia. Il pubblico è caldo, e le corde sono già pronte per recuperare moto e piloti, nel bosco in fondo si vedono dei fari, è lui , David Knight, il pilota inglese è il primo ad arrivare, il pubblico esulta, prende la rincorsa e arriva a metà salita, sono pronte le corde ma lui le rifiuta, vuola farla da solo! Scende riparte e riesce ad arrivare fino al punto più ripido a pochi metri dalla fine, incredibile.
La ruota posteriore della moto si impiglia in una corda, la motto decolla come impazzita facendo un salto mortale tra il pubblico, David non lo accetta vuole salire da solo, urla del pubblico, urla del pilota, la corda viene tagliata, risale sulla moto e riparte, solo gli ultimi tre metri si fa aiutare dalla corde perché è veramente impossibile farcele con le proprie forze, arriva su è lui il primo a finire questa edizione 2005, David Knight è il vincitore per il secondo anno della Hell’s Gate, Fabio Fasola gli consegna la coppa e l’assegno di 8000 euro.
Non è finita il ragazzone dell’isola di Man si getta tra il pubblico ad aiutare gli altri piloti, il secondo ad arrivare è l’inglese Wayne Braybrook su Honda Crf 250, terzo il fratello maggiore di David, Juan Knight , quarto il campione mondiale enduro Anderss Eriksson su Husqvarna che già dal primo giro era apparso stanco, e infine, unico italiano, pilota della fiamme ora, il grande Andra Beconi in sella alla Yamaha wrf 250 boato del pubblico e grande ammirazione per tutti i piloti
Sul palco dell’arrivo, il pensiero va al grande Fabrizio Meoni che la scorsa edizione era li con i piloti, ora non c’è più e lascia un grande vuoto, sul palco viene chiamato suo figlio, Gioele che commosso viene sollevato dai piloti vincitori, applauso del pubblico ai vincitori della Hell’s gate, in questa gara non vince solo chi arriva prima, ma vince chi la finisce, la sfida tra l’uomo e la moto con la natura, con l’impossibile.
Durante la premiazione finale alla cena di gala della sera vengono premiate tutte le categorie della gara del mattino e ovviamente i piloti del pomeriggio, sul palco sale anche un commosso Joan “Nani” Roma ,che al mattino si era ritirato per problemi fisici, dona a Fabio Fasola il suo casco che verrà messo all’asta sul sito, il ricavato andrà all’opera di beneficenza inziata da Fabrizio Meoni per la costruzione di scuole in africa.
Un premio va anche ai due trialisti che sono riusciti a prendere parte alla gara pomeridiana.
Saluti finali a tutto lo staff organizzatore, anche quest’anno la Hell’s Gate ha mantenuto la fmaa che in soli due anni è già a livello mondiale.